Nel vasto panorama della diversità biologica, pochi fenomeni sono così sorprendenti quanto l’anatomia riproduttiva delle iene macchiate femmine (Crocuta crocuta). Queste formidabili predatrici africane possiedono infatti una caratteristica anatomica che ha stupito zoologi e biologi evolutivi per decenni: uno “pseudopene” completamente funzionale che rappresenta uno dei casi più estremi di virilizzazione femminile nel regno animale.
Cos’è lo pseudopene?
Lo pseudopene della iena femmina è una struttura genitale esterna che, a prima vista, è praticamente indistinguibile dall’organo maschile. Questa formazione anatomica è in realtà un clitoride enormemente ingrandito che può raggiungere dimensioni simili a quelle del pene del maschio, arrivando fino a 17 centimetri di lunghezza. La somiglianza è così marcata che distinguere il sesso degli individui diventa estremamente difficile anche per i ricercatori esperti.
La struttura non è solo visivamente simile al pene maschile: è completamente erettile, presenta un’apertura terminale attraverso cui avvengono accoppiamento, parto e minzione, ed è sostenuta da tessuto spugnoso che permette l’erezione. Inoltre, le labbra genitali sono fuse e riempite di tessuto adiposo, creando una struttura che imita fedelmente lo scroto maschile.
Le radici ormonali del fenomeno
La formazione di questa straordinaria anatomia ha origine durante lo sviluppo embrionale ed è strettamente legata agli ormoni androgeni. Le femmine di iena sono esposte a livelli eccezionalmente elevati di androstenedione, un precursore del testosterone, già durante la vita fetale. Questi ormoni, prodotti principalmente dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali, provocano la mascolinizzazione dei genitali esterni.
La concentrazione di androgeni nelle femmine di iena è tra le più alte mai registrate in un mammifero femmina, superando spesso i livelli presenti nei maschi della stessa specie. Questa particolarità ormonale non influenza solo l’anatomia genitale, ma ha profonde ripercussioni su comportamento, dimensioni corporee e struttura sociale.
Vantaggi evolutivi di un’anatomia estrema
La presenza dello pseudopene nelle iene femmine non è un semplice capriccio evolutivo, ma sembra essere strettamente collegata ai vantaggi selettivi che questa caratteristica conferisce. Le iene macchiate vivono in società matriarcali dove le femmine dominano sui maschi, sono più grandi e aggressive, e controllano l’accesso alle risorse alimentari.
L’elevata produzione di androgeni che causa lo pseudopene è la stessa che determina la maggiore aggressività e le dimensioni corporee superiori delle femmine. In un ambiente competitivo dove la sopravvivenza dipende dalla capacità di combattere per il cibo e difendere la prole, questi tratti mascolini conferiscono un vantaggio evolutivo significativo.
Inoltre, lo pseudopene potrebbe svolgere un ruolo nel controllo della riproduzione. La struttura anatomica rende fisicamente impossibile l’accoppiamento senza la completa cooperazione della femmina, garantendole un controllo totale sulla scelta del partner riproduttivo.
Le sfide della riproduzione
Tuttavia, questa straordinaria anatomia comporta anche sfide significative, particolarmente durante la riproduzione. L’accoppiamento è estremamente complesso: la femmina deve rilassare completamente lo pseudopene, permettendo al maschio di inserire il pene attraverso l’apertura terminale. Questo processo richiede una coordinazione precisa e la totale cooperazione di entrambi i partner.
Il parto rappresenta una sfida ancora maggiore. I cuccioli devono attraversare lo pseudopene, che ha un diametro di soli 2 centimetri, rendendo il processo estremamente difficile e pericoloso. La mortalità neonatale è elevata, e non è raro che i cuccioli rimangano bloccati durante il parto. Molte femmine primipare (al primo parto) subiscono lacerazioni dello pseudopene, che guariscono formando cicatrici che facilitano i parti successivi.
Implicazioni sociali e comportamentali
Lo pseudopene ha profonde implicazioni anche nel comportamento sociale delle iene. Durante i rituali di saluto, gli individui si annusano reciprocamente i genitali, e la presenza dello pseudopene nelle femmine crea dinamiche sociali complesse. Questo comportamento, chiamato “greeting ceremony”, è fondamentale per mantenere la coesione del gruppo e stabilire gerarchie.
La struttura anatomica influenza anche il comportamento di marcatura territoriale. Come i maschi, le femmine possono marcare il territorio utilizzando lo pseudopene, contribuendo alla comunicazione chimica del clan attraverso secrezioni ghiandolari specifiche.
Un fenomeno evolutivo ancora in studio
Nonostante decenni di ricerche, il fenomeno dello pseudopene nelle iene rimane uno dei più affascinanti casi di studio della biologia evolutiva. Rappresenta un esempio estremo di come la selezione naturale possa favorire tratti che, pur comportando costi riproduttivi significativi, conferiscono vantaggi selettivi in termini di sopravvivenza e successo competitivo.
La presenza di questa caratteristica unica solleva domande fondamentali sui meccanismi evolutivi che governano lo sviluppo sessuale nei mammiferi e dimostra come la natura possa trovare soluzioni sorprendenti alle sfide ambientali. Le iene macchiate femmine, con il loro pseudopene, rappresentano un perfetto esempio di come l’evoluzione possa spingere l’anatomia oltre i confini convenzionali per adattarsi a nicchie ecologiche specifiche.
Questo straordinario caso di studio continua a fornire intuizioni preziose sulla biologia dello sviluppo, l’endocrinologia riproduttiva e i meccanismi evolutivi che plasmano la diversità biologica del nostro pianeta.
(Autore: Paola Peresin)
(Foto: Canva)
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