Mentre l’attenzione di tutti è puntata sulle gare olimpiche e sulle medaglie che si assegnano ogni giorno, a Cortina d’Ampezzo esiste un racconto che affonda le radici molto più lontano nel tempo. È una storia che parla di silenzio, di montagna e di pagine scritte lontano dai riflettori, quando la Conca non era ancora la meta internazionale che conosciamo oggi.
Nel 1804, quando Cortina non era nemmeno considerata una destinazione turistica, dai ruderi della chiesa di Santa Caterina nacque quella che sarebbe diventata la prima vera struttura ricettiva del paese: l’Hotel de la Poste. All’epoca una locanda, un punto di passaggio e di sosta, che nel tempo avrebbe visto transitare viaggiatori, artisti e scrittori destinati a lasciare un segno nella storia.
Tra loro anche Ernest Hemingway. Lo scrittore americano soggiornò proprio qui, nella camera 107, oggi diventata una sorta di piccolo luogo di culto per appassionati di letteratura e curiosi. Dormire in quella stanza significa ripercorrere le stesse notti vissute da Hemingway, immerse in un’atmosfera che lui stesso rimase colpito a descrivere: il silenzio profondo, la pace assoluta e le montagne che sembravano entrare dalle finestre.
Un dettaglio aggiunge ulteriore fascino al racconto: durante un recente riordino è stata ritrovata una macchina da scrivere appartenuta proprio a Hemingway durante il suo soggiorno a Cortina. Un oggetto semplice, ma carico di significato, che riporta idealmente a quelle ore trascorse a osservare, più che a scrivere, lasciando che fossero le Dolomiti a fare il resto.
A raccontare queste storie sono @doveandareinveneto Daniele Passarotti e Alessia Scarilli, @bertapi Roberta Pinna e @daniele.cc Daniele Cesaro coinvolti nella collaborazione tra Veneto Creators e Qdpnews.it che in questi giorni accompagna il pubblico alla scoperta di una Cortina diversa: non solo sport e Olimpiadi, ma anche cultura, memoria e grandi personaggi che hanno attraversato la storia della Perla delle Dolomiti.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Qdpnews.it)
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