Vittorio Veneto, sabato a Serravalle si ricordano i 500 anni della valanga d’acqua che distrusse il borgo antico e riempì il lago di Forcal

Non molti sanno che Forcal, la frazione a nord di Vittorio Veneto poco più su di Santa Giustina, sorge su quello che una volta era un lago di forma ellittica lungo circa 500 metri e largo 300: era il lago di Forcal, che dicono molto profondo.

Ora è scomparso, perché fu ostruito da una immensa frana scesa (tipo Vajont) dal costone del Col Visentin: e proprio sabato 16 ottobre 2021 ricorre il 500esimo anniversario di quell’evento che fu distruttivo in particolare per Serravalle, che fu parzialmente interrata e che ancora oggi ne porta segni visibili, basta guardare via Casoni e i Meschietti da piazza Flaminio.

I famosi portici di via Martiri o di via Casoni, luoghi ameni dello struscio serale cittadino, non erano certo così bassi visto che dalla “chiave” degli archi ai pavimenti c’erano allora tre metri.

Non si sa se fu per causa di un terremoto o per la violenza delle piogge intense (anche allora c’erano le bombe d’acqua), fatto sta che fu una catastrofe.

La grande massa rocciosa si staccò dalle pendici del Visentin e precipitò nel laghetto facendo riversare una quantità enorme di acqua nell’alveo del Meschio, che ovviamente straripò ovunque inondando Serravalle e provocando danni ingenti, soprattutto a causa del cumulo di detriti e fango che portava con sé.

In una lettera dell’epoca scritta da Gianantonio Flaminio (padre di Marcantonio, da cui il nome del liceo cittadino) al vice legato di Bologna Bernardo De Rossi, si legge che “mercoledì fu quel giorno funestissimo per i serravallesi, e di crudele memoria.

Il Meschio cominciò verso le 24 oltremodo a gonfiarsi e uscì torbidissimo dal suo letto in brevissimo tempo, e superati gli argini, con terribile e violentissimo e istraordinario impeto e sull’istante ridusse la città in un ampio stagno”.  E ancora: “Quel lago già profondissimo ricolmò in guisa che al presente si può attraversare tutto a piedi asciutti”.

E così è rimasto per i secoli successivi, al punto che anche oggi sul retro del Circolo di Forcal attorno al quale è cresciuto il quartiere al confine con la Val Lapisina, affiora ancora una di quelle enormi pietre, a testimonianza del fatto di cui sabato prossimo ricorre un anniversario che ancora a Serravalle ricordano.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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