Un anno di Chies bis, il Pd pungola la giunta: “Ex Zanussi, serve progetto interamente condiviso. Disagio giovanile, le forze dell’ordine non bastano”

A quasi un anno dall’insediamento della seconda giunta del sindaco Fabio Chies – favorito dall’appoggio fornito dal Partito Democratico nel ballottaggio contro l’altro candidato di centrodestra Piero Garbellotto – la segreteria e il circolo coneglianese del Pd si interrogano “su quali siano ad oggi le aperture di questa amministrazione al nostro elettorato e soprattutto quali siano state finora le risposte concrete alle problematiche sociali e urbanistiche che interessano in modo particolare i nostri concittadini”.

Lo afferma in una nota il segretario coneglianese dei Dem Roberto Dall’Acqua, subito dopo avere sottolineato che “l’insediamento di questa amministrazione è stato possibile grazie anche alla preferenza elettorale espressa dal nostro schieramento. Sono giorni di scelte importanti per la comunità ed è per questo che desideriamo offrire e condividere il nostro pensiero su alcuni temi di attualità cittadina senza avere la presunzione di affrontarli tutti o che alcuni siano più meritori di altri, ma desiderando solo stimolare una più ampia riflessione a tutti i livelli”.

Andando a leggere il pensiero di Dall’Acqua si scopre che gli argomenti sui quali riflettere non sono pochi: “Un’importante questione – afferma il segretario del Pd – è quella del recupero dell’area ex Zoppas a fronte dell’acquisizione dei privati. Il nostro partito ha da sempre chiesto uno sviluppo sostenibile che valorizzi il verde, i luoghi di aggregazione e di servizio alla cittadinanza in un equilibrio che tenga conto dei vari attori e fattori in gioco: abbiamo letto di ammiccamenti che potrebbero preludere solo a concessioni urbanistiche nell’interesse di coloro che avrebbero sostenuto importanti esborsi per acquistare i terreni. Invitiamo l’amministrazione a smentire con chiarezza ogni iniziativa che non sia espressione di un progetto fin dall’inizio condiviso e concordato con tutta la cittadinanza sull’intera area”.

Il Partito Democratico interroga, inoltre, la maggioranza “anche sulle politiche per la disabilità e sul “Dopo di Noi”. Con il PNRR si sarebbero potuti riprendere per mano i progetti della cosiddetta cittadella socio assistenziale di viale Spellanzon. Mi riferisco anzitutto al progetto, mai pienamente decollato, di “Casa Bidoli”. L’idea di recuperare il fabbricato distribuito su sei piani, che sorge sul lato ovest di Casa Fenzi. Solo una parte, i primi due piani, ospitano ora il Centro occupazione diurno. A Conegliano non esistono comunità alloggio per disabili, che sono invece collocate in altri Comuni dell’ambito. Riteniamo quindi doveroso che sia dato un segnale concreto di accoglienza dei concittadini meno fortunati,  prevedendo anche in città strutture atte ad accogliere gli adulti con disabilità. Si tratta di piccole unità abitative condivise, immaginate nel contesto di progetti per l’autonomia delle persone con disabilità e di sostegno alle famiglie e ai genitori più anziani. Un sostegno di prossimità per il “durante noi” e il “dopo di noi “, insomma, anche per i nostri concittadini, che altrimenti dovranno trasferirsi li ove esistono già comunità residenziali e presto speriamo anche gruppi appartamento: Vittorio Veneto, Susegana e Quartier del Piave”.

Dall’Acqua afferma che circolo e segreteria del Pd hanno “appreso con stupore che l’amministrazione di Conegliano, che è anche ente capofila ed attuatore del PNRR per tutto l’ambito dei 28 Comuni del distretto Ulss, intenderebbe avviare un insediamento sociale per anziani non autosufficienti in una zona che ci sembra del tutto inappropriata (via Cacciatori delle Alpi ex case popolari?). A nostro avviso l’idea senz’altro meritoria del cohousing o di piccoli servizi abitativi per anziani rischia l’insuccesso se collocata in zone non adatte, e peraltro senza alcun coordinamento con i servizi esistenti”.

Tra gli “interrogativi” del Pd non manca l’ordine pubblico, argomento che tanto ha fatto discutere in questo primo anno di Chies bis: “Un ulteriore punto di interesse da affrontare con coraggio e con una visione differente da quelle fin qui adottate è il problema del disagio giovanile, affiancando alle Forze dell’ordine progetti educativi e culturali che coinvolgano anche i Comuni contermini essendo Conegliano un luogo di ritrovo e di riferimento per moltissimi giovani, tra cui le cosiddette seconde generazioni. Riteniamo infatti che gli episodi di violenza giovanile consumatisi in città impongano una analisi e interventi educativi che permettano di discernere fenomeni prettamente criminali dal substrato di disagio ed emarginazione. Solo individuando i reali bisogni possiamo individuare, tutti assieme, le migliori forme di superamento dello status quo”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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