Giovani imprenditori di successo nella Marca: la visione di Filippo Polegato (Astoria) dalle esperienze all’estero alle sfide della sostenibilità

Un giovane può gestire imprese di successo nell’Alta Marca Trevigiana? Secondo Filippo Polegato, amministratore delegato di Astoria Wines, questo è possibile, sempre che sia data loro una reale possibilità di sviluppare i propri talenti, le idee e la personalità.

Questo spesso non viene fatto e a ciò si aggiunge la difficoltà di trasmettere alle nuove generazioni l’importanza del sacrificio, della gavetta e di un assunto che in questo mondo iperconnesso e super veloce sembra essere anacronistico: “il successo si ottiene con il tempo e non è possibile avere tutto subito”.

Astoria Wines, celebre azienda vitivinicola guidata da Paolo e Filippo Polegato, è nata nel 1987 dalla passione di una storica famiglia di viticoltori e oggi è il primo vinificatore privato del Conegliano-Valdobbiadene Docg con vini celebrati dai più importanti concorsi enologici.

L’azienda trevigiana ha saputo interpretare le sfide della sostenibilità ambientale per venire incontro alle esigenze di una clientela e di un mercato sempre più attenti all’impatto ambientale e all’aspetto etico di ogni tipo di produzione.

A questo ha saputo affiancare un investimento continuo nell’innovazione, un’attenzione al design, sempre molto ricercato, e alla comunicazione intesa non solo come volontà di pubblicizzare un prodotto ma soprattutto come capacità di raccontare un territorio, valorizzando le sue peculiarità con l’obiettivo di trasmettere un’emozione.

Ai microfoni del Quotidiano del Piave Filippo ha sottolineato l’importanza per un giovane di fare esperienze all’estero allo scopo di portare nella propria terra il bagaglio di conoscenze acquisite da riadattare alle esigenze e alle specificità del territorio dal quale si proviene.

“Sicuramente la formazione di un ragazzo all’estero – spiega Polegato -, per poi rientrare nella propria azienda o ritornare nelle zone nelle quali una persona è nata, secondo me è fondamentale. Avere un’apertura mentale è decisivo perché viviamo in un mondo sempre più connesso e interconnesso. Ben vengano più esperienze all’estero: se uno ha la possibilità di girare in più Stati è giusto farlo. È importante conoscere le varie culture, usanze, prassi e strategie perché questi fattori possono essere utili anche per sviluppare il proprio business. È interessante anche vedere come vengono divulgate certe esperienze, analizzando come le altre nazioni curano la comunicazione”.

“Bisogna avere l’intelligenza di capire quali aspetti possono essere interessanti per calarli nel contesto della propria azienda – continua – Girare il mondo e fare nuove esperienze, non solo nel momento della formazione ma in continuazione, è certamente uno dei punti più importanti per essere sempre più competitivi nei mercati internazionali. Quando si parla di sostenibilità ambientale non va sottovalutato quello che possiamo fare tutti noi nel nostro piccolo. È vero che un ruolo di prim’ordine ce l’hanno le aziende, anche dal punto di vista comunicativo, però nel nostro quotidiano tutti dovremmo cercare di essere attenti a fare tutto quello che è possibile per preservare il nostro ecosistema”.

“Diversi anni fa Astoria ha fatto il primo passo nella direzione della sostenibilità ambientale – prosegue – Siamo stati la prima azienda della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ad avere e comunicare la certificazione S.Q.N.P.I. (Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata). Ad oggi siamo arrivati all’80% dei nostri conferitori che hanno questa certificazione, che prevede tutta una serie di regole a favore della tutela ambientale. Da poco abbiamo aperto un polo logistico di 6.500 metri quadrati, nella nostra sede di Crocetta del Montello, nel quale è stato installato un impianto fotovoltaico da 500 kilowatt”.

Entro la fine dell’anno – precisa – abbiamo in previsione un nuovo investimento di altri 300 kilowatt per arrivare al 30-35% di energia prodotta da fonti rinnovabili (il nostro obiettivo è quello di arrivare almeno al 70%). Noi in Italia abbiamo 160 agenti e immaginate la mole di carta che può servire per tutti i processi aziendali: il primo passo è stato quello di dare ai nostri agenti un’applicazione con tutti i dati di cui hanno bisogno, iniziando in questo modo un processo di abolizione della carta all’interno dell’azienda”.

“L’ultimo passaggio – conclude -, che sicuramente presenta delle difficoltà significative, è quello di arrivare ad un packaging (imballaggio o l’imbottigliamento dei prodotti) con materiali riciclati o comunque a basso impatto ambientale. Il nostro prodotto ha un rapporto qualità prezzo molto importante da mantenere e oggigiorno certi materiali a basso impatto ambientale sono ancora fuori mercato per il nostro settore. In ogni caso, abbiamo intrapreso questo percorso di innovazione per la nostra azienda che proseguirà anche in futuro e verrà rafforzato”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati