Dopo l’escalation del conflitto in Medio Oriente, con missili che hanno sorvolato anche il cielo di Dubai – e con un drone, o forse un frammento intercettato dalla contraerea, che avrebbe colpito uno degli hotel simbolo della città – la notte è trascorsa tra paura e incertezza.
C’è chi ha preferito scendere nei garage dei palazzi, dove sono stati sistemati materassi di fortuna, e chi è rimasto nella propria stanza senza riuscire a chiudere occhio. Tra i tanti italiani presenti negli Emirati ci sono anche diversi veneti e trevigiani. Tra loro una giovane veronese che vive e lavora proprio a Dubai.
La speranza di tutti è quella di riuscire a salire sul primo volo utile per rientrare in Italia. Se in mattinata si parlava di una possibile riapertura dello spazio aereo di Dubai alle 15 (ora locale), lasciando intravedere un ritorno relativamente rapido alla normalità, poche ore dopo è arrivata la comunicazione che la chiusura sarebbe stata prorogata fino al 5 marzo. Prima l’allerta sui telefoni cellulari, poi le notizie – accompagnate anche da alcune immagini – di danni che avrebbero interessato l’area dell’aeroporto internazionale.
“Questa mattina la vita è normale – racconta la ragazza –. Sono uscita dal mio appartamento e ho sentito altri italiani che vivono qui da anni”. Nei quartieri si vedono persone fare colazione o passeggiare, i supermercati sono aperti e frequentati. “C’è tanta gente che fa la spesa – aggiunge – ma nessuno lo fa nel panico”. Sullo sfondo, però, restano i boati dei missili e il rumore della contraerea.
Intanto la Farnesina si è attivata per monitorare la situazione e facilitare il rientro dei cittadini italiani. “Insieme alla direzione relazioni internazionali della Regione del Veneto siamo in contatto con la Farnesina per seguire la situazione dei veneti presenti a Dubai e nelle aree a rischio – ha fatto sapere il presidente della Regione, Alberto Stefani –. Tra loro ci sono anche alcuni studenti degli istituti Calvi di Padova e Zuccante di Mestre”.
Per informazioni o segnalazioni restano attivi i contatti dell’Ambasciata d’Italia a Teheran al +98 912 1035062, all’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv al +972 54 8803940 o direttamente all’Unita di crisi del ministero degli Esteri al +39 06 36225”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Per gentile concessione di un lettore)
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