Lunghe code anche oggi, domenica di Santo Stefano, al Covid point della Zoppas Arena di Conegliano: l’azienda sanitaria Ulss 2 aveva annunciato anche nei giorni scorsi l’apertura dei Centri tampone durante le festività natalizie, in maniera tale da proseguire l’attività di screening sul territorio (qui l’articolo).
Purtroppo è cosa nota come nel periodo attuale si stia assistendo ad un aumento dei contagi: un innalzamento della curva provocato dalla nuova variante Omicron del virus, che si sta diffondendo anche in altri Paesi.
Stamane il Covid point della Zoppas Arena ha aperto i battenti alle 8, come da annuncio, con una previsione di chiusura fissata per le 12. Alle 11.30, però, continuavano ad arrivare in loco nuove vetture ad “ingrossare” la coda che si snodava già a partire da via Ca’ di Villa.


All’imbocco di viale dello Sport sono perciò state poste tre transenne, con l’indicazione di divieto di accesso all’area per coloro che non dovevano sottoporsi al tampone.
Oltre alle transenne, in mezzo alla carreggiata era stata posizionata anche la segnaletica stradale che indicava agli automobilisti la necessità di proseguire dritti per via Ca’ di Villa, scegliendo un percorso alternativo a viale dello Sport. Nel frattempo una pattuglia della Polizia locale di Conegliano è impegnata nel percorrere l’area, monitorando il flusso delle code.
AGGIORNAMENTO DELLE ORE 12.45:
Una delle numerose persone in coda oggi alla Zoppas Arena ha espresso il proprio disappunto per quanto accaduto scrivendo alla nostra redazione: “Dopo due di coda per fare il tampone di fine quarantena, sono dovuta tornare a casa perché, alle ore 11.30 (quando l’orario di chiusura era le 12), è arrivata la Polizia locale che ha messo le transenne e non ha più fatto passare nessuno“.
“Ora io e tutti quelli che erano in fila dopo di me (più di 50 macchine) dovremo andare giù un altro giorno – continua la signora -. Inoltre la Polizia non si è neppure degnata di avvisare le macchine incolonnate che avevano chiuso tutto, molte infatti sono rimaste lì senza sapere nulla”.
“L’organizzazione è pessima ed è inaccettabile far aspettare 2 ore le persone che magari sono pure malate e hanno febbre o altri sintomi, per poi farle tornare a casa“, conclude.
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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