Ulss2 e territorio uniti contro l’arresto cardiaco: ieri sera il convegno al “Dina Orsi” di Conegliano

Prevenzione, reattività di fronte all’emergenza e cura post-infarto: questi i concetti ribaditi più volte nel corso del convegno (nelle foto) tenutosi nella serata di ieri, lunedì 15 aprile, all’auditorium “Dina Orsi” di Conegliano e dedicato ad aspetti pratico-tecnici legati all’arresto cardiaco. Apparentemente concetti noti, ma in realtà messi poco in pratica, come hanno sottolineato gli stessi medici e operatori del distretto sanitario.

“Si sta lavorando nella logica dell’emergenza ospedaliera, ma la volontà è quella di migliorare sempre di più, grazie all’utilizzo dei defibrillatori, riducendo l’incidenza dell’arresto cardiaco. – ha dichiarato Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss2 – La necessità è quella di dare una risposta ai cittadini”.

Un appuntamento, quello di ieri sera, che non ha riunito soltanto gli specialisti del settore, ma i cittadini stessi, desiderosi di capire il comportamento più idoneo da adottare in casi di emergenza, dove risulta più facile farsi sopraffare dall’ansia. Ma è stata, inoltre, l’occasione per ricordare Dario Dall’Anese (nelle foto in basso), noto avvocato e presidente del Calcio Conegliano 1907, scomparso a soli 47 anni (qui l’articolo).

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Come hanno illustrato i diversi relatori, l’arresto cardiaco può essere provocato da fattori di rischio non modificabili, come l’ereditarietà genetica, o da cause modificabili, ovvero il fumo, l’ipertensione arteriosa, il diabete, il sovrappeso, la sedentarietà e lo stress. E il medico ha oggi l’opportunità di calcolare il fattore di rischio del paziente, tramite le cosiddette “carte di rischio”, utili a circoscrivere lo stato generale di salute dell’individuo.

La frenesia quotidiana spesso induce la popolazione a non osservare queste modalità di prevenzione, sfalsando quello che dovrebbe essere uno stile di vita equilibrato. Tuttavia, la sola dieta mediterranea, unita a un percorso giornaliero a piedi di circa 10 mila passi, abbassa il rischio di mortalità da arresto cardiaco.

Arresto cardiaco contro il quale risulta essenziale intervenire nei primi 5 minuti per avere, così, una possibile reversibilità della condizione clinica della persona. In Italia, circa il 10, 2 percento dei decessi sono delle morti improvvise, mentre la fibrillazione ventricolare e l’aritmia sono le cause più diffuse di scomparsa.

Nel solo reparto di Cardiologia di Conegliano – composto da 18 medici e 80 infermieri – solo nel 2018 sono state quasi 7 mila le visite mediche svolte. Numeri che hanno fatto riflettere relatori e pubblico sulla necessità di adottare tutte le misure possibili – sia tecniche che qualitative in termini di stile di vita – per contrastare il rischio di arresto cardiaco. A tal proposito sono stati presentati due progetti pilota, pensati per la città di Conegliano: si tratta del servizio di counseling post-infarto – proposto dall’associazione Amici del Cuore Conegliano-Veneto, in collaborazione con l’Ulss2 – e l’installazione di 10 defibrillatori nelle zone a più alta densità dell’area urbana – frutto di una convenzione tra distretto sanitario e Comune di Conegliano.

Nel primo caso, si tratta dell’offerta di indicazioni utili per condurre uno stile di vita equilibrato dopo l’infarto: il paziente viene posto in una condizione di consapevolezza di quanto gli è accaduto, per far sì che possa seguire con attenzione la terapia farmacologica somministrata e capire quelle che sono le attività per lui ancora possibili da compiere.

Grazie all’utilizzo dei defibrillatori automatici, la sopravvivenza ha visto un certo incremento: se si interviene entro i primi 5 minuti dall’arresto, il tasso di sopravvivenza sale fino al 74 percento e si evita il blocco della circolazione sanguigna, causa di possibili conseguenze irreversibili. Per questo, di fronte a una persona colta da arresto cardiaco è fondamentale chiamare subito il 118: durante l’arrivo dei soccorsi, gli operatori possono istruire sulle manovre da compiere per una prima fase di rianimazione.

Il mancato soccorso, infatti, è un reato penale e, nel caso della pratica di una manovra errata, il danno provocato viene depenalizzato, in quanto considerato necessario per agire contro l’emergenza in corso.

A Conegliano, c’è il progetto di installare 10 defibrillatori nei luoghi di maggiore frequentazione, muniti da una teca termoregolata, che saranno geolocalizzati grazie a un’apposita app: al momento ne sono disponibili già 6, visto il contributo dell’associazione Amici del Cuore, di Banca Mediolanum e dei club Rotary, Soroptimist e Inner Wheel dell’area di Conegliano-Vittorio Veneto. Ma, chi volesse contribuire all’acquisto degli apparecchi restanti può contattare l’assessore Sonia Colombari.

“I pazienti devono arrivare in ospedale nelle migliori condizioni possibili – ha ribadito Michelangelo Salemi, direttore del dipartimento Funzione ospedaliera del Distretto di Pieve di Soligo – ed è importante che la comunità abbia gli strumenti giusti in questo senso”.

“Fare rete tramite la cultura del dono, lavorando tutti in rete”, è stato il messaggio lanciato invece dall’assessore alle Politiche sociali per il Comune di Conegliano Sonia Colombari.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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