Quella di ieri sera, a Conegliano, è stata una Dama Vivente che ha decisamente superato ogni aspettativa: “Anno domini 1233” è stata un’apoteosi di emozioni, raggiungendo un livello scenico spettacolare.
La 38esima edizione della kermesse organizzata dall’associazione Dama Castellana (con il patrocinio di Comune di Conegliano, Regione del Veneto e il contributo del Ministero della Cultura) è stata sicuramente un’iniziativa carica di pathos, di suggestioni sceniche e musicali, ma anche di tanta bravura.
Bravura di tutta la squadra di lavoro, dei volontari e figuranti e, specialmente, del regista Alessandro Martello il quale, con la storia e gli allestimenti, ha dimostrato come non sia necessario andare nelle grandi città per vedere un’ottima rappresentazione teatrale.
Sì perché quella di ieri sera, più che la classica Dama Vivente, è stata una rappresentanza teatrale di alto livello. E sorge quasi il dubbio di come, il prossimo anno, sarà possibile superare un livello già così elevato.
E, alla luce del risultato ottenuto, sono risultati comprensibili i copiosi applausi piovuti ieri sera e le numerose grida a suon di “Bravo!” indirizzate al regista.


Il fuoco, le tinte rossastre, le armature e i combattimenti: sono stati gli elementi protagonisti della serata, secondo un’edizione che ha riportato alla memoria la battaglia tra Coneglianesi e Trevigiani, per il controllo della città.
Una scelta tematica che di certo non deve essere scambiata come un inno alla guerra, così come era già stato chiarito dall’associazione (considerato anche il periodo storico vigente), bensì un monito contro ogni pericolo bellico, viste le ricadute negative sul genere umano.


Dopo la performance dei tamburi di Gemona e la sfilata dei quartieri della città, con i loro gonfaloni di fronte alle tribune di piazza Cima, che hanno registrato il tutto esaurito (con spettatori anche dall’estero), la Dama ha avuto inizio.
Tra i quartieri, anche quelli di Costa Bassa e Ogliano, finalisti per la partita conclusiva.
Assente quest’anno la coppia di piazza, ma il tenore dello spettacolo di certo non ne ha fatto sentire la mancanza.


Prima dell’inizio della rappresentazione, monsignor Roberto Bischer ha benedetto i gonfaloni, osservando come le “tradizioni fanno parte della nostra storia e del nostro presente. Che questo spettacolo ci ricordi il significato del dono della pace” ha aggiunto.
Poi il pubblico è stato catapultato indietro nel tempo, in un vero e proprio “quadro antico”, all’epoca di quel 15 giugno 1233 in cui “si scrisse la storia di questa terra”.


La partita di Dama Vivente
Le tinte fosche della guerra e la disperazione del popolo che la visse (rifugiandosi dentro le mura della città) sono diventate protagoniste della scena, tra spade, armature, cerchi, spade e falci infuocate: un teatro a cielo aperto, con esibizioni ad effetto, ha tenuto gli spettatori con il fiato in sospeso, mentre trampolieri vestiti di nero impersonavano la morte.
Le pedine hanno vestito i panni degli eserciti contrapposti: nere quelle coneglianesi e bianche le trevigiane.


Una partita scandita dal suono dei tamburi e da duelli infuocati, che ha portato alla vittoria dell’esercito coneglianese e, di riflesso, del quartiere di Ogliano (capitanato da Gianni Botteon e rappresentato da Clemente Trevisan) che, in una sfida a porte chiuse, ha affrontato Costa Bassa (quartiere capitanato da Antonio Belloni e rappresentato da Fabio Bassanello), altro finalista di questa edizione della Dama.
Tinte rosse e cupe hanno accompagnato un’edizione memorabile, che ha voluto lanciare un messaggio che, allo stesso tempo, ha voluto essere un augurio, ovvero “che rimanga viva la memoria della lotta per la giustizia”.


Un viaggio nel tempo, con oltre 300 figuranti, impreziosito dalla presenza di gruppi esterni come la “Compagnia Burdyri” dalla Repubblica Ceca (coinvolta in serie Netflix a tema epico o in pellicole come Van Helsing e Spiderman), “Opera Flammae” di Prato (che si esibisce in tutta Europa con performance di fuoco), i “Cavalieri del Drago” di Castelfranco Veneto (gruppo a tema medievale), danzatori e trampolieri del gruppo “Voci dal Medioevo” di Trambaque (Padova).
Alla vittoria della città, celebrata dalla presenza degli angeli, è seguita la rievocazione della storia che narra come i coneglianesi si fecero portare sulle spalle dai trevigiani fino al castello, lungo Calle degli Asini.


“Un pensiero per chi continua a lottare per la propria libertà”, sono state le parole finali dello spettacolo, concluso dall’esibizione di tamburi e sbandieratori.
Gianangelo Del Longo, presidente dell’associazione Dama Castellana, ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla manifestazione, riservando un ringraziamento particolare anche agli sponsor dell’iniziativa (Banca Prealpi SanBiagio, Edilco, Sanvo, Tegola Canadese, Dersut, Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Docg, Officina C.M.R., Impresa Buosi Costruzioni srl, Roma Gianfranco, Blue Form, SuperBeton, Le Manzane, Energyca. Sponsor tecnici: Pasticceria Alpago, Michielet Claudio & C., Brun Panificio, Enaip).


Il sindaco Fabio Chies (prima sul palco con tutte le autorità e rappresentanti delle Forze dell’Ordine, compreso il Questore di Treviso, Alessandra Simone) ha premiato Ogliano, il quartiere vincitore della sfida.
“Il tempo è stato clemente: è stato uno spettacolo incredibile e una rievocazione storica ricca di pathos. Uno degli eventi che costituisce il patrimonio della nostra terra – le parole del primo cittadino -. Dovete essere orgogliosi per lo spettacolo che ci avete fatto vivere”.








Il regista Alessandro Martello, affiancato da Elio Ceschin (vicepresidente dell’associazione e direttore operativo) e da Michela Bazzo (direttrice artistica), ha spiegato quanto fosse opportuno sviscerare il tema della guerra (nonostante i diversi interrogativi su quanto fosse giusto farlo, in questo periodo storico), dedicando lo spettacolo a coloro che, con ostinazione, lottano fino alla fine per la propria libertà.
Una dedica particolare Martello l’ha rivolta a Hind Rajab, una bambina palestinese di sei anni trovata morta a Gaza: per questo, gli angeli dello spettacolo indossavano una fascia nera.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Matteo De Noni)
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