Successo per l’inaugurazione della mostra micologica sul San Boldo: più di 150 specie diverse di funghi in esposizione

Si è conclusa ieri, domenica 25 luglio, la prima mostra micologica del comune di Cison di Valmarino organizzata dall’associazione “Amici del Bosco”.

L’evento, ospitato nella sede degli Alpini di Tovena al Passo San Boldo, ha attirato la curiosità di appassionati e non solo.

Più di 150 le specie di funghi presenti nelle esposizioni, dai pregiati classici porcini alle più pericolose amanite, raccolti nei giorni precedenti alla mostra tra i monti della Pedemontana trevigiana (ma non solo), da Pianezze a Vittorio Veneto.

Inaugurata alle 9 alla presenza anche del sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese e del sindaco di Miane Denny Buso, la mostra è terminata in serata alle 20.

“A causa della brutta stagione data dal clima instabile, dal troppo freddo al troppo caldo, – spiega Graziano Lorenzetto, presidente dell’associazione Amici del Bosco – la raccolta dei funghi per la mostra è stata molto difficoltosa”.

“Nonostante ciò – prosegue – grazie all’aiuto dei nostri amici e collaboratori appartenenti al gruppo micologico Bresadola di Belluno abbiamo fatto un buon lavoro e siamo soddisfatti. Un ringraziamento va anche anche agli Alpini di Tovena per aver permesso tutto questo”.

“Come l’anno scorso la mostra è stata un successo – conclude Lorenzetto – : in realtà è la prima volta che qui sul Passo San Boldo si organizza un evento di questo tipo, ma posso anticipare che si ripeterà anche nei prossimi anni”.

“Un aspetto positivo del Covid è stato proprio la riscoperta delle nostre montagne e dei nostri bei luoghi – afferma Cristina Da Soller, sindaco di Cison di Valmarino – : quella della mostra micologica è senza dubbio un’iniziativa che si inserisce nel calendario di valorizzazione del San Boldo e siamo orgogliosi di aver ospitato la mostra dell’associazione Amici del Bosco”.

Un mondo, quello della micologia, molto difficile e insidioso: servono infatti notevole esperienza e molte ore nel bosco, accompagnati da esperti, per poter apprendere l’arte dell’”andar a funghi”.

Ne è convinta Alberta Laveder del gruppo micologico Bresadola: “Negli anni ho visto molte persone raccogliere senza criterio, non sapendo nemmeno distinguere minimamente i funghi: questo è molto pericoloso perché alcuni sono veramente letali”.

“Inoltre – sottolinea Laveder – non ci si può improvvisare raccoglitori ma serve un’adeguata formazione acquisibile solo con ore e ore nel bosco accompagnati da esperti, in modo da poter riconoscere a prima vista quello che si ha tra le mani. Importante poi non accettare funghi dagli sconosciuti”.

La mostra micologica degli Amici del Bosco si è rivelata dunque una lodevole iniziativa e prezioso strumento della campagna di sensibilizzazione dei cittadini, con particolare attenzione rivolta ai giovani, al rispetto e alla valorizzazione della natura.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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