Tutelare l’ape per tutelare il territorio, a Godega il convegno di Savno e dell’associazione delle Colline Unesco per promuovere nuove sinergie

Si è svolto questa mattina, sabato 9 aprile, nella sala convegni del padiglione dell’Antica Fiera di Godega di Sant’Urbano, il convegno “Gocce di miele nelle colline Unesco”, promosso da Savno e dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

Un’occasione di confronto dedicata al mondo agricolo e non solo, per rimarcare il ruolo imprescindibile dell’ape nello sviluppo sostenibile del territorio, in quanto sentinella ecologica e insetto chiave per la biodiversità dell’ambiente, e soprattutto per creare nuove sinergie per la sua salvaguardia, incentivando sensibilizzazione e condivisione.

La tavola rotonda è solamente l’ultima iniziativa messa in campo da Savno e dalla locale Associazione di tutela, entrambe impegnate da tempo nel ripristino dell’habitat naturale delle api e nel favorirne il ripopolamento nella Sinistra Piave.

Nello specifico, solamente lo scorso anno, Savno ha donato ai Comuni e alle scuole aderenti al progetto 150 alveari, ovvero 10 milioni e 500 mila api per ripopolare migliaia di ettari nella Sinistra Piave. Un impegno che si traduce in 15 mila milioni di fiori visitati in un giorno, e in una differenza di reddito di 40 mila euro per gli apicoltori che le allevano, in termini di miele prodotto e di altre lavorazioni, e di 180.000 euro per il settore dell’agricoltura in generale.

“Siamo costantemente al lavoro per promuovere il valore di questo insetto e il suo impatto positivo in termini di salubrità dell’ambiente, anche attraverso un progetto di salvaguardia con Legambiente Veneto e Apat Apicoltori in Veneto – ha spiegato Giacomo De Luca, presidente di Savno – Abbiamo effettuato circa 200 ore di lezioni sulle api, incontrando più di 4.000 studenti”.

Un impegno condiviso dalla stessa dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, per vocazione sempre sensibile ad azioni volte a contribuire alla sostenibilità delle Colline Unesco.

“Da sempre riconosciamo alle api un ruolo importantissimo. Non solo perché sono le principali sentinelle dello stato di salute del territorio, ma anche per la funzione essenziale che ricoprono nel lavoro degli agricoltori grazie all’impollinazione – ha spiegato Marina Montedoro, presidente dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene – Oggi siamo qui riuniti proprio per celebrare il valore di questo ‘lavoro’ e di un insetto che risulta fondamentale per la biodiversità e per gli ecosistemi naturali anche sulle Colline del Prosecco Superiore, oggi Patrimonio dell’Umanità“.

Il convegno si è rivelato al tempo stesso una prestigiosa cassa di risonanza per non abbassare la guardia sulla salvaguardia della salubrità dell’ambiente. “I maggiori esperti sono d’accordo: senz’ape, per l’essere umano non c’è futuro. Questi insetti sono indispensabili per la biodiversità degli ecosistemi, ma anche per la nostra stessa alimentazione“, ha esordito il senatore Gianpaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura e produzione agroalimentare in Senato.

“La sovranità alimentare è un diritto importante: è risultato evidente con l’insorgere della pandemia, ma lo è ancora di più adesso, con la guerra in Ucraina e le conseguenti ripercussioni sul reperimento di materie prime a livello globale – ha aggiunto Vallardi – Quando parliamo di Green Deal europeo, di una visione sostenibile della Politica Agricola Comune e di alimentazione biologica c’è sempre un comune denominatore: l’ape. Rappresenta il futuro dell’agricoltura e, anche se non mi piace ammetterlo, non tutti l’hanno capito ancora: prima lo faranno, meglio sarà per le generazioni del domani”.

Penso che il nostro futuro non sia in salita rispetto alla sostenibilità. Il consumatore è centrale, chiede sempre più salubrità, sicurezza alimentare e rispetto dell’ambiente: la direzione è questa – ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia – Quella sulla tutela delle api è una partita importante: se non c’è l’ape, non c’è l’impollinazione. E se non c’è impollinazione, non c’è produzione agricola. In questo senso, dunque, il binomio api-ambiente è inscindibile”.

“In questi ultimi anni osserviamo un maggior interesse dell’opinione pubblica e delle istituzioni verso l’importante ruolo dell’ape e del lavoro dell’apicoltore”, ha evidenziato Stefano Dal Colle, presidente Apat Apicoltori in Veneto e Fai Veneto Federazione Apicoltori Italiani”, che ha aggiunto: “Vorrei concentrare l’attenzione sulla necessaria e fondamentale collaborazione fra apicoltura e agricoltura: devono integrarsi, collaborare e trovare il modo di trarre reciproco vantaggio. Penso, ad esempio, agli apicoltori coinvolti in progetti di monitoraggio ambientale in collaborazione con i viticoltori e i Consorzi del Prosecco Docg e Doc”.

Al convegno sono intervenuti anche Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti; Nicola Gherardi, membro della giunta nazionale di Confagricoltura; Dino Scanavino, presidente Nazionale Cia – Agricoltori Italiani; e Stefano Dal Colle, presidente Apat – Apicoltori in Veneto.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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