“Il Veneto si conferma la regione con la migliore performance sanitaria d’Italia, come illustrato ieri a Roma da CREA. È un risultato che ci dà grande soddisfazione: conferma la qualità del lavoro svolto in questi anni e l’efficienza del nostro sistema sanitario. Soprattutto, è un riconoscimento al quotidiano impegno di medici, infermieri, operatori sanitari, dipendenti: persone che ogni giorno fanno funzionare il nostro Servizio Sanitario Regionale con competenza e passione”.
Così il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta i dati del 13° Rapporto CREA Sanità dell’Università di Roma Tor Vergata, presentato nella capitale. Il documento attribuisce al Veneto il punteggio più alto tra tutte le Regioni, sulla base di indicatori relativi all’assistenza ospedaliera, alla specialistica ambulatoriale e alla prevenzione. Il Rapporto, redatto con il contributo di oltre 100 esperti del Servizio Sanitario Nazionale, valuta la performance complessiva delle Regioni tenendo conto di diversi fattori: dagli esiti di salute alla capacità organizzativa, dall’appropriatezza delle cure all’equità nell’accesso ai servizi, fino all’innovazione e alla sostenibilità economica.
“Il modello veneto dimostra che efficienza, equità, innovazione e attenzione ai bisogni dei cittadini possono convivere. Questo primato è il frutto di anni di lavoro, di una visione chiara e della capacità di prendere decisioni coraggiose. La salute è un diritto fondamentale, da garantire con i fatti, non con le parole. E i fatti, oggi, ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta” prosegue Zaia.
“Il Veneto è in testa, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento – aggiunge Zaia –. Non vogliamo accontentarci, e non ci interessa vincere solo le classifiche: il nostro obiettivo resta quello di offrire servizi sempre migliori ai cittadini, confrontandoci con i migliori sistemi sanitari europei e internazionali. L’eccellenza non è mai un punto d’arrivo, ma un impegno quotidiano”.
Dal Rapporto emerge anche una classificazione qualitativa delle Regioni italiane: solo Veneto e Trentino si collocano in un gruppo a parte, con livelli complessivi di tutela della salute significativamente superiori rispetto al resto del Paese. L’indice di performance delle due realtà supera infatti il 50% di quella massima teorica, attestandosi rispettivamente al 55% e al 50%. Tutte le altre Regioni seguono, con una capacità di erogare servizi di alta qualità sensibilmente inferiore.
Zaia ha poi voluto sottolineare un altro fronte di grande rilievo su cui la Regione è intervenuta con forza: “In questi due anni abbiamo lavorato duramente per abbattere le liste d’attesa, e oggi possiamo dire che la sfida si sta concludendo. Lo certificano le ultime rilevazioni, che tra maggio 2023 e dicembre 2024 fanno segnare un forte calo dei pazienti in attesa: al 100% per quelle da erogare entro 10 giorni (da 502 a zero); all’87% per quelle entro 30 giorni (da 82.211 a 10.814); al 77% per quelle entro 60 giorni (da 74.489 a 17.381)”.
“Ora – conclude il governatore – ci concentriamo sulle nuove sfide: alta tecnologia, ricerca, intelligenza artificiale. Il nostro obiettivo è anticipare i tempi e guardare al futuro, per rendere il sistema sanitario veneto sempre più efficiente, personalizzato e vicino ai cittadini”.
“La sanità veneta si conferma al vertice nazionale delle prestazioni. Il rapporto C.R.E.A. dell’Università Tor Vergata, reso pubblico di recente, parla chiaro, anzi, chiarissimo: la nostra Regione fa meglio anche di Toscana ed Emilia, spesso nominate da qualcuno come modello di riferimento. Risultati, questi, portati dal lavoro di questi anni del presidente Luca Zaia e dalla professionalità di dirigenti e personale medico. Per cui qualcuno, a fronte di questi dati, dovrà rivedere la propria campagna elettorale”. È il commento della presidente della V Commissione regionale Sanità, Sonia Brescacin della Lega – Liga Veneta.
“Il primato veneto si attesta sui 55 punti percentuali assegnati dal rapporto alla performance. Un punteggio che si colloca sopra tutti. Meglio del Veneto, quindi, non c’è nessuno. Con questo, non si vuole affermare che esista un senso di appagamento, anzi. Ma le criticità che conosciamo e vediamo vengono raccolte come sfide per far meglio. È questo il segreto che sta alla base del modello veneto: pianificare, fare, controllare per poi migliorare. Giorno dopo giorno, anno dopo anno. La riduzione delle liste d’attesa, come ricorda il nostro presidente Luca Zaia, segue questa linea. I risultati descritti da report come quello di C.R.E.A. sono la conseguenza di questa visione. Lasciamo agli altri le polemiche che, come questo studio dimostra, sono per lo più prive di fondamento. E dedichiamo questo autorevole riconoscimento alle uniche persone a cui siamo sempre stati interessati: i nostri cittadini” chiosa Brescacin.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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