Alla scoperta di Solighetto: angolo pittoresco tra colline e buon vivere

Nel cuore delle colline della zona del Quartier del Piave, a pochi minuti dal centro di Pieve di Soligo, sorge la frazione di Solighetto: un borgo che vive del silenzio delle vigne, del mormorio del piccolo fiume Soligo e della bellezza semplice degli spazi bene conservati. È proprio questo contesto che ha attirato l’attenzione della rivista National Geographic, che lo ha segnalato come “angolo pittoresco fra le colline dove celebrare l’arte del buon vivere”.

Percorrendo la strada che conduce verso Solighetto, si lascia alle spalle la pianura e ci si innalza gradualmente sui pendii dolci delle colline: vigneti ordinati, filari che scendono in diagonale, piccoli filari che si confondono con i boschetti e una luce che cambia con delicatezza dal mattino al pomeriggio — tutto contribuisce a dare al luogo un’atmosfera meditativa. Arrivati al borgo, la piazza Libertà mostra una tranquillità di altri tempi, lastricata e affacciata verso le colline, con le case che conservano elementi architettonici di gusto locale.

Solighetto non è solo un bel quadro. Al centro del borgo si trova la villa storica di Villa Brandolini d’Adda, che contribuisce alla qualità del luogo: una dimora del Settecento-Ottocento inserita in un parco ombroso, testimonianza dell’aristocrazia veneta e della capacità del territorio di unire natura e architettura. Questo connubio tra paesaggio vitato, architettura di charme e borghi silenziosi è uno dei motivi per cui Solighetto rappresenta una meta ideale per chi desidera una pausa dal ritmo urbano.

La presenza dei vigneti non è secondaria: la frazione si trova nell’area delle colline riconosciute patrimonio dall’UNESCO, e questo conferisce al luogo un valore aggiunto per gli appassionati di paesaggio e vino. Si può facilmente abbinare la visita a una sosta in cantina, oppure a una breve passeggiata tra i filari in direzione del Monte Villa, per uno sguardo più ampio sul territorio. Il borgo, infatti, appare come un balcone naturale da cui osservare silenzioso la stratificazione delle colline intorno.

Il richiamo all’arte del buon vivere non è solo retorica: Solighetto invita a tempi più lenti, a godersi una sosta all’ombra di un albero in piazza, a perderci tra i campi al tramonto, a lasciarsi sorprendere dalla luce che scende dietro una riga di vigneto. Consigliabile è prendersi un pomeriggio libero: parcheggiare l’auto in borgo e passeggiare senza fretta, magari con scarpe comode, entrando nella villa – se aperta – oppure sostando in un bar con vista colline. Lasciare che il silenzio e la dolcezza del paesaggio facciano il resto.

In definitiva, Solighetto è una meta che non punta sullo spettacolare ma sulla qualità silenziosa. È perfetta per chi cerca un angolo autentico del Veneto, lontano dalle grandi folle, dove lasciare che paesaggio, architettura e lentezza convergano. Se vuoi, posso trovare per te le migliori cantine di Solighetto e dintorni o suggerirti un percorso a piedi sulle colline che la collegano con Pieve di Soligo.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts