Un centro climatologico sulle colline di Collagù. Storia di un osservatorio

Il vecchio osservatorio di Collagù

Nella cima del Collagù si erge, nascosta tra gli arbusti, una vecchia struttura, si tratta di un vecchio osservatorio, da anni in disuso. Ma qual è stata la sua storia e la sua funzione in passato?

La storia dell’osservatorio

Per iniziativa del comm. Giulio Bottari de Castello sorse sulla cima del Collagù un osservatorio di climatologia collinare.

La struttura fu progettata e organizzata nel 1937 dal prof. ing. Agostino Puppo, allora direttore dell’osservatorio meteorologico di Conegliano, che ha così sintetizzato le finalità dell’istituto.

“Tale osservatorio costituirà il fulcro di ricerche di climatologia pura e applicata, consentirà all’agronomo, al biologo, al patologo, di effettuare esperienze fertili di risultati. Soprattutto colmerà una lacuna grave nelle nostre conoscenze, perchè, mentre una ingente massa di lavoro è stata svolta nei riflessi dei climi montani o marini, lo studio del clima collinare è stato finora, specialmente dal punto di vista applicativo, particolarmente negletto (…) Dal punto di vista della climatologia pura, l’osservatorio consentirà di effettuare studi di alto interesse. Infatti, poiché quest’ultimo sorgerà a una decina di chilometri dall’osservatorio di Conegliano, in piena efficienza, e le ricerche nelle due stazioni verranno condotte con identità di metodo, sarà possibile porre in rilievo, attraverso un esame differenziale quantitativo, le variazioni degli elementi del clima, in particolare la radiazione solare, tra la fascia pedemontana e la collina” (Puppo 1937).

L’osservatorio permise di integrare gli studi iniziati a Conegliano relativi a quei venti locali compressi, con le caratteristiche di foehn, che tanto pesano sull’andamento dell’umidità dell’aria e sulla formazione delle rugiade e delle brine.

Fin dall’inizio fu dotato di adeguati strumenti e fu in grado di fornire una tavola completa delle condizioni climatiche delle località.

Furono sistematicamente determinate le precipitazioni (pluviometro), la temperatura e l’umidità dell’aria (psicromentro, termografo, igrografo), la pressione atmosferica (barometro, barografo), la velocità e direzione del vento (anemografo).

“Per lo studio della radiazione solare fu installato un solarimetro registratore Gorczynski dello stesso tipo di quelli allora installati negli osservatori di Conegliano, Rovigo, Trieste, Venezia, Ghiacciaio del Forno nel Gruppo nell’Ortles-Cevedale” (Puppo 1937).

La prima pietra fu posta il 17 agosto 1937, la costruzione fu affidata all’imprenditore farrese Domenico Francesconi.

L’osservatorio rimase in funzione fino all’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale; l’attività fu sospesa durante la guerra di resistenza e riprese, per qualche anno, nel dopoguerra.

I dati raccolti in loco venivano elaborati all’Istituto di Climatologia Collinare di Venezia.

(Fonte: Soligo e la sua Gente).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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