Conegliano, il caso del 90enne deceduto in casa di riposo. La replica: “Quello che era nelle nostre possibilità è stato fatto”

Siamo molto dispiaciuti per quanto avvenuto: si trattava comunque di un padre e di un parente di una famiglia. Posso assicurare che da parte nostra è stato davvero fatto tutto quello che era possibile. Non possiamo, però, al momento entrare nel merito, in quanto non abbiamo il referto del pronto soccorso”.

Queste le parole di Marco De Carlo, il presidente della Fondazione Santa Augusta, realtà che gestisce le case di riposo Opera Immacolata di Lourdes a Conegliano (nella foto) e Botteselle a Col San Martino.

E proprio all’Opera Immacolata di Lourdes è avvenuto un tragico fatto di cronaca all’inizio del mese. Aveva 90 anni l’anziano deceduto lo scorso 5 giugno a Conegliano: nel corso della cena avrebbe ingurgitato un tovagliolo di carta, morendo soffocato all’ospedale della città.

L’ospite – D.P., residente a Conegliano – era affetto da Alzheimer e sarebbe stato colto da uno stato di asfissia. Subito è stato soccorso dagli operatori della casa di riposo, ma la manovra di Heimlich – necessaria per rimuovere un’ostruzione delle vie aeree – non ha risolto la situazione e per questo è stato contattato il Suem 118.

Il 90enne è stato così trasportato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dove è stato intubato e, secondo la cartella clinica, gli sarebbe stato estratto “del materiale similcartaceo delle dimensioni di circa dieci centimetri per cinque”, verosimilmente un tovagliolo di carta che l’anziano avrebbe ingoiato. Nonostante le cure dei medici, purtroppo l’anziano è deceduto la sera stessa del 5 giugno.

Ribadisco come al momento noi non abbiamo il referto del pronto soccorso – sottolinea De Carlo – e non possiamo quindi affermare ciò che non sappiamo. Sappiamo, però, che la demenza può purtroppo portare con sé problemi di disfalgia, ovvero di deglutizione”.

“Si parla di un tovagliolo di dieci centimetri per cinque, ma noi non abbiamo tovaglioli di questa misura. – prosegue il presidente della Fondazione – Ma ripeto, dobbiamo prima vedere il referto medico che al momento non abbiamo. In questa fase non posso dire altro, ma come casa di riposo daremo un nostro comunicato”.

“Sappiamo che i nostri operatori appena hanno capito che c’era un problema respiratorio hanno fatto le manovre previste, ma poi il signore è stato affidato alle cure del pronto soccorso. – ribadisce De Carlo – Però entrare nel merito di una cosa che non sappiamo, non avendo il referto medico, non lo possiamo fare. Come struttura, però dirameremo un nostro comunicato sull’accaduto. Chiaramente siamo molto dispiaciuti, in quanto elaborare il lutto di una persona non è certo semplice“.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: http://www.fsa-onlus.it).
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