Il gran caldo mette a dura prova anche i donatori di sangue. Avis: “Estate delicata”

Il caldo opprimente di queste settimane sta mettendo a dura prova anche i donatori di sangue e plasma del Veneto. L’Avis regionale sta “alzando al massimo” la sua attenzione “per scongiurare criticità che possano mettere a rischio la cura di malati e feriti, trapianti, interventi programmati e no. Gli incidenti stradali, in particolare (che già stanno aumentando con il gran numero di partenze e arrivi per le vacanze) possono richiedere anche decine di sacche di sangue in pochissimo tempo”.

Incontrando la stampa oggi giovedì a Treviso, il nuovo presidente di Avis Veneto Luca Marcon ha ricordato che l’intero sistema trasfusionale regionale e nazionale dipende esclusivamente dalla generosità delle donatrici e donatori volontari. Il sangue non si produce in laboratorio, può essere solo donato. Un gesto che in Veneto compiono 132 mila cittadini iscritti ad Avis e Abvs Belluno, che coprono insieme l’85% delle donazioni regionali di globuli rossi (il resto viene dai donatori iscritti ad altre sigle).

I primi cinque mesi del 2025, rapportati all’anno precedente, mostrano in Veneto un calo leggero del 3,3% delle donazioni di sangue (97.600 contro 100.914, sia pur da leggere in un contesto di trasformazione della domanda trasfusionale, che ne richiede meno), ma l’estate potrebbe peggiorare la situazione. Preoccupa, in particolare, la raccolta del plasma.

Oltre al gran caldo e alle vacanze, che inducono molti donatori a rinviare la donazione, infatti, a complicare la raccolta “è anche il nuovo sistema informatico voluto dalla Regione per uniformare il sistema di prenotazione delle donazioni. Sin dall’inizio è mancato il confronto con Avis riguardo al nuovo programma per le attività trasfusionali di Azienda Zero, che è stato implementato senza tener conto delle numerose comunicazioni associative per renderlo più funzionale”. “Un problema che va risolto al più presto – continua il presidente Marcon – per il quale chiediamo nuovamente alla regione di attivarsi. Già giugno ci ha tenuto nella morsa del caldo, con difficoltà in alcune zone nella raccolta sangue, e stiamo per entrare nel vivo dell’estate con luglio e agosto, da sempre i mesi più delicati. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia”.

L’invito di Avis è perciò a mantenere la donazione costante, programmandola prima di partire per le ferie e/o per settembre, quando riprenderanno a pieno regime tutte quelle attività ospedaliere programmabili che durante l’estate rallentano. Donare regolarmente, tra l’altro, ha un doppio vantaggio: se da un lato è fondamentale per chi riceve, dall’altro permette il monitoraggio della salute del donatore. Il sangue donato, infatti, è sottoposto a vari test sierologici (inclusa la ricerca di epatiti, Hiv, sifilide…) e di ricerca di virus.

D’estate, in particolare, del West Nile Virus: in Veneto, oramai da diversi anni, i donatori di sangue e plasma che abbiano soggiornato o vivano in province in cui è presente la zanzara vettrice del virus non vengono più sospesi, grazie a un particolare test. “Nella nostra regione, alla prima segnalazione di presenza del virus, veicolato dalla zanzara comune Culex pipiens, è scattata anche quest’anno, dalla fine di giugno, l’esecuzione del test WNV-NAT che individua l’eventuale presenza del virus nel sangue dei donatori – spiega il neo direttore sanitario di Avis regionale Veneto, dottor Bernardino Spaliviero -, un test che viene aggiunto agli altri esami per la validazione di ogni sacca donata. Si può quindi continuare a donare, e ricevere, in serenità”.

Il test 2025 è già partito nelle province venete. Tutti i campioni di sangue prelevati al momento della donazione vengono analizzati. In caso di positività, la sacca viene immediatamente bloccata. “Rassicuriamo pertanto che nessun donatore che dona in Veneto sarà sospeso per il West Nile Virus – conclude il direttore sanitario – e che tutte le sacche sono controllate”.

Il test ai donatori si rivela utile all’intera collettività, perché contribuisce a controllare la diffusione del virus, attraverso la zanzara vettrice, Culex pipiens (la zanzara comune), monitorata dai servizi veterinari e dal sistema sangue regionale e nazionale, e all’intercettazione con tempestività della presenza del virus.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Avis regionale veneto)
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