Veneto, crisi lavorativa ai tempi dell’emergenza Covid-19: persi tra i 35 e i 40 mila posti di lavoro

Dall’inizio dell’emergenza da Covid-19 in Veneto sono andati persi tra i 35 e i 40 mila posti di lavoro dipendente: a fornire i dati è stato l’osservatorio di Veneto Lavoro, calcolando il dato tra mancate assunzioni e la diminuzione effettiva dei posti di impiego, che corrisponde a un dato pari al 2 percento dell’occupazione dipendente complessiva.

Un calo che coinvolge tutte le tipologie contrattuali, come ad esempio i contratti a tempo indeterminato, i quali, rispetto a un anno fa, contano un calo di 6.900 contratti in meno.

Meno 3 mila posti di apprendistato e una diminuzione di 30 mila contratti a termine. Parlando di percentuali, l’ambito dei lavori stagionali ha registrato un calo del 64 percento.

Nel caso delle attività nei settori considerati non essenziali la diminuzione è stata del 66 percento, mentre il 45 percento ha riguardato quelli essenziali. I settori più colpiti sono il comparto del tessile-abbigliamento, del legno-mobilio, delle produzioni in metallo, delle attività professionali e dell’editoria.

I comparti, invece, che riescono a contenere meglio la flessione delle assunzioni, con perdite che si aggirano attorno al 20 percento, sono quelle di agricoltura, industria alimentare, sanità e servizi sociali, industria farmaceutica, chimica-plastica, servizi informatici e della vigilanza.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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