Rigenerazione urbana di Solighetto, il progetto presentato ai cittadini

Ieri sera è stato presentato alla cittadinanza il progetto di rigenerazione urbana di Solighetto (frazione del Comune di Pieve di Soligo), in occasione di un incontro pubblico organizzato al Battistella Moccia.

Una progettualità che, secondo quella che è stata la presentazione, ha le seguenti finalità: migliorare il volto architettonico del luogo con scelte “in rispetto del borgo storico”; risolvere il problema dell’alta velocità dei veicoli in transito; incentivare la pedonalizzazione dell’area e salvaguardarne la sicurezza; allargare i marciapiedi, “per creare aree pedonali di sicurezza in rispetto del PEBA – Piano Eliminazione Barriere Architettoniche 2019”.

In premessa alla serata, il sindaco Stefano Soldan ha ricostruito le tappe che hanno portato allo stato attuale delle decisioni, a partire dall’idea di “Un albergo diffuso per Solighetto” del 2017, tale da creare la possibilità di sviluppo e di accesso a finanziamenti per la zona.

Soldan ha ricordato, tra le varie cose, la delibera di giunta del 21 marzo 2022 per la partecipazione al bando Sisus, fino all’affidamento all’architetto Devis Titton nell’aprile 2023 di uno studio preliminare per la rigenerazione dell’area, poi presentato alla stampa il 19 maggio 2023, con successiva variante al Piano degli interventi approvata in consiglio comunale il 30 ottobre 2023.

Studio, secondo quanto affermato da Soldan, che fin dal 2023 si poneva l’obiettivo di istituire un senso unico dalla chiesa fino a tutta via Brandolini, assieme alla sostituzione della pavimentazione attuale con una in ciottoli. Stesse condizioni che sono state mantenute anche nella progettazione ieri presentata.

Le novità progettuali

L’architetto Francesco Dal Col, responsabile della progettazione, ha chiarito che la pavimentazione sarà realizzata con ciottoli di fiume e pietra trachite, la stessa già utilizzata in piazza Balbi, mentre verrà rifatta completamente piazza Emigranti.

Sul fronte della sicurezza, sarà realizzata un’isola pedonale per consentire l’ingresso protetto alla chiesa e, successivamente e in accordo con la Polizia locale, verrà deciso in quali punti stabilire il limite di velocità pari a 30 chilometri orari.

Verranno realizzati dei marciapiedi nei punti sprovvisti, incentivando la pedonalizzazione, così da valorizzare lo spazio di fronte al bar e creare “un punto di ritrovo per ciclisti e pedoni, con la possibilità di sistemare delle casette per venditori ambulanti”.

Gli alberi presenti in piazza Libertà rimarranno al loro posto e le aree verdi saranno delimitate da lamiere metalliche. A terra saranno sistemate delle borchie di indicazione degli spazi di sosta e dei manufatti per il parcheggio di persone con disabilità.

La piazza vedrà l’accesso da un percorso pedonale rialzato rispetto alla carreggiata e sarà costeggiata da un rinnovato itinerario di marciapiedi.

Prevista la sistemazione di via Ballancin e la creazione di marciapiedi rialzati di 2-3 centimetri rispetto alla carreggiata nei punti mancanti. Sarà mantenuto il doppio senso di marcia in via Brandolini, ma soltanto fino alle attività commerciali, con l’impossibilità di dirigersi verso Follina.

“L’obiettivo è che le auto non corrano a 70 km/h, comprese le corriere: mi assumo la piena responsabilità di rendere Solighetto a misura d’uomo – il commento di Soldan -. Nel momento in cui verrà fatto il senso unico, tutte le persone che tagliano a Solighetto per andare a Follina non passeranno più. Fra un anno Solighetto sarà diversa e non resterete delusi”.

Piazza Emigranti sarà rinnovata anche con la sistemazione di panchine e di una rampa di salita, che darà la percezione di entrata alle attività pubbliche. Inoltre gli spazi pedonali saranno delimitati da una serie di paletti.

Sul fronte dei posti auto della zona, attualmente sono 18, con due spazi per la ricarica elettrica e un’area parcheggi non definita: nella nuova progettualità resteranno sempre 18, con la regolamentazione di altri quattro stalli di fronte “all’ex Bastianel” e lo spostamento delle aree di ricarica elettrica.

Uno stallo per persone con disabilità verrà realizzato in un punto più vicino alle strisce pedonali e indicato con un colore diverso dal giallo, come indicato dalla Soprintendenza.

Le tempistiche, i ristori, il dibattito

Sul fronte delle tempistiche, al momento sono stati abbozzati 6 stralci di lavoro: il primo riguarderà piazza Libertà e una porzione di via Brandolini; il secondo l’altra porzione di via Brandolini fino a piazza Emigranti; il terzo la zona nord di piazza Emigranti; il quarto l’area sud di piazza Emigranti; il quinto la porzione all’altezza dell’incrocio di via San Gallet; il sesto via Ballancin.

Al momento il progetto dovrà passare alla fase esecutiva, a cui seguirà una gara di appalto “con una categoria di accesso elevata” e senza incarico diretto per le ditte.

Sul piano delle tempistiche, il vicesindaco Giuseppe Negri (con delega ai Lavori pubblici) ha chiarito che, per non perdere un finanziamento di 700 mila euro, i lavori dovranno essere conclusi il 31 marzo 2027 e, di fatto, saranno disponibili 240 giorni per portare a termine il cantiere della rigenerazione urbana.

Il sindaco Soldan non ha nascosto che, sia per i residenti che per le attività, sarà un anno impegnativo a causa dei cantieri. Di conseguenza sono stati stabiliti dei ristori per gli esercizi commerciali, pari a 1.500 euro per ognuna delle “attività maggiormente interessate dai disagi dovuti ai lavori di adeguamento dei sottoservizi da parte di enti terzi”; 750 euro per le attività limitrofe al centro; 2.100 euro per i lavori Ats di posa della condotta fognaria.

“Siamo l’unico Comune del Veneto che dà i ristori ai commercianti per i disagi da cantiere” ha affermato ieri sera il primo cittadino.

L’incontro pubblico non è stato privo di tensioni, con toni accesi specialmente nel confronto con l’opposizione seduta in sala.

Da un lato il primo cittadino fin dal principio ha fatto intendere di non aver gradito l’organizzazione di “riunioni carbonare”, così come da lui definite, durante le quali, a suo dire, sarebbero state mostrate ai cittadini delle tavole di progetto diverse da quelle illustrate ieri sera.

“Quelle di stasera non hanno nulla a che vedere con le immagini che qualcuno ha fatto vedere in maniera abusiva in giro per i locali” ha affermato Soldan.

A rispondere a tali accuse è stato il consigliere di minoranza Gino Lucchetta il quale, oltre a riferire di una richiesta di accesso agli atti fatta lo scorso 30 marzo e concessa il 7 maggio successivo, ha chiarito che in queste riunioni “sono state presentate le tavole fornite dal Comune”, non alterate in nessun punto.

“Non ci siamo inventati nulla, quelle tavole sono quelle ricevute dal Comune, né una carta in più, né una carta in meno”, ha aggiunto.

“Il senso unico è la moria del paese e ci saranno otto parcheggi in meno – ha commentato il consigliere di opposizione Danilo Collot -. Il traffico verrà dirottato di fronte alle scuole e il ciottolato sarà scivoloso e pericoloso, soprattutto per le persone anziane. Prima di tutto si devono sentire i cittadini, perché vivono la zona”.

Parole di fronte alle quali il sindaco ha replicato ricordando alcune vicissitudini riguardanti la passata amministrativa, quando all’epoca Collot era assessore, fino al ritiro delle deleghe.

Per quanto riguarda la platea, alcuni cittadini hanno espresso dei dubbi: c’era chi non era convinto dell’istituzione di un senso unico e avrebbe preferito quello alternato; qualcun altro ha espresso il timore per “una desertificazione di Solighetto” e non è mancato un riferimento al possibile problema circa i livelli di inquinamento di fronte alle scuole di Solighetto.

Su quest’ultimo aspetto, l’architetto Dal Col ha riferito che “i requisiti ambientali del progetto sono verificabili”.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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