Neanche in chiesa si è più al sicuro! Arriva e le strappa la collana mentre prega

Era intenta a pregare in chiesa, quando un giovane è arrivato e le ha strappato la collana di valore che indossava. Il furto con strappo è avvenuto intorno alle 8.30 di lunedì scorso a Padova, all’interno della chiesa Santa Lucia.

Il ladro è uscito subito dopo dal luogo sacro, dandosi alla fuga a piedi inseguito dalla vittima. Sulle sue tracce però si è poi portato personale della Squadra Mobile della Questura di Padova, già impegnato in attività di prevenzione e contrasto ai reati predatori, in particolare ai furti con stappo e rapine commessi soprattutto nel periodo estivo.

I poliziotti, giunti sul posto, hanno riscontrato come la donna, una 60enne libera professionista di Padova, nell’immediatezza dei fatti, mentre era intenta a pregare in chiesa, era stata avvicinata da un uomo a lei sconosciuto, che le chiedeva a che ora iniziasse la preghiera comunitaria; ad un certo punto, mentre interloquiva, l’uomo le si è avvicinato e, con una mossa fulminea, ha afferrato la collana indossata dalla donna tirandola con molta forza e riuscendo a romperla.

La malcapitata, con un gesto spontaneo, si è portata le mani al petto, recuperando il medaglione nel frattempo staccatosi, mentre l’individuo si è dato alla fuga con la collana in oro strappata, dal valore di circa 4mila euro.

L’autore, descritto fisicamente dalla vittima del furto con strappo, è stato anche immortalato dalle immagini del sistema di videosorveglianza interna della Chiesa.

Sulla base degli elementi acquisiti gli operatori della Squadra Mobile hanno messo in relazione l’episodio delittuoso con un’analoga rapina commessa con lo stesso modus operandi da un soggetto nel pomeriggio di mercoledì 18 giugno, quando un giovane 16enne padovano, mentre percorreva a piedi Via dei Livello, era stato avvicinato da un ragazzo nordafricano che, nel chiedere se fosse albanese, dopo pochi istanti aveva tentato di strappargli la collana in oro e di fronte alla resistenza del ragazzo, gli aveva spruzzato dello spray urticante, sino a quando era riuscito nel violento gesto di strappargli la catenina in oro, dal valore di 1.000 euro, dandosi poi alla fuga.

Pertanto, nella medesima giornata di lunedì scorso, i poliziotti della Sezione specializzata della Squadra Mobile hanno effettuato dei mirati servizi verso i luoghi in cui ritenevano potesse trovarsi il presunto rapinatore, identificato in un 32enne cittadino tunisino, noto pregiudicato, e senza fissa dimora.

Nel corso del servizio, all’altezza di Piazza Salvemini, gli investigatori hanno notato un gruppetto di giovani magrebini e, in mezzo a loro, il tunisino presunto rapinatore.

Nell’avvicinarsi al gruppo, alla richiesta dei poliziotti di esibire un documento di identificazione, il  32enne tunisino, nel tentativo di sottrarsi al controllo per darsi alla fuga, ha estratto una bomboletta contenente spray urticante e colorante che ha spruzzato all’indirizzo degli agenti, nei cui confronti non ha esitato a dare calci e pugni; ne è nata così una colluttazione all’esito della quale, con non poche difficoltà anche per la delicatissima situazione che vedeva i poliziotti accerchiati da altri soggetti che immotivatamente urlavano contro di loro, i poliziotti della Squadra Mobile sono riusciti a bloccare l’uomo, nonostante avessero difficoltà respiratorie ed alla vista, a causa degli effetti dello spray urticante.

Sul posto nel frattempo sono intervenuti di rinforzo anche gli equipaggi delle Volanti che, uno volta bloccato e reso inoffensivo il cittadino tunisino, lo hanno accompagnato in Questura, mentre sul posto è stato richiesto l’intervento del 118 per soccorrere i poliziotti. Per l’aggressione subita dagli operatori di polizia i medici del Pronto Soccorso hanno diagnosticato una forte irritazione agli occhi nonché al cavo orale ed escoriazioni multiple dichiarate guaribili, per uno degli agenti coinvolti in 7 giorni.

Nel prosieguo delle attività, i poliziotti della Squadra Mobile sono riusciti anche ad individuare il luogo, un compra-oro di Padova, presso cui il 32enne cittadino tunisino, poi tratto in arresto, aveva venduto la collana della donna strappatale in Chiesa, ottenendo in corrispettivo la somma di 500 euro.

E ancora i poliziotti della Squadra Mobile hanno riscontrato ancora come, sempre nella medesima mattinata di lunedì scorso, lo stesso cittadino tunisino, verso le ore 10, dopo il primo colpo in chiesa, si era reso protagonista di un’altra rapina commessa in via Giordano Bruno ai danni di una signora 70enne, sorpresa alle spalle dall’uomo tunisino che aveva incrociato pochi minuti prima in un’altra via, è stata strattonata dallo stesso nel tentativo di sottrarre la collana in oro che indossava.

L’uomo, in particolare, ha afferrato la collana e l’ha tirata con forza e, nonostante la stessa non si staccasse dal collo, ha continuato nella violenta azione, tanto che la signora si è sentita soffocare. Al termine dell’azione la donna è stata scaraventata a terra e il malvivente, vedendo che non riusciva a sottrarre la collana, alla fine ha strappato brutalmente il braccialetto in oro della donna, dal valore di circa 2.000 euro.

A causa della violenza e dello shock subito, dopo l’aggressione la donna è stata portata in Pronto Soccorso per le cure del caso, con una prognosi di 5 giorni.

Il 32enne tunisino, d’indole violenta, irregolare sul territorio nazionale, era già noto agli operatori di polizia proprio per il suo passato di scippatore “seriale” e per i precedenti in materia di sostanze stupefacenti. Era, difatti, già stato in carcere per produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti e per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato arrestato più volte per rapina, ricettazione, lesioni personali; più recentemente, in due diverse occasioni, nel 2023 e nel 2024, è stato arrestato per furto con strappo e rapina impropria.

Il 32enne cittadino tunisino è stato pertanto arrestato per i reati di resistenza, violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali ed indagato per il furto con strappo in chiesa e per le due rapine continuate ed aggravate ai danni del 16enne e della signora 70enne, venendo posto a disposizione della Procura della Repubblica di Padova.

Dopo l’arresto, al termine degli accertamenti investigativi, l’uomo è stato pertanto ristretto presso la Casa Circondariale “Due Palazzi” di Padova, ed in sede di udienza di convalida dell’arresto, il Giudice ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Questura di Padova)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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