Soligo, nessun positivo all’Ipab “Bon Bozzolla”: intervista al direttore Eddi Frezza e al presidente Giuseppe Bubola

 

Com’è noto nelle residenze per anziani “Botteselle” di Col San Martino e “Bon Bozzolla” di Soligo tutti gli ospiti e il personale sono risultati negativi al Covid-19 (qui l’articolo).

Una notizia positiva che li accomuna al 74 per cento delle case di ripose venete, come comunicato lunedì scorso dall’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin (qui l’articolo)

 
Alla luce di ciò, in un’intervista rilasciata dal direttore Eddi Frezza e dal presidente Giuseppe Bubola, Qdpnews.it ha fatto il punto sull’approccio all’emergenza intrapreso fin dall’inizio dall’Ipab “Bon Bozzolla” di Soligo.
 
“Fin dal 24 febbraio abbiamo limitato l’accesso agli ospiti disponendo due fasce orarie, tra mattina e pomeriggio – afferma il direttore Frezza -, e poi abbiamo chiuso l’accesso alla struttura a familiari e fornitori”.

“Dal 29 febbraio – prosegue Frezza – abbiamo fornito i dispositivi di protezione individuale (dpi) al personale ed abbiamo dato loro tutte le indicazioni per il corretto utilizzo a tutela degli ospiti. A seguire abbiamo adottato provvedimenti sempre più restrittivi, fino alla sanificazione dell’intera struttura, compresi Casa Cardani e gli uffici, che abbiamo affidato ad una ditta specializzata dopo aver fatto i tamponi ad ospiti e dipendenti”.

 
La comunità esterna ha risposto con soddisfazione al fatto che, finora, l’istituto è immune da qualsiasi contagio – sottolinea il presidente Bubola -. Questa forma di soddisfazione, però, non deve essere considerata un risultato ma uno step, dovuto certamente alla professionalità dei dipendenti ed alla pazienza e alla comprensione dei familiari di non poter incontrare i loro cari. Loro sono il nostro anello forte”. 
 
“L’anello debole è il fattore-fortuna che, al momento, ha fatto sì che il Bon Bozzolla sia risultato immune al contagio – prosegue Bubola -. Questo non significa che le case di riposo dove si sono verificati forme virali forti e decessi siano stati meno bravi di noi. Useremo ancora cautela perchè il virus ha colpito la fascia d’età più vulnerabile della nostra società”.

“E’ certamente positivo che la maggioranza delle strutture venete sia risultata immune al virus – conclude il presidente del Bon Bozzolla – ma, secondo la mia impressione, non sono stati presi in considerazione tempestivamente i reali rischi che potevano scaturire all’interno delle case di riposo. Dispiace soprattutto che in alcune strutture lo Stato, invece di sostenerle, abbia “sgunzagliato” la magistratura nelle corsie dei reparti“.

 
Al di là dell’aspetto puramente sanitario, non si può non tener conto dei tanti gesti di solidarietà da parte della comunità e dei momenti di serenità vissuti comunque all’interno di molte residenze per anziani. Il “Bon Bozzolla” di Soligo non è stato da meno.

Il primo episodio positivo è stato l’utilizzo dei sistemi di comunicazione a distanza per gli ospiti – ricorda il direttore Frezza -, che tramite tablet e smartphone hanno vissuto molti momenti di gioia dopo giorni in cui non vedevano i loro familiari”.

Un altro aspetto importante, in questo periodo difficile, è che abbiamo ricevuto tanti attestati di riconoscenza dal territorio – prosegue Frezza -, oltre a donazioni di due tablet, focacce, torte gelato, pizze da parte di attività del territorio”.

“Un riconoscimento al lavoro svolto con professionalità dagli operatori, che ringrazio per aver rispettato con attenzione le indicazioni che la direzione ha dato per la tutela loro e degli ospiti dell’istituto” conclude il direttore dell’Ipab “Bon Bozzolla”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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