Quattro classi in quarantena e cinque in dad precauzionale, provvedimenti al Cerletti prima della zona rossa. Morgan: “Evitiamo eventuali focolai”

Sono circa 170 gli studenti della Scuola enologica Cerletti per i quali il regime di quarantena e di dad precauzionale era scattato prima dell’entrata in zona rossa: come ha spiegato la preside Mariagrazia Morgan, quattro classi finiranno la quarantena il prossimo 26 marzo, mentre per altre cinque era già stata scelto un regime precauzionale di didattica a distanza programmato per questa settimana.

Tra il 9 e il 13 marzo ci siamo resi conto di quanto il virus, anche a causa delle varianti in circolo, viaggiasse molto velocemente: abbiamo toccato con mano la questione. – ha spiegato la preside Morgan – Per questo, considerata la particolarità della nostra scuola che dispone anche di un convitto, oltre alla quarantene concordate con il Dipartimento di Prevenzione nel caso di uno o più positivi in una classe, fin da subito ho voluto mettere a regime di dad precauzionale quelle classi dove ci fossero degli studenti con dei genitori risultati positivi. Tutto ciò anche per preservare la salute dei docenti che sono stati in quelle classi”.

“Questo proprio per evitare che si sviluppasse un focolaio nella nostra scuola e in particolare nel nostro convitto: non ce lo possiamo permettere. – ha proseguito la preside – Tutto l’iter è stato seguito a stretto contatto con il Dipartimento di Prevenzione: a tal proposito voglio rivolgere un sentito ringraziamento alla dottoressa Luana Cibin“.

A partire dal prossimo lunedì 22 marzo, inoltre, la preside ha specificato come potranno tornare a frequentare le lezioni in presenza i convittori o gli studenti che presentano particolari disabilità.

Al momento non sarebbero giunte particolari richieste o proteste in merito alle situazioni adottate: solamente due convittori, che sono anche degli atleti, avrebbero richiesto la possibilità di proseguire i propri allenamenti di corsa a piedi o in bicicletta, ottenendo il consenso da parte della dirigente, trattandosi di attività da condurre in solitaria.

Ma come sta affrontando il Cerletti questo particolare momento in zona rossa?

“Sinceramente c’è un po’ di sconforto generale: attendevamo l’arrivo dei vaccini. – ha spiegato Mariagrazia Morgan – Speriamo che questo sia davvero l’ultimo sforzo”.

Per noi questa situazione è particolarmente penalizzante, perché abbiamo anche i laboratori che devono essere condotti in presenza, ma la salute viene prima di tutto. – ha aggiunto la preside – L’augurio è quello di poter rientrare dopo Pasqua, con un po’ di didattica in presenza, anche se credo che questo protrarsi della dad inevitabilmente andrà a produrre delle lacune”.

Ma non c’è soltanto l’aspetto scolastico a preoccupare, bensì anche quello sociale e relazionale, visto lo stop a contatti e a ogni tipo di convivialità.

La gran parte degli studenti ha bisogno di socialità, perché fa parte di ognuno di noi. – ha dichiarato Mariagrazia Morgan – Gli studenti ci mancano tanto e, onestamente, durante la mattina era meglio sentire la confusione che c’era prima“.

Nel frattempo, il dirigente scolastico ha spiegato come la scuola sia provvista di alcuni strumenti di sanificazione degli ambienti, mentre è stato istituito un “numero Covid” del Cerletti, attivo sette giorni su sette per le segnalazioni da parte della famiglie e del personale.

A questo numero risponde il coordinatore del convitto, Massimiliano Potenza che, come riportato dalla stessa Mariagrazia Morgan, “sta facendo da mesi un lavoro puntuale e prezioso, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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