Ai domiciliari l’indagato per l’incidente mortale di Sara e Jessica. Papà Alain Fragasso: “Vorrei parlare al giudice”. Zaia: “Scelta che pone quesiti”

“Sono allibito, perché pensavo tutto ma almeno che rimanesse in carcere fino al processo”. È sconfortato Alain Fragasso, papà di Jessica, alla notizia che l’imprenditore 61enne che nella tarda serata di domenica ha causato l’incidente mortale lungo l’autostrada A28 in cui hanno perso la vita le cugine Sara Rizzotto di 26 anni e Jessica Fragasso di 20 ha lasciato il carcere per gli arresti domiciliari.

A disporre i domiciliari per l’imprenditore è stato il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone. L’uomo avrà l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico ma pare che per ora non ce ne siano di disponibili. Spetterà quindi agli agenti verificare che l’uomo rimanga in casa e non cerchi la fuga.

In queste ore sono in corso le indagini degli inquirenti, coordinati dal Pubblico Ministero Federico Facchin, che hanno sequestrato i 4 cellulari dell’imprenditore per cercare di capire come l’uomo, subito dopo lo schianto, abbia fatto ritorno a casa. Luogo in cui gli agenti lo hanno trovato con un tasso alcolico tre volte superiore a quello consentito alla guida e dove l’uomo sostiene di aver bevuto perché sotto shock per quanto accaduto. L’autopsia delle due vittime è stata disposta e molto probabilmente si terrà nella giornata di martedì.

“Ho sentito tante persone che sono state molto gentili nei miei confronti e mi hanno fatto ragionare – continua Alain – e che la legge è legge però penso che questo giudice che ha stabilito la sentenza non so se ha un cuore. Sinceramente fino a ieri sera ero convinto che ci avrebbe pensato la giustizia, ho sempre detto ‘questa volta la giustizia fa il suo compito’, e invece mi è crollato il mondo addosso, mi sono demoralizzato”.

“Ho fatto richiesta di parlare con il giudice per chiedergli il motivo di questa sentenza: magari spiegandomela e dicendomi le leggi che ha applicato mi dice ‘dovevo farlo’. Spero che la persona che ha ucciso Sara e Jessica, visto che ha un figlio anche lui, si faccia un esame di coscienza. Almeno se sei un padre cerca di essere rispettoso almeno nei confronti di tuo figlio e di tua moglie”.

Voglio vivere – conclude il padre – per fare giustizia a mia figlia e perché questa storia non venga mai dimenticata“.

Parole di rabbia anche da Stefania Di Grazia, mamma di Sara: “Sono arrabbiata perché questa persona ha ucciso mia figlia e sua cugina. Nei giorni scorsi ho già espresso la mia idea che deve essere condannato all’ergastolo, e la ribadisco anche oggi. Cosa bisogna fare per avere giustizia? Andare dal Presidente della Repubblica?”.

Nella mattinata di oggi Alain è stato raggiunto anche da una telefonata del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, una conversazione durata circa 30 minuti: “Siamo stati a colloquio a lungo, mi ha ribadito la sua piena disponibilità in ogni momento e per qualsiasi cosa”.

Proprio oggi, Zaia ha diramato una nota in cui “pur nel rispetto dell’autonomia della magistratura” si è sentito “di commentare la decisione del Gip di Pordenone di non accogliere la richiesta di custodia in carcere da parte della Procura per la persona che, in un gravissimo incidente, ha investito e ucciso due giovani cugine Venete. Gli arresti domiciliari concessi pongono non pochi quesiti”.

“Quesiti – prosegue il governatore – che si pongono anche dal punto di vista umano sia tra i famigliari che nella cittadinanza, e che ho percepito con forza anche in un mio colloquio con il papà di Jessica. Questa tragedia, già così immane, viene vissuta ancora peggio per il fatto che non sia stato preso un provvedimento di custodia cautelare in carcere. La mia è una semplice considerazione, che però possa essere accolta da chi di dovere, anche perché il sentimento comune e la comunità delle due famiglie si aspettavano un provvedimento di maggior rigore“.

Le due figliolette di Sara sono ancora ricoverate in ospedale a Udine. La più grande, dopo l’operazione di ieri al femore sinistro, piange spesso a causa del dolore. La più piccola ha ancora un ematoma nel cervello e ha difficoltà a mangiare. Al loro fianco sono sempre presenti il papà Devis e la nonna di Sara.

Nella mattinata odierna i familiari delle due giovani hanno incontrato il parroco dei Santi Martino e Rosa a Conegliano, chiesa dove si svolgeranno i funerali che, è stato confermato, saranno congiunti. Ancora non è stata decisa la data ma molto probabilmente si terranno verso la fine della prossima settimana. “Ho rincuorato loro con parole di fede – afferma il parroco, padre Giuseppe Menzato – perché senza di questa è difficile sopportare questi momenti drammatici della vita”.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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