L’eleganza non è una moda: come sono cambiate le buone maniere dettate dal Galateo dal ‘500 a oggi

 

Bon ton, etichetta, Galateo… che cosa si intende veramente quando parliamo di Galateo? L’esperta Giuliana Meneghetti fa chiarezza su un tema che spesso associamo a rigide pratiche in disuso o superate. 

“Il Galateo sono le buone maniere che usiamo per accogliere gli altri, che ci permettono di essere attenti e rispettosi della sensibilità altrui, delle loro professioni e delle situazioni che ci troviamo ad affrontare – spiega – In altre parole, il Galateo insegna come stare in società”.

L’educazione al giorno d’oggi significa interagire senza ferire o invadere negativamente la sfera personale di chi abbiamo di fronte, e questo è possibile tramite una forma di comunicazione che esprima correttamente il nostro pensiero e i nostri sentimenti. 

Ciò che è vero è che le buone maniere non sono statiche, e se guardiamo al passato alcune ci possono sembrare del tutto fuori luogo: questo perché cambiano come cambiano i tempi e la cultura, evolvendo di pari passo.

Il più famoso, ma forse non il primo Galateo conosciuto, è quello di Monsignor Giovanni Della Casa, che lo scrisse a metà ‘500 negli spazi dell’’abbazia benedettina di Sant’Eustachio a Nervesa della Battaglia per correggere degli usi comuni che oggi riterremmo grezzi e inopportuni.

Della Casa non si fermò a questo e dettò anche una serie di prescrizioni volte a definire l’eleganza dei modi e la raffinatezza dei luoghi così da creare una completezza d’immagine che si concretizzò nella formalità francese del ‘700, poi diffusa in tutta Europa. 

Il nome Galateo deriva dal nome latino di Galeazzo Florimonte, colui che suggerì a Della Casa di stilare un codice comportamentale utile nelle occasioni formali ma anche nelle più umili.

“Conoscere le buone maniere e saperle usare in ogni circostanza, fa bene a noi e alla nostra autostima” continua Meneghetti, che sottolinea come chi sa comportarsi in società riesce a concentrarsi sul proprio ospite senza doversi preoccupare di essere più o meno opportuno: “L’eleganza non è una moda. È un modo di agire non alla leggera, ma con leggerezza”.

 

(Fonte: Alice Zaccaron © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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