Zaia ad Artigianato Vivo: “Migranti? Concentriamoci sui profughi veri”

Luca Zaia con i volontari di Artigianato Vivo a Cison

Tanti i temi affrontati ieri sera, sabato 12 agosto, dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nella sua intervista, a cura del giornalista Giancarlo De Luca, alle Case Marian a Cison di Valmarino in occasione della 42esima edizione di Artigianato Vivo.

Prima dell’intervista e della presentazione del suo libro, dal titolo “I pessimisti non fanno fortuna”, il governatore del Veneto ha incontrato alcuni volontari accompagnato dal sindaco Cristina Da Soller e da Simone Moret, presidente della Pro Loco di Cison di Valmarino.

Molte strette di mano, sorrisi e selfie hanno caratterizzato il bagno di folla di Zaia che, parlando dei volontari di Cison, ha detto: “Questa è una foresta che cresce di cui nessuno parlaComplimenti ai tanti ragazzi che stanno dando il loro contributo in questa edizione di Artigianato Vivo”.

Il primo argomento affrontato nell’intervista ha riguardato gli ultimi difficili anni vissuti dagli italiani.

“Chi scriverà la storia di questo periodo dirà che siamo stati sfortunati – ha affermato il presidente -. Abbiamo vissuto due ‘cigni neri’ in poco tempo: il 21 febbraio 2020 con il Covid e il 24 febbraio 2022 con la guerra in Ucraina. Davanti a tutto questo la reazione potrebbe essere quella di buttarsi tutti dalla finestra, ma la storia ci dice che dopo la pioggia arriva sempre il sereno. E proprio di questo parlo nel libro, che non è autobiografico”.

“Il conflitto in Ucraina non ci ha toccato dal punto di vista bellico – prosegue -, ma pesa per gli effetti dell’economia di guerra. Ci ha fatto conoscere i profughi: 15 mila ucraini sono stati accolti in Veneto. Questa è una guerra strana, dove non c’è stata un’attività diplomatica per arrivare alla pace. La comunità internazionale deve avviare un’attività diplomatica, è fondamentale arrivare subito all’armistizio. Se l’Ucraina dovesse diventare il nostro Afghanistan, l’Europa vivrà sempre nell’incertezza“.

Zaia ha parlato anche del “fine vita“, sottolineando che si tratta di un tema che dovrebbe richiedere il rispetto dell’idea di tutti.

“In Italia non abbiamo affrontato con una legge l’argomento del ‘fine vita’ – sottolinea il presidente -. La mia non è la promozione del fine vita, ma del rispetto delle libertà. Penso sia giusto garantire ad ognuno di noi di poter decidere del proprio fine vita. Un Paese civile deve permettere questo e garantire le libertà”.

Il governatore del Veneto ha ricordato che un altro segno di civiltà per una nazione è dare la possibilità ai propri cittadini di accedere alle cure di cui necessitano. Il collegamento riguardava il Centro regionale di Padova per il cambio di sesso: “Trovo scandaloso che chi fa polemiche non dica come stanno le cose. Io penso che sia un segno di civiltà che i veneti, in queste situazioni, possano essere curati adeguatamente. Finché ci sarò io, in Veneto si cureranno tutti a prescindere dal credo religioso, dal colore della pelle, dall’orientamento sessuale e da altri aspetti”.

“Nella nostra Regione mancano 3.500 medici – prosegue -. 53 mila veneti sono in attesa di un appuntamento. Abbiamo sentito del primo pronto soccorso per gente benestante a Bergamo, ma il ricco che bypassa la fila perché paga con me non ci sarà. Da noi è normale andare a curarsi nel pubblico. Investiamo 70 milioni di euro all’anno per dare ai nostri ospedali le macchine migliori. La legge italiana consente che un medico di 70 anni non possa più lavorare nel pubblico ma andare nel privato. Ho chiesto al governo di cambiare questa norma”.

Zaia non ha nascosto la sua preoccupazione per il tema dei migranti, considerando che in Italia ne stanno arrivando il doppio dell’anno scorso.

“Arriveremo a oltre 200 mila quest’anno – spiega il presidente -. In Veneto ora ne stiamo ospitando 9 mila. O ci concentriamo sui profughi veri o imbocchiamo la via del non ritorno. È doveroso denunciare la situazione europea che considera Lampedusa come il confine italiano. L’Italia è stata lasciata sola. In Veneto abbiamo 550 mila stranieri che fanno parte delle nostre comunità, noi non siamo razzisti“.

Parlando di autonomia differenziata, il presidente ha spiegato che il disegno di legge dovrà essere votato dal Parlamento.

“Esiste un’Italia a due velocità – ha sottolineato -. Per esempio, ci sono comunità dove non si fa la raccolta differenziata. L’autonomia è un’assunzione di responsabilità e una grande sfidaNon è la secessione dei ricchi. È una colpa essere più bravi ed efficienti degli altri? Penso che l’autonomia differenziata sia una grande opportunità.

È inaccettabile che qualcuno metta il veto su questo. Giudicheremo la serietà di chi voterà il disegno di legge. Dobbiamo modificare il modello di gestione di questo Paese altrimenti va a finire male”.

Rispetto al tema dei cambiamenti climatici, Zaia ha ricordato che il Veneto ha chiuso il dossier riepilogativo dei danni causati dal maltempo nelle scorse settimane.

I danni dichiarati ammontano a quasi 1,3 miliardi di euro e interessano oltre 70 mila imprese e famiglie: la loro gestione passerà attraverso i Comuni, che riceveranno gli anticipi richiesti e li distribuiranno ai richiedenti.

Il cambiamento climatico c’è ed è fisiologico – commenta – ma il mondo ci mette l’acceleratore con il nostro modo di fare. La vera sfida è quella di essere a fianco dei giovani nella partita della tutela dell’ambiente. Confermo che all’epoca Berlusconi aveva fatto il mio nome per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma io non ero interessato. Spiace per la narrazione che si è fatta su di lui negli anni”.

“Questo è un territorio baciato dalla fortuna – ha concluso Zaia parlando dell’area delle Colline Unesco -. Senza il mio decreto del 2009 questo territorio non avrebbe mai avuto l’uso esclusivo della parola Prosecco. L’iniziativa del Patrimonio dell’Umanità, invece, è partita nel 2008, è proseguita con il riconoscimento a Baku e continua ora con l’Associazione Unesco. Tornando al mio libro, dico che stiamo vivendo un periodo difficile che creerà uomini forti. Io credo nei giovani: in questo periodo sta venendo fuori una bella generazione“.

Il presidente del Veneto ha salutato il pubblico di Artigianato Vivo dicendo che il prossimo anno ci sarà un nuovo libro, che vorrebbe presentare anche a Cison.

(Foto e video: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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