Un weekend di visite guidate straordinarie al campanile ristrutturato

Il campanile di Colle Umberto

Per Colle Umberto si preannuncia un fine settimana storico, caratterizzato da un evento straordinario. Sabato 20 e domenica 21 gennaio sarà possibile visitare il campanile della chiesa di San Tomaso fino alla cella campanaria, con le seguenti modalità: sabato 20 dalle ore 14 alle 16.30, domenica 21 dalle 9 alle ore 13, con turni ogni 30 minuti di gruppi di 5 persone.

La possibilità è straordinaria per almeno un paio di ragioni: la prima è che finora non era dato a chiunque lo richiedesse di poter accedere alla torre campanaria. Il campanile è stato oggetto di un recente intervento di ammodernamento. La conclusione dei lavori è stata benedetta nel pomeriggio della Madonna Immacolata dal vescovo di Vittorio Veneto monsignor Corrado Pizziolo, in una cerimonia solenne e pubblica, che ha coinvolto l’intera comunità, fra gli altri con gli interventi del parroco don Arnaldo Zambenedetti e del sindaco Sebastiano Coletti.

La possibilità, ora, di entrare dentro al campanile per raggiungere la cima della torre campanaria consentirà ai pochi fortunati che si sono prenotati di vedere da vicino la bellezza delle mura, delle scale in legno, della cupola interna, delle campane, di godere di un panorama mozzafiato a 360 gradi, dalle Prealpi al mare, confidando in una bella giornata baciata dal sole e con visuale limpida.

La seconda ragione è data dalla presenza, in entrambe le giornate, dell’architetto Monia Minetto nel gruppo di volontari che si alterneranno ogni mezz’ora ad accompagnare i gruppi di cinque persone in visita. Giova ricordare che i lavori del restauro conservativo che hanno interessato il campanile di Colle Umberto portano la firma per la progettazione e l’esecuzione dei lavori degli architetti Monia Minetto e Paola Silvestrini, dell’ingegnere Natale Gatti, del perito industriale Ivo Armellin, dell’impresa edile Lorenzon srl con i restauratori Pierluigi Sanzovo e Sonia Tadiotto, Comin snc e C&G Siatremi Srl.

«Abbiamo pensato con l’impresa edile Lorenzon – racconta Minetto – di consentire l’accesso al campanile fino alla cella delle campane. Facciamo salire al massimo gruppi di cinque persone alla volta, accompagnati, perché in cima alla cella lo spazio è poco. Per dare modo a chi lo desidera di salire, di vedere le campane, di vedere il panorama, di fare alcune foto. Qualora ci fossero tante richieste valuteremo di ripeterlo in un altro fine settimana».

«Una volta all’interno – illustra – si tratterà di salire lungo la scala in legno che è fissata sulle mura interne. Tra un solaio e l’altro ci sono 21 metri d’altezza da superare, come fossero sette piani di un edificio. Ci saremo io, l’impresario Andrea Lorenzon e altre due persone nell’alternarci in questo servizio».

«All’ingresso della torre campanaria – spiega l’architetto – verranno posizionati i pannelli della mostra, che sono stati esposti per qualche settimana nella chiesa. Così sarà possibile abbinare quanto è raccontato attraverso i pannelli con quanto si andrà a vedere direttamente con i propri occhi all’interno della torre».

Cosa consiglia ai partecipanti?

«Le previsioni meteo ci raccontano che potrebbero essere giorni freddissimi. Ho suggerito ai partecipanti di indossare scarpe comode, di vestirsi bene, con un berretto, guanti e sciarpa, perché su c’è sempre tanta aria, con un abbigliamento da montagna, non troppo ingombrante. Ci saranno bambini, adulti e anziani. Mezz’ora è il tempo giusto per salire con calma, stare qualche minuto su, fare delle foto e poi ridiscendere. Abbiamo deciso di fare un gruppo di cinque persone più l’accompagnatore perché nella cella delle campane lo spazio è occupato dalle campane, che naturalmente saranno bloccate e ferme. Bisogna entrare e infilarsi fra la campana e la struttura».

A fronte di una spesa complessiva per i lavori di ristrutturazione di 370 mila euro, ci sono state le seguenti entrate: 150 mila euro dalla Cei, 45 mila dal Comune di Colle Umberto, 20 mila dalla Banca Prealpi SanBiagio, 20 mila dal bonus facciate (impresa Lorenzon), 50 mila dalla disponibilità della parrocchia, 6.711 dalle raccolte fondi, 16/17 mila da donazioni che stanno pervenendo anche negli ultimi giorni. Il debito a carico della parrocchia ammonta a 61 mila euro. Come pensate di proseguire per ridurre il debito? «Per la raccolta fondi – conferma Minetto – ci restano 61 mila euro da coprire. Di sicuro si riproporranno le giornate dello spiedo da asporto, come fatto nell’ultimo anno, perché abbiamo constatato che hanno avuto tantissimo successo. Piace alla domenica portarsi a casa lo spiedo bello e pronto da mettere in tavola. Ci saranno, poi, altri eventi parrocchiali per raccogliere dei fondi. I collumbertesi sono generosi».

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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