“Lo dedico alla mia bisnonna che non vedo da molto tempo”, un tema sorprende tutti alla scuola media di Vidor

La sorpresa che non ti aspetti, un tema come altri, semplice… ed è proprio lì che la sorpresa arriva, quella che ti lascia senza fiato, è proprio questa la magia dell’essere insegnanti.

E’ successo nei giorni scorsi nella classe 3F della scuola media di Vidor, a dimostrazione che i nostri giovani sono di bellissime speranze e, come dicono loro, hanno un “cuore grande così” che fa emozionare.

Il tema, che ha commosso l’insegnante di Italiano, sogna una festa di Carnevale in una casa di riposo organizzata da una ragazza insieme ai suoi amici e agli insegnanti. Un testo profondamente umano che Diletta Bottarel ha dedicato alla sua bisnonna, ospite al “Bon Bozzolla” di Soligo, che non vede da tanto tempo. Lo pubblichiamo integralmente:

“Il carnevale è da sempre una festa di allegria, spensieratezza e scherzi. È una festa in cui ci si diverte, si gioca e si cerca di cambiare la propria identità, si cerca di nascondersi dietro a dei costumi. La traccia di questo tema è immaginare di organizzare una festa di carnevale. Purtroppo, sì… dobbiamo solo immaginare perché in questo difficile periodo non si possono organizzare feste. Se potessi, però, mi piacerebbe provare a rendere reale quello che ho immaginato…

16 febbraio 2020: martedì grasso. Questa mattina mi sono svegliata davvero presto! Tra poco arriveranno i miei amici. Quando ho detto loro la mia idea, subito si sono messi a ridere, poi però hanno deciso di aiutarmi a realizzarla. Stanotte mi sono svegliata più volte per paura di non riuscire a fare tutto.

Arrivano puntuali e subito ci dividiamo i compiti. Siamo pronti a cominciare questa nuova avventura, tutti assieme come sempre! I maschi si dedicano a cercare la musica degli anni ’40 – ’50. Io e Elisa, invece, ci occupiamo di stampare delle locandine risalenti a quegli anni.

Decidiamo allora di coinvolgere in questa iniziativa anche i nostri prof. Mandiamo quindi una mail alla professoressa di musica chiedendole di aiutarci a trovare delle registrazioni degli anni ’40 – ’50. Tempo zero e risponde alla nostra mail dicendo che a breve ci avrebbe mandato del materiale. Nel frattempo io e Elisa abbiamo chiesto aiuto alla prof di lettere, telefonandole: “Buongiorno prof, stiamo organizzando una festa di carnevale per gli anziani ospiti di un centro. Che locandine possiamo appendere ai muri, che possano ricordare gli anni ’40 – ’50?”. Subito la risposta: “Care ragazze, Il 1º settembre 1939, a seguito dell’attacco tedesco contro la Polonia, il capo del governo Benito Mussolini, nonostante un patto di alleanza con la Germania…”.

“No, no, no, no, prof, non intendevamo questo”.

media vidor

“Ah, forse intendevate locandine del cinema, musical… datemi qualche minuto e vi manderò qualche immagine alla vostra mail”.

Ora dobbiamo impegnarci in cucina, dobbiamo preparare crostoli, castagnole, frittelle… ma come fare? Chiediamo aiuto alla prof di religione, che sinceramente ci risponde che queste cose non le sa fare, ma che sa per certo che la prof di matematica ogni anno le preparava seguendo una vecchia ricetta della sua mamma.

“Chiamatela, sarà contenta di aiutarvi. Ma mi raccomando, non preparatene troppi, non ne devono avanzare perché domani è il giorno delle Ceneri ed inizia le Quaresima, bisogna rispettare il digiuno!”.

La prof ci risponde con tutto il suo solito entusiasmo: “Datemi qualche minuto, mi consulto con la mia vecchietta e vi mando la ricetta per mail.”

E’ il primo pomeriggio. Con la macchina carica di dolci, buon vino, stereo, locandina arriviamo al centro per anziani. L’unione fa la forza e non ci mettiamo tanto a preparare il salone per la festa anche perché non abbiamo tanto tempo. A breve i nostri preziosi invitati avrebbero finito il loro riposino pomeridiano e sarebbero arrivati. Veloci, io e i miei amici ci cambiamo e ci travestiamo. Abbiamo ben pensato che noi giovani ci saremmo mascherati da vecchi e al contrario i nonni si sarebbero vestiti da bambini.

Ore 15 inizia la festa. Cominciano ad entrare nel salone i nostri ospiti. Quanta gioia e quanta tenerezza nei loro occhi e nei loro sorrisi! C’hanno messo tutto il loro impegno per mascherarsi nel migliore dei modi. Alcune nonne hanno indossato il grembiulino rosa con un fiocco al collo, altri nonni il grembiulino azzurro. Alcuni indossano una collana con un grande ciuccio. Alcune si sono perfino fatte i codini. Altre hanno cercato di disegnare tra le rughe delle lentiggini.

Quanta emozione! Si guardano tutti sbalorditi. Io e i miei amici siamo soddisfatti. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Parte la musica. I nonni più schivi rimangono seduti sorseggiando un bicchiere di vino. In un angolo due nonne, davanti ad un piatto di crostoli, discutono come due bambine su quale sia la ricetta migliore, altri invece cominciano a ballare goffamente. C’è chi addirittura non vuole rinunciare a qualche passo di danza e lo fa aiutandosi con la stampella. Si avvicina a noi una nonna che comincia a raccontarci la storia della sua vita dal dopoguerra ai giorni nostri. Quando parte una canzone, a me totalmente sconosciuta, mi si avvicina un ospite e mi racconta che sulle note di quella musica ha dato il suo primo bacio.

Ore 18, ora di cena… I nonni però si sono già abbuffati di dolci e non hanno più fame. Sono felici e ci ringraziano perché da troppo tempo non si divertivano così. Solo noi quattro rimaniamo nel salone. Dobbiamo ripulire tutto… Siamo stanchi ma felici! Sicuramente, se avessimo organizzato una festa tra di noi, con i nostri amici, ci saremmo divertiti di più, ma la ricompensa maggiore è stata aver fatto sorridere chi da tanto non sorrideva.

Dedico questo mio racconto, seppur di fantasia, alla mia bisnonna che si trova ospite al centro per anziani di Soligo e che non vedo da molto tempo.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it – web).
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