Quando si pensa a un viaggio che unisca poesia, paesaggio, famiglia e memoria, la piccola cittadina di Pieve di Soligo offre un’esperienza davvero particolare. In questo angolo del Veneto, immerso tra le colline delle pre-Alpi trevigiane, si trova la “casa paterna” di Andrea Zanzotto, luogo che va ben al-di là del semplice museo: diventa la chiave per comprendere non solo un poeta, ma un intero territorio e le tracce che lascia nella vita di chi lo abita.
La casa, costruita nei primi anni Venti da Giovanni Zanzotto (padre del poeta, pittore e decoratore) su una struttura probabilmente più antica, è un esempio di architettura veneta della metà dell’Ottocento. La si raggiunge attraversando un elegante sottoportico impreziosito da un fregio del Trecento e da tracce degli studi affrescati da Giovanni Zanzotto stesso. Nel giardino e attraverso le vetrate del portico si coglie già l’atmosfera: un luogo che vive tra interno ed esterno, tra memoria e paesaggio.
All’interno l’itinerario museale è pensato su tre piani, ciascuno restituito a un periodo storico differente. Al piano terra ci accoglie l’atmosfera degli anni Cinquanta: l’ingresso, la scala, il salotto decorato dal padre, lo studiolo di Andrea e la cucina. Salendo al piano superiore si trovano le camere da letto e un bagno, riportati a un periodo precedente agli anni Cinquanta. Al secondo piano, nel granaio, si intrecciano passato e futuro: è l’ambiente che più di tutti invita all’immaginazione e all’interazione.
Visitare questa casa significa fare molto di più che osservare quadri e mobili: è entrare nel “mondo” di Zanzotto, comprenderne le radici familiari e territoriali. Come spiegano i responsabili della fondazione che gestisce il luogo: «la casa viene concepita come un luogo in cui preservare la memoria dei personaggi, della famiglia, del paese e del territorio in modo innovativo». Le installazioni multimediali realizzate dallo studio Azzurro permettono una visita reale-virtuale, in cui immagini, suoni e letture si fondono per dare vita a un’esperienza immersiva.
Inoltre, questo luogo apre uno sguardo sul territorio di Pieve di Soligo stesso e sulle colline circostanti, che hanno nutrito la sensibilità del poeta. In un contesto così ricco di vigneti, paesaggi, borghi e tradizioni, la casa diventa un punto di riferimento per un viaggio che intreccia vite, opere, paesaggi e radici.
Arrivati a Pieve di Soligo, si può iniziare dal borgo, respirando l’atmosfera tranquilla e raccolta, poi dirigersi alla via Cal Santa dove si trova la casa paterna di Zanzotto. Prendetevi il tempo di osservare l’esterno – il sottoportico, il giardino, il contesto delle case vicine – perché già lì si coglie l’intreccio tra architettura, paesaggio e quotidianità. Una volta dentro, lasciatevi guidare dalle tre “stanze-epoca” e dalle installazioni che alternano passato e contemporaneità.
Dopo la visita, è bello proseguire con una passeggiata tra le colline attorno: camminare tra i vigneti o sostare in un piccolo caffè del centro storico dona un senso di pienezza. Il luogo invita a fermarsi, riflettere, ascoltare. Se lo desiderate, potete arricchire l’esperienza leggendo qualche poesia di Andrea Zanzotto durante la visita o proprio al termine, magari nel giardino, lasciando che le parole si mescolino al panorama.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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