Prende il nome di “Conegliano Futura” il nuovo convegno ideato dal Circolo Culturale Conegliano per lunedì 23 giugno alle 20.45, al Teatro Toniolo di Conegliano, dove diversi relatori si avvicenderanno, fornendo una proposta per la città di domani e, al tempo stesso, riflettere sulle sfide e le strategie per la rigenerazione urbana.
Relatori che saranno Carlo Canato, Massimo Colomban, Alberto Gava e Giuliano Vantaggi, introdotti dal presidente del Circolo, Luciano Finesso, dopo i saluti iniziali del sindaco di Conegliano Fabio Chies. A moderare l’incontro (sostenuto da Banca Prealpi SanBiagio) sarà Alessandro Toffoli.
“Si tratta della continuazione del convegno proposto lo scorso 2 dicembre – ha spiegato Luciano Finesso -. Il nostro obiettivo è quello di sollevare un dibattito e un confronto, prendendo in esame il problema della rigenerazione urbana, che coinvolge certe aree, come ad esempio la zona delle ex Fosse Tomasi e l’ex area Zanussi”.
Secondo Finesso, però, è necessario affrontare il tema del futuro della città tenendo conto anche della questione demografica: “Dal 2001 a oggi la popolazione è rimasta sempre di 35 mila abitanti, nulla è cambiato. Dal 2015 in poi, inoltre, sono aumentati gli extracomunitari e diminuiti i coneglianesi: tenendo conto di questo e dell’età dei cittadini, è necessario trovare una risposta ai bisogni della città. La pianificazione non può tralasciare il dato demografico” ha osservato.
“Per quanto riguarda le aree da rigenerare, spesso si vede un intervento dai privati: è positivo che un privato metta delle risorse, specialmente se si tratta di cittadini di Conegliano, ma questi investimenti vanno accompagnati – ha proseguito -. Noi siamo a disposizione di chi vuole vedere la positività di queste proposte e, tra 2-3 mesi, ci sarà un altro convegno su questa tematica”.
L’imprenditore Massimo Colomban è alla guida di un gruppo di lavoro nato in seno al Circolo (che comprende Carlo Canato per la mobilità, Federico Capraro e Giuliano Vantaggi per il turismo, Alberto Gava per il digitale e il tema dello sviluppo) e ha spiegato quella che è la sua visione per una “Conegliano Futura”.
“Servono partnership con grandi università, per corsi di formazione continua, e ritrovare uno spirito di condivisione – ha detto -. Lunedì parlerò del risultato emerso dal contatto con tutte le associazioni, per far capire come far arrivare tutte le persone a Conegliano”.
Tra le proposte emerse, Colomban ha puntato molto sul concetto di un mercato coperto.
“Pensiamo all’idea di un mercato coperto permanente, con l’offerta di prodotti locali: solitamente registrano successi – le parole di Colomban -. Deve essere un mercato con servizi sinergici, come il baby sitting e il fitness, e una grande hall per gli eventi: la gente va dove ci sono intrattenimenti. Conegliano registra 100 mila visitatori all’anno, Castelbrando almeno 150 mila all’anno: la città dovrebbe farne un milione nello stesso arco di tempo – ha proseguito -. Il mercato coperto, però, non deve andare in competizione con ciò che esiste, ma in sinergia”.
Colomban ha quindi speso un pensiero anche sulla futura piazza Carducci: “Prima di essere realizzata la piazza, dovrebbe essere concluso il tunnel di fronte alla stazione e non il contrario – ha aggiunto -. Bisogna quindi mettersi a fare e basta filosofeggiare”.
Alberto Gava si è soffermato sul tema della formazione continua: “Le statistiche nazionali per la prima volta dicono che le imprese del sud stanno superando quelle del Nordest, grazie alla formazione continua – ha spiegato -. Conegliano sta diventando un hub strategico territoriale, ma ci vorrebbe una collaborazione con il Politecnico: tra le prime cinque città italiane per numero di aziende, ci sono Bari, Milano e Torino, che hanno tutte il Politecnico”.
Da parte sua, Federico Capraro ha chiarito che la visione di una città futura debba tenere conto di un concetto di area vasta e non più considerare il confine amministrativo.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata