“Scena muta” all’Esame di Stato? Anche il sindaco della Città di Treviso Mario Conte è intervenuto sulla questione, divenuta ormai di caratura nazionale, del “boicottaggio” della prova orale. Tre i casi – avvenuti in ordine cronologico nelle province di Padova, Belluno e Treviso, in quest’ultimo caso al Liceo Canova – di studenti che si sono “rifiutati” di sostenere l’ultima prova della Maturità.
Sulla vicenda si è espresso il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il quale ha anticipato che se un candidato decide di non rispondere alle domande senza motivi validi, “dovrà ripetere l’anno scolastico”.
Conte ieri sera ha condiviso un post sui suoi social, “anche per rispondere a chi mi ha scritto ‘siamo persone, non siamo numeri’. ‘I voti creano competizione, ansia’…”.
“Non voglio entrare nel merito degli individualismi – ha spiegato Conte – che si creano nell’ambiente scolastico, dei disagi, e delle eventuali riforme da mettere sul tavolo. A questo ci penseranno gli addetti ai lavori”.
“La cosa che voglio dire è che ogni giorno siamo sottoposti a un giudizio. Noi stessi ci troviamo a giudicare il lavoro di un artigiano, di un professionista, del barista o del cuoco. E lo stesso succede sul posto di lavoro, dove noi stessi veniamo valutati, talvolta senza troppi fronzoli.
“Faccio un esempio che mi riguarda: l’operato del sindaco viene giudicato attraverso il voto – ha puntualizzato – Il voto è una valutazione delle conoscenze e dell’apprendimento. Non alla persona. Ci sono delle griglie e ogni docente si impegna a rispettarle. Ma non deve essere visto come uno spauracchio che blocca la crescita dei ragazzi”.
“Nella scuola è importante l’ascolto e il benessere degli studenti, certo, ma anche il corretto approccio ai doveri e alle prove – ha aggiunto – Lo stesso vale per gli esami: come vi dicevo ieri, se non ci abituiamo a superare gli ostacoli, piccoli o grandi che siano, la vita sarà sempre più in salita. Nel breve, nel medio e nel lungo termine”.
“Nel mio piccolo – ha sottolineato il primo cittadino trevigiano -, ricorderò a vita i compiti in classe, le verifiche, le interrogazioni (le insufficienze!) e gli esami di maturità perché per me sono stati un grande insegnamento. A prescindere dal sistema scolastico, dalle riforme o quant’altro, dobbiamo insegnare a noi stessi e ai nostri ragazzi ad affrontare tutte le sfide fino in fondo, cercando di dare l’esempio e di manifestare comunque la nostra idea o il nostro eventuale dissenso“.
“Sicuramente le proteste di questi giovani hanno fatto notizia – ha concluso Conte -. Ma a fare notizia è, più in generale e in molti campi, anche un’avversione verso tutto ciò che ci mette in discussione. Lo siamo ogni giorno, questa è la verità. Ma dobbiamo dare la possibilità ai nostri ragazzi, fratelli, figli, nipoti – aiutandoli ma con grande responsabilità e rigore – di arrivare sempre preparati agli appuntamenti che contano veramente”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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