C’è un filo sottile che lega generazioni, mani esperte e storia: è il giunco, materia umile e preziosa che per secoli ha sostenuto economie familiari e custodito saperi antichi. Oggi quel filo si trasforma in pagine: è in corso infatti la lavorazione di un nuovo libro dedicato alla storia della lavorazione del giunco e alle famiglie che ne hanno fatto un’arte e una professione.
Il progetto si inserisce nel solco di un percorso editoriale già avviato con le pubblicazioni “Barbisano sul filo dei ricordi” e “Barbisano, un paese attraverso le sue immagini”, volumi che hanno saputo restituire identità e memoria alla comunità attraverso testimonianze e fotografie. Questo nuovo lavoro rappresenta un ulteriore passo avanti: non solo uno sguardo al paese, ma un approfondimento tematico su una delle attività che più ne hanno segnato la storia economica e sociale.
La ricerca si fonda su un accurato lavoro di documentazione: archivi pubblici e privati, atti notarili, registri storici, carteggi familiari, oltre a pubblicazioni rarissime conservate in biblioteche italiane e straniere. Un patrimonio spesso poco conosciuto che, intrecciato alle testimonianze orali, permette di ricostruire con rigore l’evoluzione della lavorazione del giunco nel corso dei decenni.
La lavorazione del giunco non è stata soltanto un mestiere, ma una vera e propria scuola di vita. Nei cortili e nelle botteghe si tramandavano tecniche e valori: la pazienza, la precisione, la collaborazione tra generazioni. Sedie, cesti e manufatti prendevano forma grazie a mani esperte che trasformavano una materia semplice in oggetti di qualità e bellezza.
Oggi, di quella lunga tradizione, restano gli ultimi due artigiani — maestri e artisti del giunco — custodi di un sapere affinato in anni di esperienza. Accanto a loro, un’unica azienda continua l’attività seguendo la formula del contract, portando questa lavorazione anche in contesti contemporanei e nel mercato dell’arredo su misura. Una presenza preziosa ma fragile, che testimonia quanto questa realtà sia ormai ridotta e a rischio di scomparsa.
“Il libro assume così anche il valore di un’urgenza storica – spiega Rosanna Mutton, tra le promotrici dell’iniziativa -. A raccogliere queste memorie è infatti l’ultima generazione che può farlo con piena consapevolezza: la quarta generazione, figli e nipoti di padri e nonni che hanno toccato con mano questa tradizione, che l’hanno vissuta nelle case e nelle botteghe, respirandone fatica e orgoglio. Una generazione ponte, capace di comprendere fino in fondo il significato umano e sociale di questo lavoro, oggi sempre più raro”.
“Per questo motivo gli autori rivolgono un appello alla comunità: chiunque conservi fotografie, documenti, registri, lettere, strumenti di lavoro, manufatti o semplici ricordi legati alla lavorazione del giunco è invitato a metterli a disposizione del progetto – prosegue Mutton – Anche un’immagine dimenticata in un cassetto o un racconto tramandato in famiglia possono diventare un tassello fondamentale di questa ricostruzione storica. Tutto il materiale raccolto sarà trattato con la massima cura e restituito ai proprietari dopo essere stato catalogato e, previo consenso, riprodotto nel volume”.
E’ possibile inviarlo, per chi volesse contribuire, a questo indirizzo mail: barbisanointrecci@gmail.com
La pubblicazione, prevista nei prossimi mesi, si propone non solo come opera storica, ma come atto di responsabilità verso una tradizione che si sta lentamente perdendo. Perché raccontare il giunco significa raccontare una comunità, il suo lavoro, la sua identità. E significa soprattutto non lasciare che quel filo, che per generazioni ha unito passato e presente, si spezzi nel silenzio.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: per gentile concessione di Rosanna Mutton)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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