I fondi raccolti per Ale “tornano” alla scuola: “E gli intitoleremo un’aula”

Alessandro (a sinistra) con mamma Isabella e il gemello Francesco

“Questi soldi torneranno alla scuola, perché lì mio figlio è cresciuto molto sia da un punto di vista didattico che umano. E perché tutti gli hanno voluto bene”.

E così sarà. I fondi raccolti da varie donazioni dopo la tragica e prematura morte del montebellunese Alessandro Maria Ronchi, stroncato lo scorso maggio a soli 19 anni da un problema cardiaco legato a un disturbo congenito, andranno all’Istituto Barsanti di Castelfranco Veneto, che il ragazzo frequentava con profitto e che da subito si era attivato per lui e per la famiglia colpita da un così grave lutto.

E’ mamma Isabella Fontana, ancora con le lacrime agli occhi per un dolore che non può essere lenito dal tempo, a raccontarlo: “Alessandro adorava la sua scuola e i suoi compagni di classe, si era sempre trovato molto bene al Barsanti maturando sia come studente che come ragazzo. Così, quando purtroppo non ce l’ha fatta, abbiamo ricevuto come famiglia un’ondata di vicinanza e affetto molto preziosa e, da subito, l’istituto ha manifestato la volontà di raccogliere dei fondi in sua memoria“.

Un’iniziativa condivisa anche dalla pizzeria d’asporto di Montebelluna, dove il 19enne lavorava, e da tanti tra vicini di casa, altre famiglie, insegnanti. “Abbiamo messo tutto assieme e, nei giorni scorsi, abbiamo donato gli oltre 2 mila euro raccolti alla scuola, affinché possa utilizzarli per implementare l’aula di informatica”.

Informatica in cui Alessandro, che già era proiettato verso un brillante futuro da universitario a Trento, dove avrebbe dovuto frequentare l’indirizzo di Ingegneria informatica in lingua inglese, eccelleva. Un futuro spezzato troppo presto, in quel drammatico sabato di inizio maggio, quando il ragazzo venne trovato in casa privo di sensi dal fratello gemello Francesco.

La corsa disperata in ospedale poi, due giorni dopo, il tragico epilogo. Ale se n’era andato. “Era rimasto per oltre un’ora in arresto cardiaco ed è stato fatto tutto il possibile per salvarlo – racconta ancora, non riuscendo a trattenere la commozione, mamma Isabella, anche lei insegnante di inglese a Montebelluna -. Ci tengo infatti a ringraziare ancora tutto il personale medico che, sia a Treviso che a Montebelluna, ha provato a salvargli la vita”.

Oltre al denaro, mamma Isabella ha ricevuto dalla scuola un altro dono forse anche più prezioso: “I compagni di classe mi hanno regalato una scatola con dentro dei bigliettini anonimi, su cui ciascuno di loro aveva scritto un pensiero dedicato ad Ale – spiega la donna – Ogni tanto ne apro uno e lo leggo, ormai li ho quasi finiti tutti. E mi si scalda il cuore. E la mia commozione è aumentata quando ho scoperto che, tra chi aveva donato qualcosa per mio figlio, c’era anche un ragazzino di 14 anni di prima che, pur non conoscendolo, ha voluto comunque contribuire alla raccolta fondi con un euro”.

La cerimonia di consegna del ricavato si terrà probabilmente a maggio, il mese della morte ma anche quello del compleanno di Alessandro, che avrebbe compiuto 20 anni il 17 maggio. Ma gli omaggi per lui da parte del Barsanti non finiscono qui, come spiega il dirigente scolastico Claudio Franzi: “Era davvero un ragazzo d’oro e uno studente modello, ora utilizzeremo la cifra raccolta per acquistare degli hardware e migliorare così la didattica nella nostra aula di ‘Sistemi e reti’. Laboratorio che stiamo pensando di intitolare proprio ad Alessandro“.

E chissà che l’iniziativa, visto il coinvolgimento che ha suscitato, non venga ripetuta anche il prossimo anno: “Mi piacerebbe organizzare qualcosa, sempre per donare il ricavato alla scuola” conclude mamma Isabella.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: per gentile concessione della famiglia)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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