La Regione perde anche la terza causa. Marin a Zaia: “Se De Berti fosse un mio assessore, le toglierei le deleghe”

Il sindaco di San Zenone degli Ezzelini, Fabio Marin

Il Comune di San Zenone degli Ezzelini da una parte, la Regione del Veneto dall’altra: in mezzo, i cittadini, un centro da riqualificare (con urgenza) e una somma promessa che, dopo tutti questi anni di inflazioni e modifiche, è arrivata a ben cinque milioni e mezzo di euro (dai 4 dei primi tempi).

Il commento del sindaco Fabio Marin – video: Luca Vecellio

Tra diffide, tre cause (una, la prima, del Comune e altre due della Regione), ricorsi al TAR e appuntamenti mai concessi, quella dell’opera promessa a San Zenone è una storia che si trascina da ormai oltre dodici anni, da quando era stato promesso – in cambio delle condizioni imposte dalla SPV e dal suo cantiere – il rifacimento e la messa in sicurezza della viabilità che attraversa il paese.

Secondo il sindaco Fabio Marin, a fianco all’avvocato Zoccarato, e che punta il dito in particolare contro la vicepresidente Elisa De Berti, la vicenda non si risolverebbe per motivi politici o, addirittura – dopo tutti questi anni – per un presunto “risentimento personale”. Ieri pomeriggio la Regione ha dovuto prendere atto, nuovamente, di un’altra sconfitta.

Alla conferenza di oggi, nel suo ufficio, il primo cittadino ha ribadito il percorso che ha portato a quest’ennesima causa: dalla prima diffida alla prima causa per il silenzio della Regione, dal ricorso al TAR alla sconfitta in Consiglio di Stato, fino alla sentenza e alla convocazione dell’approvazione delle linee del progetto. Così recentemente la Regione ha inviato l’ennesimo ricorso, che però subito viene giudicato “inammissibile”.

“La vicepresidente De Berti ci ha chiuso di nuovo tutte le porte in faccia, dicendo che ha altre priorità, ma la sentenza è chiara – commenta il sindaco Marin –. Sono stato anche alla conferenza stampa sulla Via Del Mare e ho parlato con altri sindaci che hanno un problema simile. Prima eravamo disposti anche a cercare una soluzione che risolvesse il problema, ma ora non faremo nessuno sconto: prima o poi dovranno darci 5,5 milioni”.

Un aspetto significativo, secondo l’avvocato Stefano Zoccarato, è che – nonostante la tripla sentenza da sconfitti – “il piano dei lavori della Regione nei prossimi sei anni non prevede alcun cantiere; quindi, pare che non vi sia proprio la volontà di effettuare questi lavori”. Così l’avvocato aggiunge: “Per questo chiederemo anche un danno risarcitorio, perché secondo noi è evidente che la Regione in questo caso non sta esercitando il potere in modo corretto.

Aggiungo che non tutti i ricorsi devono per forza arrivare alla fine, anzi: dovrebbe sussistere il principio di leale collaborazione tra le istituzioni, lasciando stare la politica e concentrandosi piuttosto sul bisogno dei cittadini. “Zaia ci ha sempre rimandato alla vicepresidente De Berti – conclude il sindaco Marin – quindi l’appello è questo: non si possono buttare via i soldi dei contribuenti. Se la De Berti fosse un mio assessore le avrei già rimosso le deleghe”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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