Il ministro Lollobrigida al Crea per i 100 dalla fondazione: “Siete il cervello del Masaf”

Il ministro Francesco Lollobrigida a Susegana

Il Crea, Centro di ricerca Viticoltura ed enologia di Conegliano compie cento anni. Fondato nel 1923 con il nome di Stazione sperimentale di Viticoltura ed enologia, da oltre un secolo contribuisce alla ricerca e allo sviluppo della viticoltura nazionale.

Il ministro Lollobrigida – video di Rossana Santolin

Ieri, venerdì, per celebrare l’anniversario dalla fondazione, la sede di Susegana ha ospitato un convegno-evento che ha visto la partecipazione del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

L’intervento del Ministro Lollobrigida

“Il Crea deve essere il cervello del Masaf – ha detto il ministro arrivato a Susegana dopo una breve visita all’Istituto “Cerletti” di Conegliano – Bisogna accelerare il processo di condivisione dei dati, di ricerca e innovazione. Il centenario della Stazione Sperimentale di Viticoltura a Conegliano dimostra quanto sia fondamentale partire dal nostro passato per essere competitivi in futuro. Con il Governo Meloni abbiamo rimesso l’agricoltura al centro del dibattito politico. Avremo il massimo del sostegno economico degli ultimi trent’anni passando da 3,53 miliardi a 6,58 miliardi per gli investimenti in agricoltura”.

Il ministro e il prof. Antonio Calò

“Occorre attuare a una seria alleanza con le altre nazioni produttrici. Già al prossimo Vinitaly – ha annunciato Lollobrigida – su nostro invito saranno presenti i ministri di altri Stati, come la Francia, con l’obiettivo di proporre un patto chiaro: garantire la difesa del vino. Perché occorre informare e non condizionare il mercato. L’Italia è la dimostrazione che le paventate criticità in termini salutistici sul vino sono infondate”.

L’assessore Caner e il ministro Lollobrigida

“Celebrare i 100 anni di storia della sede CREA di Conegliano – ha dichiarato il prof. Mario Pezzotti, commissario straordinario del centro di ricerca – significa non solo ripercorrere la storia della viticoltura italiana, ma anche ricordare quanto la ricerca abbia supportato e continui a supportare questo settore che rappresenta, come nessun altro, il made in Italy agroalimentare nel mondo e che ha bisogno di innovazione per essere resiliente in campo e sempre competitivo sui mercati”.

L’intervento dell’assessore Caner

È intervenuto nel corso della mattinata anche l’assessore regionale all’agricoltura Federico Caner portando il focus sull’importanza delle Tea, le nuove tecniche di evoluzione assistita per creare vitigni resistenti: “Sono fondamentali per fare fronte al cambiamento climatico – ha affermato – la sfida sta nel proseguire su questo percorso mantenedo le caratteristiche delle varietà originali.

Il prof. Angelo Costacurta

È toccato all’enologo e autore Angelo Costacurta, che nel 2007 succedette al professor Antonio Calò nel ruolo di direttore del Crea, ripercorrere la lunga storia dell’istituto dando una panoramica del mondo della viticoltura alla fine dell’Ottocento “dominato da tecniche che potremmo dire rozze” per poi approdare al 1923 anno di fondazione della Stazione Sperimentale di Viticoltura per mano di Michele Giunti, direttore della Regia Scuola Enologica di Conegliano,  e Giovanni Dalmasso, insegnante di viticoltura ed enologia.

Riccardo Velasco

Costacurta ha evidenziato il ruolo che l’ente negli anni ha svolto dedicandosi con metodo scientifico alla conservazione del germoplasma della vite e, attraverso l’impianto di vigneti sperimentali, allo sviluppo di nuove tecniche colturali.  

Nel 2005 l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura confluì nel Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA), divenendo dal 2015 Centro per la Ricerca in Viticoltura (CRA-VIT). Nel 2017, con l’ultima riforma, il Centro acquisì anche la ricerca in enologia e le diverse sezioni operative periferiche (Asti, Arezzo,Velletri, Turi e Gorizia) assumendo il nome attuale di Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia (CREA-VE).

Fra gli ospiti del convegno anche il prof Attilio Scienza che ha ripercorso la “rivoluzione delle bevande alla modernità” che, ha spiegato, oggi guarda sempre più alla “naturalità del prodotto”. Il professore ha poi sottolineato l’importanza “di formare nuovi divulgatori per trasmettere una conoscenza del vino quale parte della nostra cultura mediterranea”, in particolare alla luce del dibattito crescente sugli effetti che il vino ha sulla salute, “un tema divisivo” che preoccupa il comparto vinicolo.

il prof. Scienza

Oggi il direttore del Crea Viticoltura ed Enologia è Riccardo Velasco: “In questo secolo di vita – ha affermato – il nostro Centro ha contribuito a tutti i grandi cambiamenti, dalla lotta alla fillossera ed alle crittogame che hanno quasi cancellato la vite dall’Europa, fino alle più recenti innovazioni tecnologiche e biotecnologiche. Le attività di conservazione e recupero della biodiversità viticola, il miglioramento genetico tradizionale e biotecnologico, lo sviluppo e le applicazioni di equilibrati protocolli ecosostenibili, la robotica e la bioinformatica, la genomica e la metabolomica della vite definiscono il nostro profilo moderno e trainante per un ulteriore salto di qualità della vitivinicoltura italiana”.

“L’accorpamento delle sei sedi coordinate dal Centro di Conegliano in alcune tra le più importanti regioni vitivinicole – ha sottolineato Velasco – costituisce un patrimonio di grande affidabilità per il Crea. La massa critica importante che abbiamo costituito ha portato tutta la filiera ad un livello di qualità della ricerca e dei servizi resi al mondo produttivo ad un livello nettamente superiore rispetto al passato. Abbiamo imparato a fare sistema e il coordinamento di Conegliano è cresciuto di pari passo, beneficiandone a sua volta. Oltre alle attività consolidate del Centro, quali la certificazione sanitaria e dei materiali vivaistici, la ricostruzione dei pedigree e la collezione varietale, che esprime la maggiore biodiversità viticola dell’intero territorio nazionale, le competenze chimiche e fisiologiche della coltura sono accompagnate oggi dalle tecnologie più avanzate a 360°”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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