Studiare la biografia e la vicenda esistenziale di una persona può essere anche l’occasione per approfondire il contesto socio-culturale circostante: è il messaggio emerso ieri pomeriggio, in occasione della presentazione del volume “Una crocerossina veneziana nella Grande Guerra”, scritto da Alessandro Gradenigo e pubblicato da Gaspari Editore.
Il volume narra la vicenda esistenziale di Maria Concetta Chludzinska, ovvero la crocerossina più decorata nella Storia: la donna, deceduta a Varsavia a soli 42 anni, ricevette negli anni le medaglie di bronzo e d’argento al valore militare, la croce al merito di guerra, la medaglia Florence Nightingale, cioè la massima onorificenza della Croce Rossa internazionale.
La presentazione del libro si è tenuta alla biblioteca civica di Vittorio Veneto ed è stata moderata da Alessandro Marzo Magno, giornalista e scrittore. Un incontro nell’ambito degli appuntamenti organizzati dal Circolo vittoriese di ricerche storiche.
Non è la prima volta che Gradenigo – residente nel Comune di San Pietro di Feletto, con un passato da geologo nell’Eni – si dedica alla storia delle crocerossine.
Le tre sorelle Astuto, impegnate a dare soccorso sul fronte di guerra, sono infatti state protagoniste del suo volume “Le crocerossine Astuto. In prima linea nella Grande Guerra”, pubblicato sempre da Gaspari Editore.
Maria Concetta Chludzinska fu una crocerossina proveniente da una famiglia benestante, di origine polacca e con diverse proprietà in Bielorussia. La madre era nobile, mentre il padre discendeva da un’antica famiglia di origine polacca.
Maria Concetta trascorse la propria infanzia a Venezia (dalla nonna, in un palazzo sul Canal Grande), poi visse la Grande Guerra da crocerossina e, dopo Caporetto, venne fatta prigioniera dagli austro-ungarici.
Una vicenda, la sua, ricostruita da Gradenigo, grazie a un lavoro svolto su degli epistolari inediti. Una storia che si era persa nel tempo e che è ora riemersa.
La sua famiglia era così benestante che il padre, nel 1913, affidò a un architetto il progetto per la realizzazione di una nuova villa-castello (incompiuto per l’arrivo della Grande Guerra). Poi c’erano i viaggi a Cannes, in Costa Azzurra, non così economicamente alla portata di tutti all’epoca.
In casa la famiglia parlava le lingue che conosceva, passando agevolmente da una all’altra, a seconda della persona che stava di fronte e alle tematiche affrontate (la madre parlava italiano, polacco e francese, il padre anche il russo)
Maria Concetta proveniva quindi da una famiglia colta e con notevoli disponibilità economiche per l’epoca, tanto che il fratello della crocerossina studiò in Inghilterra, in una prestigiosa scuola per futuri direttori di tenute di campagna.
I suoi epistolari recuperati (conservati in Polonia, mentre la vicenda della crocerossina è totalmente assente e poco nota in Italia) consentono di ricostruire l’assetto storico-geografico del tempo.
In quelle pagine, infatti, la donna descrisse la città di Vienna, delineata nei suoi lati spettrali e diede testimonianza di numerosi aspetti storici, come ad esempio la profonda freddezza e mancanza di rapporti tra tedeschi e austriaci.
Un libro, quindi, quello di Gradenigo, che è “uno squarcio su un mondo che non esiste più”, con un cambio di nomi e di confini avvenuto nel tempo, oltre a un prezioso recupero di una storia che, vista la perdita di diversi documenti, sarebbe altrimenti rimasta sommersa.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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