Alle porte della guerra. Il dottor Aurelio Tommasi da Castelcucco a Przemyśl per consegnare medicinali e provviste: “No a farmaci scaduti e abiti poco dignitosi”

Sono partiti ieri con il loro pickup Toyota munito di cellula abitativa e hanno raggiunto Przemyśl, la città polacca più vicina al confine ucraino, puntuali per la consegna di alcuni medicinali e altre provviste provenienti dall’area Pedemontana del Grappa: il dottor Aurelio Tommasi, di Castelcucco, medico specialista in interventi d’emergenza e urgenza e storico direttore di Pedemontana Emergenza, e l’operatrice sociosanitaria Paola Zorzatto, di Cavaso del Tomba, sono abituati a questo genere di operazioni, così come non è nuovo per loro percepire le vibrazioni delle tensioni politiche e sociali che caratterizzano la zona in cui intervengono. Questa volta però, anche secondo loro, la terra trema più vicino a casa.

Grande conoscitore dell’Angola, Paese africano dove oggi coordina un’équipe medica, e di altre località esotiche, Tommasi ha deciso di partecipare all’iniziativa del Centro Salute Persona Kairas di San Zenone degli Ezzelini, recandosi al confine polacco per supervisionare la consegna di medicinali, coperte e vestiti. Il materiale è stato raccolto grazie alla generosità delle comunità della Pedemontana del Grappa, specie della parte occidentale che va da Pieve del Grappa a Bassano.

“Siamo arrivati questa notte, all’una, a bordo del nostro mezzo – racconta, – Questa mattina sono arrivati due furgoni e con l’aiuto di un bel gruppo abbiamo aiutato a catalogare i medicinali e consegnare le merci a chi le porterà attraverso il confine, in Ucraina. Quello che raccomanderei è di coordinare bene gli aiuti umanitari”.

In queste situazioni capita che ci sia una fase di slancio in cui tutti aiutano e poi, tutto d’un tratto, ci si dimentica. Sono passati oltre otto giorni dalla guerra, è ora di mettere in ordine le cose e agire attraverso associazioni e reti. Inoltre, ritengo molto importante che le persone inviino medicine assicurandosi che non siano scadute o soltanto dei campioni e che i vestiti siano dignitosi, perché questa gente è stata costretta a lasciare il proprio Paese, ma tiene ancora alla propria dignità”. 

“Il nostro territorio mi ha sempre sostenuto, anche in altre zone ben più lontane e in situazioni meno critiche – spiega il dottor Tommasi – C’erano file e file di automobili che consegnavano risorse. Credo che aiutare gli altri sia tipico della nostra mentalità. Anche se, ribadisco, bisogna farlo con considerazione, in modo attento”.

Intanto da Asolo anche il sindaco Mauro Migliorini segue e commenta le vicende del dottor Tommasi: “Qui dobbiamo ancora iniziare, ma oggi sono arrivati 5 bancali di disinfettanti e antisettici donati dall’azienda Biodisin di Treviso. Sono pronti a partire per alcuni ospedali ucraini. Ringrazio i titolari dell’azienda e la Croce Bianca di Montebelluna che ci sta aiutando nel reperire quanto richiesto dalle autorità consolari ucraine. Ringrazio l’azienda Scarpa che ci ha messo a disposizione i suoi capannoni come punto di stoccaggio. Dimenticavo, stiamo parlando di un importo di oltre 150 mila euro (si, non ho sbagliato a scrivere): la solidarietà non ha limiti”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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