La storia non sempre unisce. Il ricordo non cancella sempre dolori, violenze subite anche se il tempo può attutirli.
Rischia di essere così, domenica, a Miane quando ci si riunirà per ricordare i soldati uccisi dai partigiani nel maggio 1945: lo scorso anno erano in
300 all’inaugurazione della nuova lapide.
È passato un anno dalla partecipata prima cerimonia in ricordo dei soldati e civili fascisti uccisi dai partigiani della Brigata Mazzini il 7 maggio 1945 (vedi articolo).
La cerimonia aveva scatenato molte polemiche in tutto il “mondo della Sinistra” veneta, trevigiana e locale, la non partecipazione dell’amministrazione comunale, ma aveva attirato oltre 300 persone simpatizzanti fascisti veneti e non solo in cimitero a Miane.


Domenica 13 febbraio alle 10.30 la cerimonia sarà riproposta da Continuità Ideale-Rsi Treviso con un evento intitolato “Commemorazione foiba “Bus de la Spinoncia” in occasione, scrivono gli organizzatori, della “Giornata in ricordo dei Martiri delle Foibe”.
Un titolo fuorviante visto che le foibe sono soltanto quelle carsiche, luoghi tipici del confine italiano con Slovenia e Croazia.


Nel cimitero di Miane lo scorso anno è stata inaugurata una lapide in onore delle 38 persone uccise a Combai, riesumate due anni dopo, nel 1947, e per gran parte traslate dal Ministero della Difesa al cimitero delle Croci Bianche di Altare, in provincia di Savona.
Un ricordo drammatico della fine della guerra civile in provincia di Treviso.
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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