Il capoluogo della Marca ha vissuto questa mattina l’edizione inaugurale della We Run for Women Treviso, una corsa benefica dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. L’iniziativa, promossa dalla Questura di Treviso e organizzata da Trevisatletica, ha raccolto un’adesione oltre le aspettative: 1.500 iscritti, che hanno invaso le vie del centro storico trasformando la città in un grande fiume rosa.
L’evento si è svolto a pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne del 25 novembre, scelta che ha contribuito a rafforzarne il significato simbolico. Fin dal primo mattino Piazza dei Signori – punto di partenza e arrivo – si è animata di partecipanti di ogni età: famiglie, gruppi sportivi e cittadini che hanno scelto di sostenere la causa percorrendo i due tracciati da 3 e 7 chilometri. Una corsa, ma anche una camminata aperta a tutti, pensata per ricordare che ogni passo rappresenta un gesto concreto di vicinanza verso le vittime.
L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni: partecipazione ampia, clima di solidarietà e un messaggio lanciato con forza da tutta la comunità. Lo sport, ancora una volta, si è rivelato un linguaggio capace di unire e superare differenze generazionali, culturali e sociali. Correre fianco a fianco è diventato un modo per dire “no” alla violenza e “sì” a un futuro di rispetto e pari opportunità, valore al centro della We Run for Women Treviso.




Significativa la presenza delle istituzioni: Questura, Regione Veneto, Comune di Treviso, oltre alle associazioni impegnate nella tutela delle donne e dei loro figli. Parte del ricavato sarà devoluto al Centro Antiviolenza Telefono Rosa ODV.
La Questura ha voluto esprimere pubblicamente il proprio ringraziamento “ai presenti, agli atleti delle Fiamme Oro, al Comune di Treviso per il patrocinio, alla Trevisatletica, al Telefono Rosa e a tutti gli sponsor che hanno aderito a questa importante manifestazione”.
Il questore Alessandra Simone ha ribadito l’importanza di un impegno collettivo: “Questa corsa dimostra la forza della rete e dell’essere uniti per contrastare la violenza di genere. La prevenzione deve essere il nostro traguardo: arrivare prima che sia troppo tardi. È fondamentale la presenza degli uomini, perché tutti siamo responsabili di ciò che accade dentro le mura domestiche. Donne e uomini devono essere coesi per contrastare questo fenomeno”.




Presente anche il vicesindaco di Treviso, Alessandro Manera, che ha salutato i partecipanti con parole sentite: “Benvenuti in questa giornata non bellissima per il tempo, ma di grandissimo spirito per il cuore. Purtroppo non dovremmo fare questa cosa, ma dobbiamo tenere un campanello sempre acceso, sempre pronto, perché i fatti continuano a verificarsi anche se non dovrebbero. Ringrazio gli organizzatori, i trevigiani, tutti i partecipanti, ma ringrazio soprattutto la Questura di Treviso per aver organizzato questo grande evento. Dimostra una grande sensibilità: non basta parlare, bisogna farsi vedere, uscire dal palazzo e spiegare che toccare una donna non è mai un segno d’amore. Non si tocca mai una donna, mai, in nessun caso. Siamo vicini alle forze dell’ordine, che spesso sento criticare: pensate a queste persone quando vedono certe cose e tornano a casa, perché il loro cuore resta su ciò che hanno visto”.
A portare il proprio saluto anche il prefetto Angelo Sidoti: “L’impegno che dobbiamo mettere in questa corsa è lo stesso che bisogna mettere ogni giorno per salvaguardare l’incolumità nostra e di tutte le donne. In particolare, occorre lottare contro il crimine in generale: questa corsa vuole rappresentare un momento, un inizio”.
La We Run for Women Treviso si chiude così con un forte segnale di partecipazione e responsabilità civile, trasformando una mattinata di sport in un messaggio corale contro la violenza e a sostegno di chi ogni giorno la combatte.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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