Stasera luci accese e sipario alzato al Teatro Accademia di Conegliano: “Senza cultura ci sentiamo un po’ vuoti”

Luci accese e sipario alzato: è il gesto simbolico programmato per la serata di oggi, lunedì 22 febbraio, al Teatro Accademia di Conegliano.

Un modo per chiedere al Governo di riporre una certa attenzione a tutto il comparto dello spettacolo, tra i più colpiti dalla pandemia, e di assicurare una ripartenza con una riapertura al pubblico, promuovendo degli accessi contingentati.

In realtà l’iniziativa è stata organizzata a livello nazionale e prende il nome di “Facciamo luce sul teatro”: a promuoverla Unita, ovvero l’Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo.

Nel caso dell’Accademia, inoltre, quanto avverrà stasera sarà anche un modo per chiedere al Comune un supporto per il prosieguo di un’attività ferma da tempo.

Il celebre teatro di piazza Cima, infatti, è chiuso da ben un anno, da quel 24 febbraio in cui era apparso difficile poter programmare il cartellone degli spettacoli, a causa delle difficoltà provocate dalla pandemia di Covid-19, che all’epoca si trovava al suo stadio iniziale.

A distanza di mesi, ovvero lo scorso ottobre, era spuntato l’avviso “Chiuso fino a tempo indeterminato” sul sito del teatro, comunicando come purtroppo non fosse ancora giunto il momento per riaprire i battenti (qui l’articolo).

L’iniziativa di stasera andrà a coinvolgere anche i cittadini o gli appassionati di teatro, chiamati a dedicare una frase, un pensiero, una foto oppure un piccolo messaggio a sostegno del teatro, anche se non potranno entrarci fisicamente a causa delle misure di sicurezza.

Ma il contributo di tutti servirà a rendere chiaro l’appello al Governo, affinché dedichi maggiore attenzione al mondo dello spettacolo, come hanno ribadito Fabrizio Lante e Giorgio Fabris, ovvero gli amministratori di Accademia srl, società chiamata a occuparsi della gestione dello stesso teatro Accademia.

Un appello sorto alla luce del “recente alleggerimento delle misure preventive in altri settori”.

“Senza la cultura che ci aiuti a vivere e a godere della bellezza, ci sentiamo tutti un po’ più vuoti. – hanno ammesso Lante e Fabris – Crediamo giusto che questi luoghi tornino finalmente a essere ciò che sono sempre stati, ovvero piazze aperte sulla città e soprattutto motori psichici dell’intera comunità“.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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