“Matrimonio” finito tra Comune e Conegliano In Cima? La giunta valuta il “divorzio”. Loberto: “Morto un papa se ne fa un altro”

Patrizia Loberto
Patrizia Loberto

Il “matrimonio” tra l’associazione di commercianti Conegliano In Cima e il Comune pare essere ormai giunto al capolinea: la giunta Chies si è riunita lo scorso 13 febbraio e ha deciso di sottoporre al consiglio comunale “l’approvazione del recesso dall’associazione”.

Come ricorda il verbale della seduta di giunta, Conegliano In Cima è un’associazione pubblico-privata costituitasi nel giugno 2008. È una realtà senza fini di lucro, che ha come “scopo esclusivo la valorizzazione del sistema economico locale”, “mediante iniziative di marketing e valorizzazione dei centri commerciali naturali di Conegliano e, in generale, delle aree urbane comunali”.

Secondo quanto riportato nel documento, l’ultima assemblea dei soci, convocata dal consiglio direttivo di Conegliano In Cima, si è tenuta il 17 aprile 2019.

“Da quasi quattro anni non si è potuto dare luogo ai confronti assembleari e garantire la più ampia partecipazione dei membri dell’associazione – prosegue la giunta -, di tal modo limitando l’operato dei soci, tra cui l’amministrazione comunale”.

Pertanto, l’amministrazione è arrivata alla decisione di sottoporre al consiglio comunale il recesso da Conegliano In Cima, considerato che non ci sono “più i presupposti per continuare a far parte dell’associazione, stante la contrazione dell’attività partecipata della stessa”.

Nonostante ciò, la giunta ha chiarito nel documento che proseguirà con le proprie attività sociali, culturali e di sostegno al tessuto imprenditoriale e commerciale del territorio, “avvalendosi di altre forme di collaborazione, con enti e soggetti privati, purché siano garantiti i principi di trasparenza e partecipazione”.

La reazione di Conegliano In Cima

Di fronte a questa “richiesta di divorzio” non si è fatta attendere la reazione di Conegliano In Cima, che ha diffuso un comunicato sul tema con le parole della presidente Patrizia Loberto (in foto).

“In un momento delicato come questo, con il commercio cittadino in forte difficoltà – si legge -, ritengo sia importante mantenere la coesione delle parti per perseguire un obiettivo comune, ovvero far rifiorire la nostra città e il distretto del commercio di Conegliano”.

“Conegliano in Cima ha sempre dimostrato di voler creare sinergia e rete, collaborando in più occasioni con l’amministrazione comunale, anche nel periodo complesso del Covid, con raccolte di risorse messe poi a disposizione proprio dell’amministrazione – prosegue -. Quello che, però, tengo a sottolineare è che Conegliano in Cima rimane un ente privato che ha sì una partecipazione pubblica, ma una ben più forte connotazione associativa, con una sua autonomia che deve essere tutelata, perché ha dimostrato di poter operare in modo positivo e significativo per il bene della nostra città”.

“Il periodo Covid ha congelato molti aspetti della vita associativa che ora stanno piano piano riprendendo, verso una normalità che tutti ci auguravamo ritornasse. In merito alle motivazioni emerse dalla delibera di giunta, restiamo un po’ basiti: sono mesi che l’amministrazione lavora per sostituire la governance dell’associazione con una più ‘amica’ – continua -. Nei vari direttivi seguiti alle ultime amministrative sono sempre stati chiari e diretti nell’esprimere la loro difficoltà nel collaborare con l’attuale dirigenza, la quale si è sempre resa disponibile, al netto dei rapporti personali, per lavorare in sinergia per un bene comune: la nostra città”.

Non è passato inosservato il fatto che le ultime due edizioni del Natale coneglianese (a cui fin dal suo esordio aveva dato la propria collaborazione l’associazione di commercianti) non hanno visto Conegliano In Cima nella cabina di regia.

A margine di quanto espresso nella nota stampa, Loberto aggiunge: “Noi andiamo avanti. Quando una coppia perde il marito, non ci si chiude in casa, ma se ne trova un altro – ha commentato ironicamente -. Noi abbiamo le associazioni, gli sponsor, abbiamo un programma e l’obiettivo è quello di rimpolpare il direttivo”.

I matrimoni finiscono, amen. Ognuno si prenderà le proprie responsabilità – ha rincarato -. Vorrei ricordare che nel 2020 c’è stato il Covid nel mondo e nel 2021 non c’era un sindaco a Conegliano. Quindi, facevo l’assemblea da sola?”.

“Farò un’assemblea con i miei 85 soci, farò il mio direttivo rimpolpato. Ho molti progetti da portare a termine: se non sarà con loro, non c’è problema. Morto un papa, se ne farà un altro” chiosa Loberto.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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