San Valentino, la movida, il tentato omicidio a Rialto: fermati due giovani

A Venezia, la Polizia di Stato, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica lagunare, ha eseguito un fermo emesso dal Magistrato titolare dell’inchiesta, nei confronti di due giovani di nazionalità britannica ritenuti responsabili di tentato omicidio.

Le attività, condotte dalla Squadra mobile della Questura di Venezia, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti degli indagati, di 19 e 21 anni, sospettati di essere, rispettivamente, esecutore materiale e complice del tentato omicidio di un giovane ventiduenne, maturato negli ambienti della movida veneziana e commesso, con un’arma da taglio, la notte del 14 febbraio in un locale del centro storico, a poche centinaia di metri dal ponte di Rialto.

Le indagini, supportate da intercettazioni, attività di sorveglianza elettronica e articolate analisi su social media e fonti aperte (o.s.int.), hanno disvelato, in particolare, la dinamica dei fatti ed il contesto in cui sono maturati, riconducendo il movente a diverbi giovanili per futili motivi, poi sfociati nel grave fatto di sangue.

Gli approfondimenti hanno evidenziato le ragioni della temporanea presenza in Italia dei due fermati – ascrivibili ad un periodo di vacanza – i quali, arrivati a Venezia alla fine di gennaio, sarebbero rientrati in Inghilterra, nei prossimi giorni, con un volo di linea già prenotato. Uno dei due giovani, peraltro, è emerso essere abituale frequentatore del capoluogo lagunare.

I due sono stati localizzati dagli investigatori della Squadra mobile, con il supporto del Commissariato San Marco, all’interno di un appartamento del centro storico di Venezia, di proprietà di una donna italiana, attualmente in Spagna, legata da vincoli di parentela ad uno degli indagati. Nell’appartamento in questione è stato trovato anche il marito di quest’ultima, di nazionalità statunitense, giunto a Venezia pochi giorni prima dei due ragazzi londinesi.

Le indagini sono state corroborate da un proficuo scambio informativo tra la Squadra mobile e l’Esperto per la sicurezza a Londra, assicurato dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

I destinatari del provvedimento precautelare sono stati posti a disposizione della competente Autorità giudiziaria e del loro fermo è stata informata la rappresentanza diplomatica del Regno Unito. Ad esito dell’udienza di convalida, è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere.

Proseguono le attività per la ricerca dell’arma del delitto, nelle acque del Canal Grande, svolte dal Nucleo sommozzatori della Polizia di Stato.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Archivio Qdpnews.it. Video: Questura di Venezia)
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