Non solo morti, distruzione e cittadini stranieri bloccati in Medio Oriente: la guerra in Iran sta provocando anche un rapidissimo aumento dei prezzi alla pompa dei carburanti, con il costo di benzina o diesel salito nel tempo di una notte di diversi centesimi al litro, anche 10 in qualche caso.
Un rincaro repentino dovuto, oltre a possibili speculazioni, alle dinamiche di mercato e alla diminuzione delle forniture legata al blocco di alcune navi con un aumento che risulta ancora più marcato rispetto a quanto gli utenti vedono sui display dei numerosi distributori presenti lungo le strade della Marca.
“Non si dovrebbe arrivare alla mancanza di benzina sulle pompe – spiega Luca Vazzoler, referente nazionale di Assopetroli e titolare di Energyca – analizzando infatti la situazione di tre anni fa, con lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina la situazione nel migliore dei casi dovrebbe assestarsi nel giro di qualche giorno, anche se i prezzi caleranno più lentamente. Questo è dovuto alla mancanza di prodotto, con alcune navi ferme, e a tutta la tensione che sta colpendo i mercati a livello internazionale. Domani sarò a Roma proprio per parlare anche di questo tema dei rincari”.
Un effetto a catena che parte dai mercati globali e arriva fino ai distributori locali, lasciando spazio anche a qualche probabile speculazione da parte delle compagnie petrolifere nel mercato all’ingrosso: i prezzi di acquisto di oggi, per il carburante ordinato ieri, non seguono il consueto riferimento e risultano ancora più alti. “Essendoci più domanda che offerta, è lecito purtroppo che alcuni importatori un pochino ci giochino, ma si stanno anche portando avanti con i margini per l’incertezza dei prossimi giorni e delle prossime settimane” aggiunge Vazzoler.
Le tensioni internazionali, in particolare quanto sta accadendo in Iran, stanno incidendo non solo sui carburanti ma più in generale sull’intero comparto energetico. “Quello che sta succedendo in Iran ha delle ricadute sugli energetici – conclude –: anche il gas ha subìto una spinta notevole e questo lo si sentirà pure sul riscaldamento. Noi come associazione operiamo in tutto il comparto energetico e stiamo monitorando la situazione giorno per giorno”.
(Autore: Simone Masetto)
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