Mezza giornata nell’Alta Marca: Pieve di Soligo, Piave e Revine Lago

Tra Pieve di Soligo, Moriago della Battaglia e Revine Lago esistono luoghi poco noti che raccontano capitoli importanti della storia locale. In una mezza giornata è possibile visitarli tutti, seguendo un itinerario che unisce antichi mercati, memorie della Grande Guerra e un borgo medievale affacciato sui laghi.

Si parte da Pieve di Soligo, dalla piazzetta del Contà, oggi Piazza Umberto I. Lo spazio è raccolto, all’incrocio di quattro strade, ma nei secoli è stato il cuore commerciale del paese. Nel Cinquecento, quando la Pieve era divisa tra il Contà sotto Cison e il Trevisan sotto Treviso, qui nacque il primo mercato. Nel 1578 il pievano si rivolge al Podestà di Cison per lamentare l’eccesso di vivacità dei venditori, che stendono drappi, pelli, panni e lane sul sagrato e persino all’interno della chiesa: un’immagine che rende bene l’intensa attività che animava la piazza. Nel 1638 il mercato viene riconosciuto ufficialmente e le botteghe di panni e tele, di ferramenta e cordami, insieme ai rivenditori di formaggi e di altri generi di largo consumo, trovano posto nel centro della piazzetta, mentre le altre merci si dispongono lungo le quattro strade.

Fino al secondo conflitto mondiale, in occasione delle feste paesane e patronali, al centro veniva issato l’albero della cuccagna. A fine Ottocento la piazzetta assume anche una funzione pratica: nell’ambito della realizzazione dell’acquedotto comunale (1885-1890) il sindaco Gaetano Schiratti fa costruire qui la fontana pubblica, dove i Pievesani si riforniscono d’acqua e i contadini portano ad abbeverare le bestie. La fontana in ghisa, rinnovata nel 1939 e soprannominata “dell’anfora” per la forma, è progettata dalla ditta Giovanni Battistella sotto la direzione del geometra comunale Ettore Villanova; il dislivello del suolo impone un gradino circolare che ancora oggi ne sostiene il basamento. Una tradizione racconta che, dopo le celebrazioni del Sabato Santo in arcipretale, la popolazione andasse alla fontana per “bagnarsi gli occhi”, rito propiziatorio contro la cecità. Sul lato est della piazza, nell’edificio che oggi ospita una farmacia, soggiornava il sociologo ed economista Giuseppe Toniolo, oggi Beato, ricordato da una lapide marmorea scoperta nel 2012 su iniziativa dell’Azione Cattolica.

Da Pieve ci si sposta a Moriago della Battaglia, all’Isola dei Morti sul Piave. L’area è oggi molto frequentata per manifestazioni e cerimonie, ma il cippo commemorativo che la caratterizza merita una sosta raccolta.

Fu eretto nel 1923 per ricordare i caduti degli ultimi giorni di ottobre 1918, quando qui si formò la testa di ponte decisiva dell’oAensiva italiana. Il monumento, a forma di piramide, è costruito con pietre raccolte nel greto del fiume e saldate con calce; in cima spicca una croce di filo spinato intrecciata attorno a un elmetto contorto, immagine che unisce il simbolo cristiano alle ferite della guerra.

La lapide frontale riporta parole tratte dalla Preghiera di Sernaglia dettata da Gabriele D’Annunzio. Il cippo venne promosso dal senatore Girolamo Brandolini e dal dottor Giulio Sammartini, che coinvolsero i sindaci dei sei comuni della Piana di Sernaglia per celebrare il quinto anniversario della Vittoria; in quell’occasione fu conferita anche la cittadinanza onoraria al generale Vaccari, comandante del XXII Corpo d’Armata. Nei decenni successivi l’Isola dei Morti si è arricchita di altri segni della memoria: il santuario della Madonna del Piave (1965), il busto bronzeo di E. A. Mario, autore della “Leggenda del Piave” (1975), il monumento “Vita per la Pace” scolpito in pietra da Marbal (1991) e, nel 2002, la “Fiaccola con braciere” e la statua di Santa Barbara, ancora dell’artista Marbal.

L’ultima tappa è nel borgo medievale di Santa Maria, tra Revine e Lago. Qui la chiesetta di Santa Maria custodisce un patrimonio artistico sorprendente per le sue dimensioni raccolte. All’interno si trova una Madonna col Bambino di Francesco da Milano, affiancata da due paliotti di Egidio Dall’Oglio che raffigurano i santi Stefano e Giorgio e l’Annunciazione.

Completano l’insieme una statua lignea della Madonna con Bambino di autore ignoto e un altare in pietra del Seicento. Il sagrato erboso è collegato a una scalinata settecentesca che scende verso una caratteristica cassetta di pietra per le elemosine. Ogni agosto questo spazio diventa il cuore della Festa dei Cornioli, appuntamento molto sentito dagli abitanti. Con una sosta qui, magari dopo una passeggiata lungo i laghi, il visitatore chiude un itinerario breve ma intenso, che mostra come anche i luoghi apparentemente marginali continuino a custodire la memoria e l’identità dell’Alta Marca. del luogo.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Eventivenetando)
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