“Lui sul divano di casa, noi a piangere due vite spezzate”: 500 persone alla fiaccolata per Sara e Jessica. I sindaci Chies e Cattai: “Rivedere le pene”

I lumini alzati al cielo, le due famiglie di Jessica e Sara abbracciate: quasi 500 persone che hanno voluto far sentire loro vicinanza in un momento così delicato chiedendo che venga fatta giustizia e che hanno partecipato alla fiaccolata organizzata, a una settimana esatta dalla tragedia, dalle amiche delle due cugine e partita poco dopo le 18 da via XX Settembre.

Uno striscione con scritto a caratteri cubitali “giustizia per Sara e Jessica” e una loro foto assieme hanno preceduto il corteo fino a piazza Cima dove, dopo due minuti di silenzio, amici, rappresentanti delle associazioni contro le morti sulla strada, ex compagne di classe e semplici cittadini hanno espresso il loro dolore e la loro rabbia sia per la morte delle due cugine sia per gli arresti domiciliari concessi all’imprenditore che ha causato lo schianto mortale. A prendere la parola anche i sindaci di Conegliano e Mareno di Piave, Fabio Chies e Gianpietro Cattai.

“Noi chiediamo a gran voce giustizia, perché non si può morire così, non si può aver paura di uscire di casa. Ci vogliono pene più severe – urla a gran voce dal megafono Cristina, l’amica di Jessica che oltre ad aver organizzato la fiaccolata ha anche lanciato una raccolta fondi –  Sara e Jessica non verranno dimenticate e neppure voi (rivolgendosi alle due famiglie disperate ai piedi della scalinata del Teatro Accademia ndr)”.

“Non è possibile quello che è successo e ancora più ingiusto e vergognoso è che la persona che ha causato tutto questo è stato scarcerato tranquillo sul divano di casa mentre noi siamo qui a piangere due vite spezzate”.

Sulla vicenda sono intervenuti anche Paola Bortolotto, dell’associazione italiana familiari e vittime della strada e Andrea Dan, paladino della sicurezza stradale, che hanno ribadito come le persone, e soprattutto i giovani, non possano morire così nelle strade: “Sono indignata per la decisione del Gip nei riguardi del pirata della strada che ha causato la morte di Jessica e Sara – aveva dichiarato nei giorni scorsi Bortolotto – e il ferimento delle bimbe. Mi chiedo perché gli abbiano concesso i domiciliari. Peraltro, l’uomo è scappato, quindi c’è l’aggravante della pirateria”.

“Ricordo che sognavi di diventare un’ambasciatrice – spiega una ex compagna di classe di Jessica – e nel mio cuore ti ho sempre augurato che tu potessi diventarlo. Sono arrabbiata perché il tuo sogno si è spezzato per colpa di quell’ubriaco”. 

Giustizia e pene più severe per chi commette questo genere di crimini sono state chieste anche dai primi cittadini di Conegliano e Mareno di Piave, che già nei giorni scorsi avevano fatto sentire la loro vicinanza alle due famiglie: “Volevo ringraziare tutte le persone che hanno organizzato questa fiaccolata perché hanno dato una lezione a tutti noi di cosa voglia dire essere persone che prima di tutto credono che la società possa migliorare – ha dichiarato Chies – Avete avuto un dramma incredibile e siete qui a testimoniare che le leggi devono essere cambiate in Italia, perché il giudice ha applicato delle leggi che devono essere cambiate. Non è assolutamente possibile che chi compia un omicidio, lascia due bimbe piccole orfane, distrugge due famiglie e due comunità, sia oggi agli arresti domiciliari“.

Chies ha poi ribadito l’idea di ricordare Sara e Jessica con delle borse di studio: “Loro non hanno potuto esaudire i loro sogni ma daranno così la possibilità ad altri di farlo”.

“Mi associo alle parole che ha appena detto il collega Chies – ha continuato Cattai – voglio ribadire i messaggi di vicinanza e di cordoglio che già nei giorni scorsi abbiamo fatto pervenire alle famiglie. Sicuramente dopo il dolore ci deve essere la forza di modificare queste norme o applicarle nel modo più rigido possibile. Oggi vedo un grande problema culturale perché vedo che qualcuno si può permettere di salire in macchina anche se non è in perfette condizioni fisiche e commettere quello che è successo la settimana scorsa”.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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