Conegliano, Fratelli d’Italia in attesa delle amministrative: “Ancora nessun candidato sindaco, sentiamo le esigenze dei cittadini”


Ormai è noto che, causa pandemia, Conegliano dovrà attendere il prossimo autunno per poter andare alle urne e scegliere la nuova figura che reggerà il timone della città.

Ma come si stanno preparando le varie fazioni in gioco a quella che sarà, a tutti gli effetti, una grande sfida elettorale?

Il circolo coneglianese di Fratelli d’Italia ha optato per la scelta dei gazebi durante il weekend anche se, ora, con l’entrata in zona rossa, dovrà essere rivista l’attività, come ha spiegato il presidente del circolo Lorenzo Burgio.

“Con il sistema dei gazebi ci sono state delle iscrizioni e ai cittadini abbiamo proposto un questionario, per conoscere la loro opinione, anche in riferimento a una serie di candidati potenziali”, ha proseguito Burgio.

Il questionario citato da Burgio comprendeva una serie di domande, dove il cittadino, con un punteggio da 1 a 5 oppure scegliendo la formula “Non saprei”, doveva esprimere quella che è la propria fiducia nei confronti degli uffici comunali, nella figura in sé del sindaco e della giunta, dei consiglieri comunali.

Oltre a ciò, poteva indicare la propria preferenza all’interno di una rosa ipotetica di candidati sindaci, ovvero tra Floriano Zambon, Maurizio Tondato, Alessandro Bortoluzzi, Fabio Chies, Federico Capraro, Isabella Gianelloni e Piero Garbellotto.

In alternativa, era possibile anche suggerire un nome assente dalla lista proposta.
“Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, – ha spiegato Burgio – al momento non c’è un nominativo per quello che dovrebbe essere il nostro candidato sindaco“.

“Questa attesa delle amministrativa fa sì che la città continui a rimanere senza una guida sicura – ha proseguito – Il commissario sta lavorando bene, ma il suo ruolo prevede che possa prendere soltanto delle decisioni tecniche e non politiche. Tutto questo è un peccato per la città“.

Oltre al questionario, il circolo ha specificato che sia i nuovi tesserati che i candidati devono sottoscrivere uno specifico codice etico, redatto verso la fine del 2020: il documento è organizzato in sette punti, a loro volta suddivisi in ulteriori sottopunti. 

Tra questi, ce n’è uno specificatamente rivolto a “chi si candida in competizioni amministrative, regionali, politiche ed europee”, il quale è chiamato a “rassegnare le proprie dimissioni in caso di condanna per reato infamante o, su richiesta dei competenti organi di Fratelli d’Italia, per vicende giudiziarie o condotte conclamate, incompatibili con il prestigio e l’integrità richiesti per ricoprire l’incarico”.

Deve inoltre “assumersi le responsabilità politiche, penali e patrimoniali derivanti dalla violazione delle disposizioni del codice, tenendo indenne il partito da ogni conseguenza pregiudizievole”.

“Si tratta di un documento che ha un certo peso: chi si candida deve sottoscriverlo e poi essere cosciente di doverlo rispettare”, ha specificato Lorenzo Burgio.

(Foto: Fratelli d’Italia).
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