Alano di Piave e Quero Vas verso la fusione: dopo gli incontri pubblici, cittadini al Referendum entro ottobre

L'incontro dei sindaci con i cittadini di Quero Vas e Alano di Piave
L’incontro dei sindaci con i cittadini di Quero Vas e Alano di Piave

Se ne parlava da tempo e ora sembra essere giunto il momento: le amministrazioni dei comuni bellunesi di Alano di Piave e di Quero Vas stanno presentando alla cittadinanza, in questi giorni, il progetto di fusione, dopo lo studio di fattibilità e la creazione di un gruppo di lavoro realizzati lo scorso anno.

Sono iniziati, infatti, ieri sera, lunedì 6 febbraio a Vas e a Quero, proseguiranno stasera a Fener, domani a Campo e infine il 15 febbraio ad Alano, gli incontri informativi nel corso dei quali vengono spiegate le motivazioni del progetto dell’unione.

Presenti alle riunioni: il sindaco di Quero Vas Bruno Zanolla, il sindaco di Alano di Piave Serenella Bogana,assessori e consiglieri di entrambi i comuni e la segretaria comunale, a disposizione anche per rispondere ai quesiti del pubblico.

“Siamo stati tra i primi in Italia dieci anni fa a condividere la volontà, sia da parte delle maggioranze che delle minoranze, di unire i comuni di Quero e di Vas perchè avevamo intuito che questo era il futuro” ha introdotto il sindaco Zanolla illustrando l’esperienza fatta dal 2013 di costituire Quero Vas con i risultati positivi che ha portato l’unione: mantenere le tasse più basse, no Tasi, Imu al minimo, più entrate, maggiori servizi come trasporti scolastici gratis, contributi alle associazioni e più investimenti sul territorio.

Ha ricordato che la fusione ha diritto ad un contributo dallo Stato, un contributo dedicato della Regione, la possibilità di riduzione dei costi di amministrazione, la priorità nei bandi, la razionalizzazione dei beni, con un incremento di risorse finanziarie di oltre 10 milioni di euro in 10 anni, oltre che i benefici non economici.

“Si tratta di un percorso lungo iniziato anni fa che ci ha portato a maturare questa decisione. L’esempio di Quero Vas ci fa da scuola – ha proseguito il sindaco Bogana – Considerando i tagli imposti agli enti locali, tenendo conto anche del punto di vista demografico visto il calo delle nascite, questa sarebbe un’opportunità di mettere assieme strutture e risorse, avere più contributi e fare più investimenti. La visione è: un comune più forte, in grado di affrontare le nuove sfide e di dare risposte ai cittadini nel particolare contesto storico che stiamo attraversando”.

Inoltre è emerso che la fusione non costringerà le persone a spostarsi per ottenere un certificato, con la possibilità di sportelli e si punterà alla tecnologia informatica. Unificando alcuni servizi si potrà avere una miglior organizzazione. Verrà mantenuta l’attenzione verso le attività economiche e le aziende locali.

Anche i gruppi di minoranza dei due comuni, che in questi mesi hanno cercato di raccogliere i dubbi dei cittadini, si sono dimostrati favorevoli al progetto.

La scelta del nome del nuovo ente è orientata per “Setteville” per ragioni di carattere storico, sociale e territoriale, pur mantenendo i toponimi geografici esistenti, ma saranno valutate eventuali proposte alternative di denominazione.

Gli abitanti ora stanno facendo le loro valutazioni: al termine degli incontri pubblici, dalla metà di febbraio alla metà di marzo verrà fatto un sondaggio tra la popolazione per valutare il grado di consenso alla fusione che si svolgerà sia in modalità on line che cartacea e in forma anonima.

Dopo le delibere dei consigli comunali per fine aprile e il passaggio alla Regione, i cittadini residenti nei territori interessati entro il prossimo autunno saranno chiamati al Referendum consultivo per esprimere il voto, valido con quorum al 30 percento.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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