Così per sport

“Così per sport” si dice spesso, quasi a indicare nell’accezione comune un approccio ludico e leggero alle questioni serie e alle vicende non secondarie dell’esistenza

Giunto ormai alla sua quattordicesima edizione, il Torneo dell’Amicizia di pallavolo femminile – Memorial Enrico De Faveri, organizzato dalla società Volley Piave, con finalissima domenica scorsa 17 settembre al PalaFabbri di Pieve di Soligo, ha dimostrato ancora una volta che cosa voglia dire la pratica sportiva per il mondo giovanile, con tutti i suoi risvolti e significati umani e sociali, addirittura in una prospettiva di incontro fra compagini di varie nazioni europee.

Più in generale, questa manifestazione di successo ha visto un grande lavoro preparatorio di contatti e organizzazione, ha coinvolto tanta parte del Quartier del Piave e ha fatto capire come il fenomeno dello sport ad alto livello, anche dopo le complicate vicende della pandemia, possa rappresentare più che mai un fattore molto importante di aggregazione fra le persone, di crescita della comunità, di promozione e valorizzazione di un territorio.

Lo sport, dunque, quasi parola magica che comprende stile di vita e garanzia di salute, movimento e dinamismo, equilibrio fisico e armonia della mente, talento e disciplina, sviluppo ordinato della personalità e delle relazioni, una realtà che parla innanzitutto ai giovani ma che coinvolge tutte le generazioni, a tutte le età, e diventa pertanto un elemento decisivo pere la costruzione di una comunità sana e coesa. 

“Così per sport” si dice spesso, quasi a indicare nell’accezione comune un approccio ludico e leggero alle questioni serie e alle vicende non secondarie dell’esistenza. Certo, parliamo di un settore sociale spesso animato da passioni temporanee e percorsi di diletto, che molte volte accompagnano pratiche sportive concentrate in annualità e stagioni, per tempi anche limitati.

In ogni caso, facciamo riferimento a un mondo entrato da tanto tempo nelle case, nelle palestre, sui campi  e nelle abitudini di moltissime persone, con una mobilitazione capillare e diffusa di iniziative di gruppi e di società sportive per le più diverse discipline, dai livelli amatoriali e dilettantistici fino ai più famosi ambiti professionistici. E per questa concezione larga, vitale e sociale dello sport, dentro le scelte salutari e i ritmi quotidiani delle relazioni di moltissimi cittadini della nostra comunità nazionale, il 20 settembre 2023 è diventata una data storica: infatti, con la seconda e ultima deliberazione da parte della Camera dei deputati, è terminato l’iter legislativo per l’approvazione del disegno di legge costituzionale n. 715-B che inserisce lo sport in Costituzione.

La Camera ha approvato all’unanimità la modifica all’art. 33 della Costituzione introducendo un nuovo comma. Proprio nei giorni  che hanno celebrato il 75° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione, la Settimana europea dello sport e l’approvazione al Senato del disegno di legge in materia di promozione della pratica sportiva nelle scuole e l’istituzione dei Nuovi Giochi della Gioventù, si è registrato un passaggio storico per il sistema sportivo nazionale e per l’Italia. Con un voto unanime alla Camera dei Deputati, è stata approvata la modifica dell’articolo 33 della Costituzione, che ora recita così: ‘La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme’.

Come è stato scritto, si può affermare che lo sport in Costituzione rappresenta la prima tappa di un percorso che concentra, in poche parole, un significato profondo e una indicazione precisa, ossia lo ‘sport per tutti e di tutti’, espressione delle indispensabili ‘difese immunitarie sociali’ e importante contributo per migliorare la qualità della vita delle persone e delle comunità.

Dentro questa sintesi, si può trovare  il percorso programmatico delle attività che occorre svolgere, a ogni livello e nel rispetto dei ruoli, per trovare un equilibrio tra la soddisfazione delle vittorie – che spesso rappresentano l’unico metro di valutazione dell’efficienza del sistema sportivo – e l’ampliamento della base dei praticanti e, comunque, l’allargamento del beneficio di fare attività motoria, di promuovere la cultura del movimento, che invece nel nostro Paese non viene ancora pienamente realizzata.

Comunque, la nuova previsione costituzionale riconosce il valore, ma non determina un diritto, e servirà ora un impegno coerente di tutte le istituzioni e le agenzie educative per trasformare il riconoscimento del valore in un diritto da garantire a tutti, partendo dalle persone più in difficoltà e dalle periferie urbane e sociali. E non ci nascondiamo che i primi interlocutori sono  e saranno sicuramente i giovani, che sono usciti feriti in tanti casi dalle fatiche della pandemia e dallo stop forzato alle attività riferite proprio alla pratica sportiva. Serve un impegno straordinario, una mobilitazione convinta, un agire condiviso perché tutto questo possa realizzarsi, a partire dal mondo scolastico, con effetti benefici per i diretti interessati e le loro famiglie, e per l’intera collettività.

Chi ha visto e sentito dal vivo la gioia, l’entusiasmo e l’apprezzamento delle atlete di mezza Europa  per il recente Torneo internazionale di pallavolo femminile dedicato all’Amicizia e al ricordo del giocatore – allenatore pievigino Enrico De Faveri ha capito l’enorme importanza dello sport giocato per le nuove generazioni, che a ogni latitudine e per culture e lingue differenti aiuta ciascuno a stare bene e a fare squadra vincente per una società migliore.   

(Foto: Archivio Qdpnews.it)
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