Welfare aziendale, nuove opportunità

Per il solo 2022 la franchigia per beni e servizi erogati a dipendenti è ampliata a 600 euro e i datori di lavoro hanno facoltà di erogare contributi in denaro a fronte di spese per talune utenze domestiche.

Per fronteggiare le difficoltà della pandemia, il legislatore del D.L. 104/2020 (art. 112) era intervenuto temporaneamente sulla franchigia esentasse di 258,23 euro riservata ai beni ceduti e ai servizi prestati dall’azienda ai lavoratori dipendenti.

Tale franchigia, prevista dall’art. 51, c. 3, del TUIR, era stata raddoppiata a 516,46 euro per gli anni 2020 e 2021.

I nuovi problemi legati all’inflazione hanno ora indotto il legislatore a rimodulare diversamente l’intervento sulla franchigia, sempre in via temporanea e con riferimento al solo anno 2022. La tecnica legislativa è completamente nuova. L’art. 12, D.L. 115/2022 prevede che, limitatamente al periodo d’imposta 2022, non concorrono a formare reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, nonché le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale entro il limite complessivo di euro 600,00.

L’intervento, nelle parole dello stesso legislatore, rappresenta una deroga al TUIR: 3 sono le modifiche da tenere in considerazione nel 2022:

● la prima riguarda la possibilità di erogare il benefit al singolo dipendente (almeno così pare dal tenore letterale) e non a un’intera categoria. Da chiarire l’estensione ai lavoratori assimilati ai dipendenti (quali stagisti e collaboratori);

● la seconda riguarda l’importo, che è elevato a 600 euro. A tal proposito va richiamata l’ulteriore speciale franchigia per i buoni carburante da 200 euro previsti dal D.L. 21/2022 che permette, sempre nel 2022, di raggiungere una franchigia complessiva di 800 euro;

● la terza modifica temporanea riguarda la possibilità di erogare, oltre a beni e servizi, anche contributi in denaro a fronte di spese per le utenze domestiche di acqua, luce e gas.

In coerenza con precedenti agevolazioni, sembrerebbe che l’erogazione dei contributi in denaro comporti l’obbligo del datore di lavoro di acquisire copie delle fatture relative alle utenze parzialmente rimborsate.

L’Agenzia dovrà opportunamente precisare i contorni della speciale agevolazione applicabile da qui alla fine del 2022, ed eventualmente per i primi giorni del 2023 in virtù del principio di cassa allargato. Ci si chiede, ad esempio, come gestire il caso dei lavoratori dipendenti che utilizzino sistemi di teleriscaldamento o di riscaldamento centralizzato, o ancora che utilizzino sistemi di riscaldamento alternativi al gas o le cui utenze siano intestate a un familiare.

Data la temporaneità della misura, è auspicabile che vengano diramate rapidamente indicazioni interpretative.

Autore: Alberto Di Vita – Sistema Ratio Centro Studi Castelli

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