Chi arriva a Follina dalla strada che risale verso il centro abitato, al confine con Cison di Valmarino, si trova davanti una zona produttiva che oggi sta cambiando volto. In piena core zone Unesco, dove le colline del Prosecco entrano a contatto con aree industriali cresciute negli anni Settanta, un vecchio capannone di 13mila metri quadrati coperto da amianto sta lasciando il posto a un grande spazio verde. A guidare questa trasformazione è la Henge, azienda di design con sede a Col San Martino, che ha scelto di investire qui in un progetto di riqualificazione dal forte valore paesaggistico.
L’area coinvolta è ampia: circa 45mila metri quadrati ai piedi del celebre CastelBrando, uno degli sfondi più riconoscibili dell’alta Marca. Il complesso è stato acquistato all’asta nel febbraio 2020 dall’imprenditore Paolo Tormena, che in queste settimane ha avviato i primi lavori. Invece di costruire nuovi volumi su terreno agricolo ancora integro, la scelta è stata quella di partire da una superficie già occupata, liberarla dalle strutture obsolete e restituirne una parte significativa al paesaggio, immaginando un insediamento produttivo capace di dialogare con il contesto Unesco.
Il progetto distingue nettamente tra ciò che viene recuperato e ciò che viene demolito. La porzione più recente, circa 7mila metri quadrati di capannone costruiti nei primi anni Duemila, diventerà la nuova sede produttiva della Henge, trasferendo qui le attività oggi ospitate a Col San Martino. I fabbricati risalenti agli anni Settanta, oltre 13mila metri quadrati con coperture in amianto, saranno prima bonificati, quindi abbattuti, liberando spazio per un intervento che mette al centro la qualità dell’ambiente.
Al posto del vecchio capannone nasceranno volumi molto più contenuti. Sono previsti circa 1.300 metri quadrati di nuovi spazi, destinati a uffici, sale riunioni e ambienti di ricevimento per clienti e partner. Il resto – oltre 11mila metri quadrati – sarà trasformato in area verde, un luogo in cui natura e arte potranno convivere, con percorsi, giardini e installazioni pensate per accompagnare chi arriverà in visita all’azienda. L’idea è quella di fare del rapporto con l’esterno una parte integrante dell’esperienza di lavoro e di accoglienza.


Accanto agli spazi produttivi e direzionali sorgerà anche un edificio dedicato all’hospitality, riservato in particolare agli ospiti internazionali della Henge. Per un territorio che vive sempre più di turismo legato al vino, al paesaggio e alle eccellenze manifatturiere, la presenza di una struttura capace di offrire accoglienza di qualità all’interno della stessa area riqualificata rappresenta un tassello in più nel mosaico dei servizi.
L’intervento ha un orizzonte temporale definito: l’obiettivo è completare il cantiere entro il 2022, con un investimento complessivo di circa 3 milioni di euro. Nelle intenzioni di Tormena, però, il progetto va oltre la singola azienda e vuole diventare un modello per la rigenerazione di altre porzioni della zona industriale di Follina, dimostrando che anche in piena core zone si può conciliare produzione, paesaggio e rispetto per il territorio, riducendo le cubature e aumentando le superfici destinate al verde.
Per chi osserva da fuori, questa scelta segna un passaggio di prospettiva: da area dismessa e degradata a porta d’ingresso qualificata verso il complesso di CastelBrando e verso i paesi di Follina e Cison, sempre più inseriti nei percorsi turistici delle colline del Prosecco. Un’operazione che parla di riuso, di sostenibilità e di un modo diverso di immaginare le zone produttive, non più solo come luoghi di lavoro, ma come spazi che possono contribuire alla qualità complessiva del paesaggio.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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