Presentato il progetto “Change”: nuovi percorsi formativi nelle scuole e per gli operatori sul tema della violenza di genere

“Una sfida culturale”: così è stato presentato il progetto Change, nuova iniziativa concepita per affrontare il problema sempre più urgente della violenza di genere.

Nello specifico, si tratta di un percorso di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne.

La progettualità è stata illustrata durante una conferenza stampa oggi mercoledì in sala “Monsignor Dal Col” dell’Ulss 2, in viale Spellanzon a Conegliano.

“Vogliamo un cambiamento – è stata la premessa del direttore generale dell’azienda sanitaria Francesco Benazzi -. Siamo passati da 650 donne colpite da situazioni di violenza a 451: ancora tante donne hanno paura di parlare, per il problema della dipendenza economica o per via dei figli”.

“Abbiamo avuto casi – ha proseguito – di donne che hanno riportato soprattutto lesioni fisiche (come ematomi), e in alcuni casi queste lesioni sono rimaste permanenti. Questo è un fenomeno ancora molto presente”.

Il progetto in questione, della durata di 24 mesi, prevede un sistema di percorsi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, tramite attività di sensibilizzazione e specifici laboratori sul tema nelle scuole, dalle primarie alle secondarie di secondo grado, per un totale di 2.780 studenti, 150 docenti e 500 famiglie coinvolte.

Ma anche percorsi formativi per professionisti del settore e operatori degli sportelli per uomini maltrattanti, oltre all’apertura e al potenziamento di sportelli, in Veneto e Friuli, di supporto a percorsi di cambiamento per uomini maltrattanti.

Un’iniziativa, quindi, che intende proporre oggi il concetto di prevenzione per un futuro diverso.

L’iniziativa è guidata dalla cooperativa sociale Itaca, che coinvolge due Regioni, ovvero il Veneto con i territori di Treviso e della Sinistra Piave, e il Friuli Venezia Giulia, con le aree di Pordenone e Gorizia.

Da un punta di vista economico, il progetto è cofinanziato dalla Commissione europea per la somma di 375 mila euro, a cui aggiungere 41 mila euro da parte dei partner (tra cui AsFo, AsuGI, Ulss2, Comuni di Treviso e Pordenone, Centro di ascolto uomini maltrattanti, Fondazione di Comunità Sinistra Piave, Ires Fvg, Aps L’Istrice, Relive, cooperativa sociale “Una casa per l’uomo”, European network for the work with perpetrators of domestic violence), per la somma complessiva di oltre 417 mila euro.

“Varie esperienze tra pubblico e privato hanno consentito un approccio multidisciplinare – ha osservato Willy Mazzer della cooperativa Itaca -. Si tratta di sperimentare per capitalizzare al meglio le diverse esperienze”.

Presenti alla conferenza stampa anche Gloria Tessarolo e Gaia Maschio, assessori ai Servizi sociali dei Comuni di Treviso e Conegliano.

“Questo è un progetto interregionale di grande qualità, – ha affermato il consigliere regionale Sonia Brescacin – che abbiamo accolto positivamente, perché dimostra attenzione sull’agire ancora di più in merito al tema degli uomini maltrattanti”.

“Fondazione di Comunità è partner convinto di questo programma – ha affermato il presidente Loris Balliana -. Continua il nostro impegno su questa tematica e insieme possiamo fare ancora di più”.

Nel corso della conferenza stampa è stato inoltre ricordato Andrea Zanolla, mancato lo scorso anno, che si è occupato della progettazione dell’iniziativa.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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