Senza sostenibilità niente profitto: a CastelBrando un convegno sulle nuove sfide dell’economia

La sostenibilità può o “deve” andare di pari passo con il profitto aziendale? È questo il tema del convegno che si è svolto ieri giovedì a Castelbrando di Cison di Valmarino e al quale hanno partecipato, non solo manager e imprenditori di importanti aziende del Nordest, ma anche rappresentanti di Consorzi e associazioni del territorio. Lo scopo è stato quello di analizzare – ognuno secondo le loro esperienze e competenze – la forza e il “dovere” della sostenibilità nel tessuto economico locale e non solo.

L’evento, organizzato da Qdpnews.it – Quotidiano del Piave assieme a Banca Generali, grazie al sostegno di Bisol 1542 e Tenute Lunelli, Carraro Concessionaria, Savno Spa, Uveol Srl e Gruppo Hera Ascotrade è stato moderato dal giornalista, conduttore radiofonico e vicedirettore esecutivo di Radio 24 dottor Sebastiano Barisoni.

Dalle testimonianze dei dodici relatori, che si sono susseguiti in due tavole rotonde sul palco del teatro Sansovino, è emerso come la sostenibilità non sia solamente necessaria per rimanere sul mercato ma che questa generi anche un vero e proprio profitto aziendale.

Barisoni: “O si è sostenibili o si viene sbattuti fuori dal mercato”

Sebastiano Barisoni

Profitto e sostenibilità non solo devono andare a braccetto, ma sono dipendenti uno dall’altro – ha affermato Sebastiano Barisoni -. Vediamo come la sostenibilità non sia solo un tema ecologico o di sensibilità ambientale, ma anche di merito creditizio: le banche daranno sempre più credito (e con maggior facilità) a chi ha un percorso di sostenibilità e non a chi fa un investimento una tantum”.

La sala del teatro Sansovino

Quando si parla di sostenibilità non si deve pensare solamente alla parte ambientale, ma anche a quella sociale “come ad esempio politiche di welfare, di responsabilità verso il territorio che ti ospita e che ti ha fatto crescere”.

Sebastiano Barisoni

“La sostenibilità è intrinsecamente legata ai profitti futuri per due motivi: un approccio strutturale diventa un elemento di maggior merito creditizio, proteggendo in questo modo non solo l’azienda da quello che farà domani il legislatore (Bruxelles in primis ndr) ma anche dagli atteggiamenti del consumatore” ha aggiunto poi Barisoni. “Dicendolo in maniera un po’ brutale: se tu non hai un percorso di sostenibilità, o verrai sbattuto fuori dal mercato o sarai fortemente limitato dalle norme che stanno andando proprio in questa direzione, o sarà il consumatore che non inizierà più a sceglierti perché ritiene che la sostenibilità sia un valore aggiunto”.

I primi relatori della tavola rotonda

Secondo Barisoni la sostenibilità non è un qualcosa “che ti ha ordinato il medico e che va calata dall’alto, ma dovresti capire che questo percorso ti rende più solido come impresa. Ma non solo come impatto sull’ambiente ma soprattutto per quanto riguarda le domande future e sulle attribuzioni di valore da parte del consumatore”.

Ermete Realacci: “L’intelligenza umana è la più grande fonte di energia rinnovabile”

Ermete Realacci

Ermete Realacci, già membro della Camera dei Deputati e presidente onorario di Legambiente, è oggi presidente di Symbola, fondazione nata con lo scopo di promuovere e aggregare le qualità italiane, operazione possibile “soltanto con una foto di gruppo in cui imprese, territorio, comunità e saperi stanno assieme” commenta. 

Un momento del convegno

“Quando l’Italia fa l’Italia, è un Paese formidabile – aggiunge – Il problema è che molto spesso non solo siamo incapaci di affrontare i nostri difetti, ma non siamo neanche capaci di leggere i nostri punti di forza”. 

E per spiegare questo concetto Realacci porta l’esempio della forza italiana nell’economia circolare in cui “stacchiamo” il resto dei Paesi europei “recuperando trenta punti percentuali in più sui rifiuti industriali rispetto alla media, molto più dei tedeschi”.

Situazione questa che avviene “non perché ci siano state leggi o incentivi – aggiunge – ma perché essendo un Paese povero di materie prime siamo stati costretti, nel corso dei secoli, a usare quella grande fonte di energia rinnovabile e non inquinante che è lintelligenza umana”.

Innovazione alla qualità e alla bellezza, sono “la chiave della nostra forza in tutti i settori. Pensiamo al vino, si è appena concluso il Vinitaly – aggiunge – l’Italia, quando ci fu la crisi del metanolo nel 1986 produceva il 40% in più del vino, ma quel vino valeva un decimo dal punto di vista economico. Cos’è accaduto? Si è passato da quantità a basso prezzo a qualità legata al territorio”. 

“Oggi danneggia l’economia chi è contro la sostenibilità o chi non si muove in quella direzione – conclude – perché le imprese che vanno meglio, e tanti lavori che Symbola fa con Unioncamere lo dimostrano, sono quelle che scommettono sull’ambiente e sulla sostenibilità che innovando, esportano e producendo più posti di lavoro: un’Italia che fa l’Italia, appunto”. 

Leandro Francesco Bovo: “Momento di confusione, affianchiamo le famiglie imprenditoriali”

Leandro Francesco Bovo

“Noi siamo una banca molto vicina al territorio, ai suoi imprenditori e quindi di conseguenza anche alle aziende – ha affermato Leandro Francesco Bovo, Head of Wealth & International Advisory di Banca Generali -. Per noi la sostenibilità è un focus importante e direi anche necessario in quanto, le sfide che vedono imprenditori e aziende in questa fase di crescita comportano un avvicinamento ai criteri della sostenibilità. Sono scelte che impattano su tutti gli elementi dell’azienda: dalla valutazione del merito creditizio alla capacità di mantenere nella filiera produttiva i criteri di sostenibilità, sviluppando in questo modo la propria base clienti, impostando sul tema fisico, e quindi dell’ambiente, della governance e del sociale un percorso di sviluppo dell’azienda

I partecipanti alla seconda tavola rotonda

“Avendo più di dieci mila aziende sul territorio nazionale è chiaro che le esigenze vengono registrate dai nostri clienti e che noi come banca ci stiamo focalizzando anche sull’accompagnamento alla sostenibilità – continua – In questo momento c’è molta confusione ma molta poca attenzione sul come fare concretamente le cose: ecco perché abbiamo fatto la scelta, attraverso i nostri partner, di affiancare famiglie imprenditoriali e aziende in questo percorso”. 

Filippo Boraso – Gruppo Hera Ascotrade

“Ci sono delle date e delle tappe che ormai le normative hanno imposto – conclude – stiamo parlando ad esempio del bilancio di sostenibilità, del merito di credito e dell’accesso ai fondi del PNRR. Riteniamo che questa sia una fonte di servizio, consulenza e affiancamento a imprenditori e aziende fondamentale per chi come noi vuole stare vicino all’impresa e agli asset importanti che le famiglie italiane hanno”.

Federico Zoppas: “Con la sostenibilità aumentano i profitti”

Federico Zoppas

Si può dire che il progetto di sostenibilità e l’attenzione verso il mondo esterno da parte delle Zoppas Industries è stato chiesto dagli stessi clienti “che a loro volta hanno deciso di seguire il percorso di sostenibilità e di calarlo su di noi che siamo fornitori” ha spiegato Federico Zoppas, Executive Director Zoppas Industries

“Inizialmente questo cambiamento lo abbiamo preso quasi come una noia, un fastidio perché voleva dire mettere in discussione tutta una serie di progetti – aggiunge – ma successivamente abbiamo capito la necessità di intraprendere questo percorso e abbiamo deciso di fare un progetto molto strutturato, calandolo poi nelle varie divisioni del gruppo”

“Senza il forte impegno del consiglio di amministrazione e della testa dell’azienda sarebbe stato impossibile strutturarlo in maniera dettagliata e di successo. Abbiamo sposato l’idea della sostenibilità per un rispetto di determinati valori, dell’ambiente e per preparare il nostro pianeta per i nostri figli, lasciando loro qualcosa di positivo. Alla fine, il risultato è che ci si riesce anche a guadagnare: con il controllo maniacale degli sprechi aumentano anche i profitti.  

Massimo Colomban: “Se non fai sostenibilità, non hai capito come fare i soldi”

Massimo Colomban

Già patron di Permasteelisa Group e oggi proprietario di CastelBrando per Massimo Colomban “Se non fai sostenibilità, se non fai innovazione sostenibile e quindi economia circolare, significa che non hai capito come fare i soldi”

Massimo Colomban

“Queste tecniche attente all’ambiente e alla sostenibilità sono indispensabili alle imprese per crescere – aggiunge – visto che le banche non finanzieranno più le imprese che non hanno la certificazione ambientale”. 

“Se il nostro territorio ha appreso questi concetti? Certo, ma c’è stato uno sputtanamento in qualche trasmissione televisiva che ha enfatizzato il fatto che noi inquiniamo. – prosegue – Nulla di più sbagliato credo che sia tutto dovuto all’invidia e alla gelosia verso il successo di un’area diventata oltretutto Unesco, che ha eliminato il glifosato dalle colture del Prosecco che è uno degli inquinanti più pericolosi che molti territori e chi produce champagne usa ancora oggi 

“Alcune trasmissioni sono venute a colpire il Veneto perché siamo troppo veloci e bravi. – conclude – l’invidia vince su certe trasmissioni, soprattutto in quelle dove i territori sono governati da giornalisti che sono più di sinistra che veri giornalisti”. 

Elvira Bortolomiol: “È il nostro focus principale”

Elvira Bortolomiol

“Il tema della sostenibilità è per noi il focus principale sul quale abbiamo lavorato in questi ultimi due anni a partire da tutte quelle che sono le regole per mantenere un equilibrio sul territorio e per far sì che la sostenibilità non sia solo ambientale, ma che riguardi anche l’aspetto economico della nostra comunità” ha affermato Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene. 

“Siamo felici di poter partecipare a questo convegno per raccontare la nostra storia nell’ambito del primo report di sostenibilità, redatto quest’anno, seguendo le linee guida dell’Unione Europea, e attestando tutte le nostre tappe che vedranno ulteriori passi avanti per le importanti regole nei nostri vigneti”. 

È chiaro che questo report non sarebbe stato completo se non fosse poi stato riportato e condiviso con la comunità intera: abbiamo deciso di creare un patto con le 15 municipalità, con i 15 sindaci, proprio sul tema della sostenibilità. – conclude – Questo sta proseguendo, il tavolo è molto importante perchè la condivisione di questi temi permetterà di avere un futuro in equilibrio con i nostri valori”. 

Gabriella Chiellino: “In campo metalmeccanico manca il 68% dei dipendenti”

Gabriella Chiellino

Quella di Gabriella Chiellino è un’esperienza trentennale in campo ambientale ma “nel 2015 è avvenuta questa rivoluzione della sostenibilità in quanto, sia dal punto di vista del mondo finanziario che del mondo ambientalista, è emersa questa necessità di impegnarsi sulla riduzione dell’impronta climatica” ha affermato Gabriella Chiellino, fondatrice e AD di IMQ eAmbiente srl. 

“Ovviamente la sfida tocca le imprese e quindi tutto il comparto economico e può essere una potenzialità sia nelle nuove produzioni innovative e sia nell’indipendenza energetica”.

“Oggi c’è il grosso problema dei collaboratori in quanto in Veneto si fa fatica a trovare un dipendente su due mentre c’è una carenza addirittura del 68% nel settore carpenteria metalmeccanica. La sostenibilità a livello sociale si abbina allo sviluppo economico del nostro territorio”. 

Giuliano Vantaggi: “I visitatori sono attenti alla gestione dei rifiuti”

“La sostenibilità è fondamentale nei siti Unesco soprattutto al fianco della grande bellezza che oggi possono vantare le colline del Conegliano Valdobbiadene – ha spiegato Giuliano Vantaggi -. Questa è la vera grande forza che deve spingere il nostro territorio visto che oggi siamo in un cluster di 59 siti UNESCO in Italia e di oltre 1190 al mondo”.

“Stiamo lavorando nella direzione della sostenibilità, in sinergia con il consorzio Docg – ha continuato – Ma la sostenibilità è vista anche da chi ci viene a trovare e prova di questo lo abbiamo soprattutto nel cammino del prosecco del Conegliano Valdobbiadene dove i visitatori sono molto attenti anche alla parte della gestione dei rifiuti”.

Giuliano Vantaggi

Gianpaolo Vallardi: “Trasformiamo il rifiuto in energia”

“La sostenibilità fa parte della nostra storia – ha affermato Gianpaolo Vallardi, Direttore Generale di Savno S.p.a. -. Gestiamo il settore dei rifiuti, il settore ambientale e dell’energia in tutto il territorio Unesco. Dobbiamo continuare a parlare di sostenibilità, noi ci stiamo lavorando da circa vent’anni”.

Gianpaolo Vallardi

“Un percorso che ci ha portato a essere, con orgoglio, riconosciuti da Legambiente e i primi in Italia sul settore della raccolta differenziata e sulla sostenibilità. – ha proseguito – Trasformiamo il rifiuto in energia, riuscendo a recuperare tutto in una visione green e ora siamo proiettati sulla salvaguardia del nostro bellissimo territorio, un grande investimento sul futuro dei nostri figli”.

Camilla Lunelli: “Attenzione al territorio e alla nostra comunità”

“La nostra è una visione imprenditoriale che ha nella sostenibilità uno dei propri principi fondanti – ha affermato Camilla Lunelli, direttrice Comunicazione e Relazioni Esterne Gruppo Lunelli -. Sono convinta che sia importante innanzitutto credere in modo autentico in quelli che sono i valori che seguono uno sviluppo ambientale e sociale coerente e corretto, ma andare poi a declinare in maniera strutturata il proprio impegno sulla sostenibilità”.

“Questo è un processo che noi all’interno del Gruppo Lunelli abbiamo iniziato dal 2019 – aggiunge – Ci siamo dati una struttura, una governance di sostenibilità con un comitato, ci siamo dati un piano, degli obiettivi abbiamo cominciato a misurare i risultati”.

“Il nostro è un impegno sul fronte sociale verso le comunità che ci ospitano e verso i nostri collaboratori mentre sul piano ambientale continuiamo a lavorare su quello che è la tenuta biologica e l’attenzione alla biodiversità nel vigneto, per quanto riguarda il cambiamento climatico, andiamo a ridurre e compensare tutte le emissioni dirette della cantina Ferrari di Trento. – prosegue – Un’attenzione al territorio, alle comunità importante e che intendiamo assolutamente proseguire in futuro con sempre maggior impegno”. 

Stefano Ressel: “Sostituiamo le tecnologie obsolete”

“Uveol nasce quasi 15 anni fa con lo scopo di cambiare l’approccio di quelle che sono i fluidi del processo del mondo dell’industria – ha affermato Stefano Ressel, amministratore delegato Uveol Srl -. La nostra idea di sostenibilità è rivolta all’esterno”. 

“Noi crediamo di essere un provider di competenze legato al fatto che oggi il mondo industriale italiano, uno dei più estesi e differenziato in Europa e nel mondo, ha la necessità di sostituire tecnologie obsolete a base di sostanze di origine fossile è riconosciuta. Oggi Uveol con i suoi tecnici e saper fare affianca le aziende che si predispongono in questo percorso cercando di fotografare la loro situazione e dare dei consigli e avvisi su cosa si possa fare” prosegue.

“Siamo sicuri, perché abbiamo esperienze in questo settore, di poter dire ad una azienda che può cambiare questi prodotti trasformandoli in prodotti sostenibili. Una sostenibilità declinata secondo differenti paradigmi, a seconda dell’ambito di utilizzo”.  

(Hanno collaborato Monica Ghizzo, Simone Masetto e Andrea Berton. Foto e video: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata)
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati